Il Bollettino Economico MMT

Commento ai dati macroeconomici dell’Italia – Aprile 2020

Breve (ma drammatico) commento ai dati macroeconomici di aprile dell’Italia pubblicati dall’Istat

PIL: Il PIL italiano è crollato del 4,7 per cento nel primo trimestre del 2020; Il crollo segue la precedente contrazione dello 0,3 per cento registrata nell’ultimo mese del 2019. Quanto registrato nel primo trimestre 2020 è la contrazione più ripida dal 1995, anno in cui sono iniziate le comparazioni mese per mese. Sia la domanda aggregata interna sia la domanda aggregata estera hanno contribuito in negativo al PIL. Nel rapporto anno su anno, l’economia si è contratta del 4,8 per cento.

Nei fatti siamo davanti al più grave crollo dell’economia italiana mai avvenuto ad esclusione di quello registrato nella seconda guerra mondiale. La politica del governo italiano, che intende portare l’Italia fuori dalla crisi all’interno delle regole dei trattati europei, rappresenta un suicidio economico.

L’Economia italiana è in caduta libera

Tasso di inflazione: I prezzi al consumo in Italia sono rimasti invariati nell’aprile 2020. Nel dettaglio abbiamo una riduzione del costo dei beni energetici e dei servizi compensata da un aumento dei generi alimentari. Ovvero si riduce la domanda dei beni che contribuiscono alla crescita del PIL e aumentano i prezzi dei beni che anche le famiglie con meno reddito devono comunque acquistare.

Bilancia dei pagamenti con l’estero: Le esportazioni dall’Italia sono crollate del 13,5 per cento rispetto all’anno precedente per la forte riduzione della domanda estera di beni. Crollo ancora più profondo pari al 18,1 per cento si è registrato per l’import. In generale cala la domanda aggregata estera ma più rapidamente cala quella interna italiana. La maggior eccedenza commerciale che si registra è dovuta solo alla differenza di velocità di riduzione tra import ed export.

Disoccupazione: il tasso di disoccupazione diminuito all’ 8,4 per cento rispetto al precedente valore del 9,3%, va letto nei dati che lo compongono. Infatti in numeri assoluti si registra una riduzione sia degli occupati  sia dei disoccupati per il fatto che tra i disoccupati in tanti hanno interrotto la ricerca del lavoro e dunque sono “usciti” dal conteggio dei disoccupati.

Terminiamo con due grafici che riportano l’andamento degli ordinativi industriali e l’andamento della produzione industriale. Entrambi crollano oltre il 25%. Questo dato rende purtroppo plausibile un crollo del PIL italiano oltre il 10 per cento, con drammatiche conseguenze sui livelli occupazionali.


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