Il Commento

La crisi è finita!

L’ISTAT ha pubblicato giovedì scorso il documento sulle “Prospettive per l’economia italiana nel 2015-2017“. C’è da chiedersi quale sia il modello di calcolo utilizzato che ha generato le ottimistiche stime macroeconomiche 2015-2017:

  • PIL IN AUMENTO
  • DOMANDA INTERNA IN AUMENTO
  • OCCUPAZIONE IN AUMENTO

Ma ancor più del modello queste stime si basano su dei presupposti. Ma se i presupposti a monte cambiano anche a valle tutto deve essere ridefinito. I pilastri su cui si fonda l’annunciata ripresa sono:

  1. Il Quantitative Easing della BCE;
  2. La riduzione dei costi energetici;
  3. La svalutazione dell’euro rispetto al dollaro;
  4. Gli investimenti pubblici del piano Juncker.

L’azione combinata dei fattori supportata, afferma l’Istat da una maggiore domanda estera, genererà un benefico circolo virtuoso. In diversi articoli abbiamo già analizzato in modo approfondito i primi due punti. In estrema sintesi:

  1. Il QE toglie risorse all’economia e pertanto la peggiora (leggi qui);
  2. I fondamentali sull’euro determineranno una sua rivalutazione cha dalla parità con il dollaro potrebbe portarlo a 1,5/1,7 (leggi qui);
  3. Rimane la riduzione dei costi energetici su cui dobbiamo sperare sulla benevolenza dell’Arabia Saudita che determina il prezzo del greggio;
  4. Il piano di investimenti o piano Juncker nei fatti non esiste perché si tratta per lo più di qualche investimento privato.

Quindi: i primi due elementi concorreranno ad un ulteriore inasprimento della crisi, il terzo punto è estremamente variabile, il quarto semplicemente non esiste.

Ed allora il titolo tecnicamente più corretto rimane sempre quello dell’ultimo libro di spinoza.it: La crisi è finita e….

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