L'Editoriale

Un Piano di Lavoro Garantito fuori dal calcolo del deficit

Un Piano di Lavoro Garantito fuori dal calcolo del deficit

Luca Giancristofaro fa parte del gruppo dei traduttori di Rete MMT. In questi anni ha tradotto diversi lavori di P. Tcherneva, B. Mitchell, M. Norman. La conoscenza degli economisti MMT lo ha incoraggiato a proporre una riflessione personale sui PLG.

Rete MMT incoraggia e sostiene il dibattito tra gli attivisti, che costituiscono la forza dell’attivismo. Il loro lavoro si esprime anche fuori dall’associazione, per diventare opinione pubblica.

(la Redazione)


Non posso parlare sulla base di sondaggi, ma ho la sensazione che la maggior parte dei simpatizzanti della MMT ritenga che per portare a compimento una politica economica fondata sui principi della MMT si debba necessariamente desiderare di uscire dall’euro.

È necessariamente così? Vorrei far riferimento a questo articolo di Pavlina Tcherneva sui Piani di Lavoro Garantito.

Il Job Guarantee (JG), ricalcando le modalità indicate nell’articolo, potrebbe essere un piano progettato a livello europeo e implementato su specifiche iniziative locali.

Potrebbe essere un piano finanziato dalla BCE e istituzionalmente in capo alla UE e posto dunque al di fuori dai limiti del deficit dei singoli Stati dell’Unione. Per dirla in altre parole, i calcoli del debito e del deficit non sarebbero intaccati dalla spesa pubblica per i programmi di JG.

Ogni Stato verrebbe incentivato a creare iniziative JG a favore della collettività, cosa che potrebbe innescare quel meccanismo anticiclico di cui abbiamo necessità. I vantaggi sarebbero anche sul piano sociale: riduzione delle situazioni di disagio e criminalità, miglioramento dei servizi per il cittadino, ecc. La vera e propria efficienza nel vero senso in cui andrebbe inteso il termine.

Gli Stati più soggiogati dalla crisi e dalle politiche di austerità (Italia, Spagna, Grecia, ecc.) dovrebbero riconoscere la fondamentale crucialità di tale programma e coordinarsi al fine di formulare una proposta comune da portare avanti nelle istituzioni europee.

Nel 2016 Warren Mosler e il prof. Damiano Silipo avevano proposto un piano in quella direzione, come riportato in questo articolo del Corriere della Sera. Come cittadino auspico che possa svilupparsi una visione di questo tipo tra le forze politiche degli Stati UE. Lancio un appello a chiunque legga queste parole per supportare questo piano in tutti i modi possibili.

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