Approfondimento

In economia è più bello ricevere che dare

In economia è più bello ricevere che dare

In economia è meglio ricevere che dare!

Così Warren Mosler riassume i benefici delle importazioni.

Nella macroeconomia la letteratura tecnica utilizza le lettere X ed M per identificare gli scambi economici con l’estero. La lettera X rappresenta le esportazioni, ovvero tutto quello che una collettività nazionale produce internamente per poi venderlo ad altri soggetti (pubblici o privati) di altre nazioni. La lettera M individua invece le importazioni, ovvero tutti i beni e servizi che una collettività nazionale importa dalle altre nazioni e che poi verranno utilizzate internamente.

Si tratta di un’infinità di cose, completamene diverse tra di loro (dal grano ai progetti, dal software al cemento, ecc.) che escono o entrano in un Paese e la moneta è l’unità che le misura e permette un confronto quantitativo.

La differenza tra X ed M sarà quindi espressa in un’unità di conto rappresentata dalla moneta di uno Stato (dollari, euro, yen, ecc.). Di seguito una delle due situazioni in cui uno Stato si può trovare:

X – M = valore negativo

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Per semplificare il motivo per cui chi compra è più ricco di chi vende, possiamo pensare alla Signora Pina.

La Signora Pina possiede un immobile adibito a uso commerciale che da tanti anni concede in locazione a un pizzaiolo, il quale sistematicamente le chiede di vendergli il locale. La risposta della S.ra Pina è sempre la stessa: io compro, non vendo. Tale risposta esplicita una chiara evidenza: chi vuole comprare è in grado di farlo, se lo può permettere e magari lo ostenta anche, proprio come fa la S.ra Pina con il pizzaiolo, rispondendogli fieramente; chi invece vende, spesso è costretto a farlo a causa di contingenze negative o difficoltà finanziarie alle quali tenta di porre rimedio cedendo beni di sua proprietà (la propria ricchezza reale). Leggi di più

Eppure l’Eurozona vuole per noi un’economia diversa, focalizzata sulle esportazioni. Gli opinionisti riportano l’esempio della Germania, ma è davvero l’esempio da seguire ai fini del benessere dei lavoratori italiani? Leggi di più qui

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