Il Commento

Commento ai dati macroeconomici dell’Italia – Gennaio 2020

Breve commento ai dati macroeconomici dell’Italia pubblicati dall’Istat

 Disoccupazione: il tasso di disoccupazione per il mese di dicembre si è mantenuto stabile al 9,8% pari al valore registrato nel mese precedente e appena superiore rispetto al 9,7% misurato ad ottobre. Il dato è in linea alla previsione del 9,7%. Per la fascia dai 18 ai 24 anni il tasso di disoccupazione rimane drammaticamente stabile al valore del 28,9%. In numeri assoluti aumenta la disoccupazione e si riduce l’occupazione.

PIL: nell’ultimo trimestre del 2019 il PIL italiano si è ridotto dello 0,3% contro un aumento dello 0,1% fatto registrare nel trimestre precedente. Considerato l’intero 2019 il PIL è cresciuto dello 0,2% significa che anche nel 2019 l’economia italiana è rimasta ferma. L’Italia continua avere in termini assoluti un PIL inferiore al 2008.

Tasso di inflazione: la stima del tasso di inflazione anno su anno di gennaio 2020 è pari allo +0,5% leggermente inferiore alla stima preliminare pari  allo 0,6%. Il dato conferma la totale assenza di spinte inflazionistiche ovvero l’assenza di un incremento della domanda interna. Tra i beni che hanno inciso sull’aumento abbiamo alimentari e trasporti mentre in riduzione servizi pubblici e le abitazioni.

Bilancia dei pagamenti con l’estero: la bilancia dei pagamenti con l’estero ha registrato per il mese di dicembre 2019 un saldo positivo pari a 5013 miliardi di euro, maggiore di quanto registrato nel corrispondente mese dell’anno precedente (pari a 2789 miliardi). In termini assoluti le esportazioni e le importazioni si sono ridotte indicando una riduzione della domanda interna di prodotti esteri (le importazioni) e di una minor produzione interna (minori esportazioni) con conseguenze sul numero degli occupati/ore lavorate.

 

Lo stesso andamento della bilancia dei pagamenti con l’estero è stato registrato in Germania paese in cui continua a ridursi notevolmente la produzione destinata all’estero la quale, a parità di tasso di disoccupazione (stabile da mesi tra il 3,1 e il 3,2%), spiega la riduzione della produttività. La produttività dipende dalla domanda e non dalla narrazione per cui i lavoratori diventano di punto in bianco inefficienti. Questo vale anche per i lavoratori tedeschi così come valeva per i lavoratori dei paesi che la stampa tedesca amava definire PIIGS.

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