Approfondimento

Piani di Lavoro Transitorio per aree alpino-urbane a Brescia

Piani di Lavoro Transitorio per aree alpino-urbane a Brescia

Le scelte economiche adottate dai governi impattano in senso negativo o positivo sulle nostre vite e sul nostro futuro. È importante quindi che chi studia la macroeconomia sappia individuarne il valore in termini di ricaduta concreta sul proprio territorio. Questo è l’esercizio richiesto agli attivisti di Rete MMT, come ha fatto Fausto Cavalli, attivista e agronomo. Fausto ha individuato nel PLT lo strumento in grado di risolvere la disoccupazione e tutelare al contempo il territorio in cui abita, le aree alpino-urbane di Brescia.

(la Redazione)


Piani di Lavoro Transitorio per aree alpino-urbane a Brescia

Il lavoro è un bene essenziale per l’uomo, perché tramite il lavoro

“[…] non solo trasforma la natura adattandola alle proprie necessità, ma anche realizza se stesso come uomo ed anzi, in un certo senso, «diventa più uomo».”
[Laborem exercens]

Analogamente, gli stessi principi dettati dalla Costituzione Italiana dicono a chiare lettere che

“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”
[art. 3 Cost.]

Pertanto, senza un lavoro sufficientemente remunerato non è possibile vivere in maniera indipendente, sentirsi parte integrante della comunità, e difficilmente si riesce a dare una prospettiva famigliare alla propria vita sentimentale.

Lo strumento per la piena occupazione: il PLT

Lo strumento fondamentale per garantire una vita dignitosa, soprattutto alle persone più economicamente in difficoltà, è il Piano di Lavoro Transitorio (PLT), con il quale lo Stato può garantire un lavoro a chiunque cerchi un impiego. La Banca Centrale Europea oggi sarebbe in grado, se ci fosse la volontà politica per farlo, di retribuire tutti coloro che facciano richiesta di un lavoro a salario dignitoso.

Il PLT potrebbe diventare un programma d’impiego pubblico transitorio che si prefigge di agevolare il passaggio dei lavoratori dallo stato di disoccupazione allo stato di occupazione nel settore al privato, stabilizzando di conseguenza l’economia e gli stessi prezzi, aumentando l’inclusione sociale e, di conseguenza, mitigando le disuguaglianze economiche. Inevitabilmente questo tipo d’impiego dev’essere generico, il lavoratore cioè non deve necessitare di un particolare tipo di specializzazione; deve essere caratterizzato inoltre da condizioni lavorative dignitose e da un salario orario fisso, sufficiente per garantire uno standard di vita al di sopra del livello di povertà assoluta o relativa e mitigando le disuguaglianze sociali.

Le ricadute sulla società sarebbero senza dubbio positive, potendo il PLT rafforzare una rete di servizi sociali a favore della collettività, come, ad esempio, gestione e pulizia degli spazi pubblici e dell’ambiente, mense pubbliche, attività ludiche, riparazioni nell’edilizia pubblica, attività complementari.

Applicazioni pratiche sul territorio

In particolare nelle aree rurali, come ad esempio nelle valli alpine, dove spesso il tasso di disoccupazione è particolarmente elevato, la soluzione prospettata dal PLT potrebbe essere particolarmente efficace. Gli stessi Comuni, ma anche le organizzazioni private che se ne facciano carico, sarebbero in prima linea nel favorire sul proprio territorio questo tipo di progetto lavorativo. Gli esempi di PLT in ambito rurale e alpino potrebbero essere sviluppati in vari ambiti.

Ad esempio, le aree rurali ed alpine sono ciclicamente colpite da alluvioni, che causano notevoli danni economici ed in alcuni casi anche vittime. Il rischio idrogeologico potrebbe essere contenuto tramite la manutenzione e la pulizia degli alvei dei torrenti, che tuttavia oggi raramente viene fatta a causa della solita e presunta mancanza di soldi. Questo tipo di attività potrebbe essere svolta con il PLT, con il quale sarebbe impiegata manodopera altrimenti disoccupata che potrebbe acquisire una professionalità e così, in futuro, essere più facilmente impiegata nel settore privato qualora fossero rimossi i vincoli di austerità che strozzano l’espansione del settore privato rimuovendo i soldi dall’economia. Sarebbe un tipo di lavoro che necessiterebbe di pochi mezzi meccanici, ma più che altro braccia. Questo tipo di consolidamento andrebbe a tutto vantaggio delle comunità locali, che godrebbero di una maggiore sicurezza e tutela.

Un altro esempio potrebbe essere la manutenzione dei sentieri alpini. Chi va in montagna in vacanza apprezza un sentiero ben tenuto e tabellato. Queste operazioni sono attualmente gestite in alcuni casi da gruppi di volontari, che però non riescono a coprire tutti i tracciati. La manutenzione dei sentieri avrebbe evidenti ricadute positive sul territorio, favorendo il turismo e l’attrattiva paesaggistica. Anche in questo caso un Comune potrebbe organizzare sistematicamente tale servizio con un Piano di Lavoro Transitorio.

Per fare un esempio concreto basta pensare alla città di Brescia, che gode all’interno del territorio comunale di una montagna, il Monte Maddalena. I numerosi sentieri che s’inerpicano fino alla cima giacciono in uno stato di frequente degrado, se non di completo abbandono. Soprattutto durante i fine settimana sono numerosi i cittadini che utilizzano i sentieri per una passeggiata, a piedi o con le MTB.

Anche nel Comune di Brescia non mancano i disoccupati, che potrebbero essere impiegati a decine (se non centinaia) nella manutenzione sistematica e nell’abbellimento della montagna di casa. Proprio tramite uno specifico PLT, che sarebbe organizzato e gestito dal Comune, anche su richiesta eventualmente dei Consigli di Quartiere tra i quali è suddivisa la Città, si potrebbero attivare interventi di manutenzione non solo dei sentieri, ma anche degli adiacenti boschi. I costi sarebbero coperti dallo Stato tramite il PLT di livello nazionale, senza oneri effettivi sul bilancio cittadino, ma con importanti ricadute sulla salute e sulla socializzazione, a favore degli stessi cittadini frequentatori di quei luoghi.

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