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“L’Euro è di chiara impronta neoliberista” Alfredo D’Attorre – Partito Democratico

L’Euro, per come attualmente strutturato, è insostenibile ed antidemocratico. A tale conclusione sono giunti Damiano Silipo, docente di Economia dell’Unical, Alessandro De Salvo, di Rete MMT ed Alfredo D’Attorre, parlamentare e membro della direzione nazionale del PD. L’incontro dibattito si è tenuto a Vibo Valentia nell’ambito del Festival per l’Economia che dopo la prima edizione di Aprile prosegue con altri eventi per mantenere alta e vigile l’attenzione sull’attualità economica.
Prof. Damiano Silipo, Università della CalabriaAd introdurre l’incontro è stato il Prof. Silipo, che ha sottolineato l’insufficienza delle misure poste in essere dall’UE per arginare la grave crisi economica in atto. Il QE della Bce non produce effetti apprezzabili sull’economia reale poiché le banche continuano a non erogare credito nella misura che servirebbe, preferendo gli investimenti finanziari considerati più remunerativi e meno rischiosi. L’UE, peraltro senza effettiva governance, si rifiuta di consentire agli Stati, di fatto privati di molti poteri sovrani, di adottare un’adeguata politica fiscale espansiva, effettivamente necessaria per la ripresa. Il Prof. Silipo non ha escluso l’implosione dell’intera eurozona se non dovessero adottarsi i necessari interventi.

Alessandro De Salvo, Rete MMT CalabriaA seguire l’intervento di Alessandro De Salvo, il quale ha sottolineato gli effetti deleteri per l’economia delle politiche di austerità, soffermandosi sui dati degli ultimi quattro anni riferiti al tasso di disoccupazione che è quasi raddoppiato in Calabria come nell’intera nazione. Le manovre economiche orientate al contenimento dei conti pubblici entro i parametri di bilancio europei non sono servite a niente se non a causare il peggioramento di tutti i principali parametri macroeconomici. Lo spread, sotto la minaccia del quale è stata imposta l’austerità, è diminuito solo per effetto dell’LTRO della Bce di fine 2011 e per la decisione della stessa banca centrale, di Settembre 2012, di acquistare illimitatamente sul mercato secondario bond sovrani denominati in euro con durata residua fino a tre anni di tutti i Paesi che ne facessero richiesta. Segno evidente, questo, che l’architettura europea deve essere modificata ridefinendo il ruolo della Bce e consentendo agli Stati di spendere in deficit nella misura necessaria a garantire sia la ripresa economica che la piena occupazione.

On. Alfredo D'Attorre, Partito DemocraticoConclude l’Onorevole D’Attorre il quale ha sottolineato come il progetto europeo neoliberista abbia cominciato a prendere corpo in Italia a partire dal 1981, anno in cui si consumò il c.d. divorzio tra Tesoro e Banca d’Italia. Da allora divenne particolarmente remunerativo investire in titoli di Stato, come conseguenza dell’aumento dei tassi d’interesse che si formavano sui mercati. Ciò, e non la spesa pubblica tout court, ha generato l’aumento esponenziale del debito pubblico. Oggi continuano a favorirsi i titolari di rendite finanziarie mantenendo bassa l’inflazione ed elevata la disoccupazione, con forte pregiudizio dello stato sociale e delle fasce più deboli della popolazione.

Sollecitato dagli interventi del pubblico lo stesso D’Attorre ha evidenziato che l’attuale sistema dell’Euro, di chiara impronta neoliberista, non consente la piena tutela degli interessi nazionali. Il Parlamentare non ha quindi escluso il ritorno ad una forma di autonomia nazionale non ravvisando condizioni politiche adeguate, nell’attuale contesto, a proseguire il progetto di integrazione europea se non a danno delle fasce più deboli della popolazione.

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