Il Commento

Grecia: il punto fondamentale

La maggior parte delle analisi sulla crisi del debito della Grecia ignora un fatto importante. Mentre la Grecia potrebbe essere il cattivo del momento, ogni nazione eurozona è profondamente a corto di liquidità. Questo a causa di un problema ben noto, ma a cui non si è dato pienamente peso, che sta nel cuore dell’architettura finanziaria dell’eurozona che ha convertito un numero storicamente senza precedenti di nazioni dell’eurozona da emettitori della propria valuta ad utilizzatori di una valuta comune.

La Grecia è semplicemente il primo paese che sperimenta le conseguenze estreme di tale perdita di sovranità monetaria. Senza alcuna fonte di finanziamento indipendente, nessuna valuta propria, nessuna banca centrale che garantisca le passività emesse dal Governo, ha dovuto chiedere aiuto ad altri.

E come condizione per assicurarsi tale aiuto, la Grecia è stata fino ad ora obbligata ad acconsentire a politiche di radicale austerità.

Come analogia, considerate gli Stati Uniti con una valuta comune ma senza Tesoro che porti avanti una politica macroeconomica, spesa di stabilizzazione o stimolo. Immaginate anche il caso in cui alla FED fosse proibito per legge di garantire il debito pubblico USA. E immaginate che uno Stato, per dire, l’Illinois (immaginate la Germania) si trovasse ad essere esportatore netto, accumulando dollari (euro) mentre la maggior parte degli altri stati (cmoe nel caso dell’eurozona) sono importatori netti, con un’emorragia di dollari (euro). Infine, immaginate l’Illinois che rende disponibile un prestito alla Georgia a corto di soldi (pensate alla Grecia), imponendo che la Georgia implementi devastanti privatizzazioni di beni pubblici e tagli drastici ai salati pubblici, pensioni e altri programmi essenziali. Questa in sintesi è la situazione dell’eurozona oggi.

 

Pubblicato il 19 febbraio 2015 su econommt.com, il blog di Daniele Basciu

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