La Teoria

Il mito della monetizzazione del debito

Il mito della monetizzazione del debito

Il tema della monetizzazione del debito entra frequentemente nei dibattiti di politica monetaria. L’espressione si riferisce generalmente al processo attraverso il quale la Fed acquista titoli di debito governativo direttamente dal Tesoro. In altre parole, il Governo federale prende in prestito denaro dalla Banca Centrale piuttosto che dalla popolazione. La monetizzazione del debito è il processo cui normalmente ci si riferisce quando si dice che un Governo stampa moneta. Si dice che tale processo, a parità di altre condizioni, aumenti l’offerta di moneta e possa portare a grave inflazione. Tuttavia, la paura di monetizzare il debito è infondata, poiché la Federal Reserve non ha la possibilità di farlo né col debito federale già emesso né con quello di nuova emissione.

Finché la Fed ha il mandato di mantenere il tasso sui fondi federali che si è posta come obiettivo, l’entità dei suoi acquisti e delle sue vendite di debito governativo non sono discrezionali.

Una volta che il Consiglio dei Governatori della Federal Reserve fissa un tasso sui fondi federali, il portafoglio di titoli del Governo detenuto dalla Fed varia solo a causa delle transazioni necessarie a mantenere il tasso sui fondi. Proprio la mancanza di controllo da parte della Fed sulla quantità di riserve mette in evidenza l’impossibilità della monetizzazione del debito: la Fed non può acquistare titoli del Governo a piacimento poiché, così facendo, determinerebbe il crollo a zero del tasso sui fondi. Se la Fed acquistasse titoli direttamente dal Tesoro e il Tesoro poi spendesse il denaro, tali spese costituirebbero un eccesso di riserve nel sistema bancario e la Fed sarebbe obbligata a vendere un uguale ammontare di titoli per mantenere il tasso sui fondi federali al livello obiettivo. La Fed agirebbe quindi solo come un intermediario e, così facendo, si troverebbe ad acquistare titoli dal Tesoro per poi venderli al pubblico. Non ci sarebbe nessuna monetizzazione.

Monetizzare significa convertire in moneta. L’oro veniva monetizzato quando il Governo emetteva nuovi certificati aurei per comprare oro. In senso lato, il debito federale è moneta e la spesa in deficit è il processo di monetizzazione di qualunque cosa il Governo acquisti. La monetizzazione avviene quando la Fed acquista valuta estera. Acquistare valuta estera converte, o monetizza, quella valuta in dollari. La Fed poi offre in vendita i titoli del Governo statunitense per far sì che i dollari aggiunti al sistema bancario producano interessi. Questo processo, spesso frainteso, è chiamato sterilizzazione.

 

Originale pubblicato nel 1995, Revisione pubblicata nel 2012

Traduzione a cura di Andrea Sorrentino, Supervisione di Maria Consiglia Di Fonzo e Daniele Basciu

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2 Commenti

  • Ma quando il tesoro spende in deficit, monetizzando l’economia acquistando beni reali, può crearsi lo stesso un eccesso di riserve che la FED sarebbe costretta a drenare rivendendo i tds acquistati presso il tesoro, questo significa che anche la spesa in deficit deve tenere conto del tasso obiettivo? Grazie per il chiarimento.

    • Esatto Alessandro, hai centrato perfettamente il punto: il mandato della Fed di mantenere il tasso d’interesse sempre il più possibile vicino al valore obiettivo la costringe a intervenire di continuo, in maniera praticamente automatica, per bilanciare qualunque squilibrio di riserve. Indipendentemente dalla ragione per cui si è verificato, ivi inclusa quindi la spesa in deficit.

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