Approfondimento

Bernie Sanders sta per annunciare un Piano per garantire un posto di lavoro a ogni Americano

Bernie Sanders sta per annunciare un Piano per garantire un posto di lavoro a ogni Americano

Il Senatore Bernie Sanders annuncerà un piano affinché il Governo federale garantisca un posto di lavoro che offre 15 $ l’ora e l’accesso all’assistenza sanitaria a ogni lavoratore americano “che voglia o abbia bisogno di un lavoro”, attraverso la realizzazione di progetti pubblici su larga scala che i Democratici non hanno tenuto in considerazione nelle ultime decadi.

Il piano di lavoro garantito proposto da Sanders finanzierebbe centinaia di progetti in tutti gli Stati Uniti che perseguono l’obiettivo di affrontare priorità quali le infrastrutture, l’assistenza, l’ambiente, l’istruzione e altri obiettivi. Secondo una prima bozza della proposta, con il piano di lavoro garantito ogni Americano avrebbe diritto a un posto di lavoro in uno di questi progetti o riceverebbe formazione professionale per acquisirlo.

Secondo quanto sostenuto da un rappresentante dell’Ufficio di Sanders, non è stata fatta ancora una stima del costo del piano né deciso come questo sarebbe finanziato, essendo la proposta ancora in fase di ideazione.

Sanders si unisce ad altri due contendenti che si vocifera parteciperanno alle elezioni presidenziali democratiche del 2020 che hanno manifestato il loro sostegno all’idea del piano di lavoro garantito. L’iniziativa riflette una tendenza di sinistra nella politica economica di partito distante dall’uso che il Presidente Barack Obama ha fatto del partenariato pubblico-privato o degli incentivi governativi per rimodellare i mercati privati, una tendenza orientata ad un chiaro intervento diretto del Governo.

I sostenitori del piano di lavoro garantito sostengono che questo farebbe aumentare i salari aumentando in modo significativo la competitività dei lavoratori, assicurando il fatto che le imprese dovranno offrire salari più generosi e benefici se vogliono impedire che i lavoratori da loro impiegati se ne vadano a lavorare per il Governo. I sostenitori ritengono anche che il piano ridurrebbe la disuguaglianza razziale, poiché il tasso di disoccupazione dei lavoratori neri è circa il doppio rispetto a quello dei lavoratori bianchi, come anche la disuguaglianza di genere, poiché in più passaggi del piano è richiesta l’espansione dei servizi pubblici di assistenza all’infanzia.

“L’obiettivo è quello di eliminare del tutto la povertà dei lavoratori e la disoccupazione” ha detto Darrick Hamilton, un economista della Nuova Scuola che sostiene il programma di lavoro garantito insieme a Stephanie Kelton della Stony Brook University e ad un gruppo di economisti di sinistra al Levy Economics Institute presso il Bard College. “Questa è un’opportunità per qualcosa di trasformativo, va oltre i tentativi che stiamo facendo da quarant’anni in cui tutti i guadagni imputabili all’aumento della produttività sono andati all’élite della società”.

Altri, compresi alcuni Democratici, non sono convinti. L’idea è anche fallita in partenza con l’arrivo dei Repubblicani al controllo del Congresso, e i conservatori l’hanno smontata definendola non fattibile, estremamente costosa e dannosa per il settore privato.

“Il piano indebolisce completamente molte industrie e imprese”, ha detto Brian Riedl, dell’Istituto conservatore di destra di Manhattan, un think tank. “Ci sarà una pressione per introdurre salari più elevati o altri vantaggi che il settore privato non offre”.

Ernie Tedeschi, un economista che ha lavorato per il Dipartimento del Tesoro all’epoca di Obama, ha sostenuto che ci sarebbero grandi rischi logistici e pratici nell’assicurare che a livello federale milioni di nuovi posti di lavoro siano adatti a perseguire obiettivi di produttività.

“Sarebbe estremamente costoso e mi chiedo se sia la strada migliore da percorrere, l’uso più mirato delle risorse necessaire alla sua realizzazione” ha detto.

I critici puntano sulle conseguenze potenziali, quelle non calcolate, del piano. Sebbene questo con ogni probabilità rilancerebbe i salari per i lavoratori, quei salari più alti farebbero aumentare i costi per le imprese private, spingendone alcune ad assumere meno lavoratori o a intraprendere altre strade – come la riduzione dei benefici o la sostituzione dei lavoratori con le macchine.

Questi effetti sarebbero più pronunciati se il piano danneggiasse i lavoratori che hanno posti di lavoro nel settore privato piuttosto che supportare lavoratori disoccupati che desiderano un posto di lavoro. Il tasso di disoccupazione attualmente è al 4,1%, un valore storicamente basso. Ma questo valore non tiene conto delle persone che hanno rinunciato a cercare lavoro e il tasso di partecipazione alla forza lavoro – una misura più generale di coloro che non stanno lavorando – suggerisce che potrebbero esserci persone non calcolate tra coloro che sono disoccupate che vorrebbero far parte della forza lavoro.

La nuova spesa del Governo potrebbe portare anche ad inflazione, riducendo il valore reale dei salari dei lavoratori.

Le iniziative economiche di Obama sono state focalizzate perlopiù sull’intervento del Governo per influenzare i mercati privati e le industrie in modo che perseguissero obiettivi politici. Il suo piano di stimolo economico – con cui, insieme ai Democratici, ha cercato di tirar fuori gli Stati Uniti da una profonda recessione – ha indirizzato il denaro verso le imprese private per stimolare assunzioni e investimenti e offerto tagli e sconti fiscali nella speranza che le persone spendessero di più.

Ma, in un nuovo clima politico, idee come un piano di lavoro garantito sta guadagnando popolarità tra i Democratici noti. Il Senatore Kirsten Gillibrand (N.Y.) riprende l’idea su Twitter all’inizio di questo mese. Come segnalato per primo da Vox, il Senatore Cory Booker (N.J.) la scorsa settimana ha anche annunciato la sua intenzione di introdurre un conto separato per creare un programma pilota per un piano di lavoro garantito in 15 aree rurali e urbane.

Nella prima bozza di piano di lavoro garantito di Sanders, i governi locali, statali e quelli delle tribù indiane d’America in ogni parte del Paese invierebbero ai 12 uffici regionali del Paese proposte di progetti di lavori pubblici per le aree di loro riferimento. Questi 12 uffici agirebbero come una camera di compensazione per questi progetti, assegnati attraverso l’invio dei progetti suggeriti a un nuovo ufficio nazionale all’interno dell’Ufficio del Dipartimento del Lavoro per l’approvazione finale.

Una volta approvati, i progetti impiegherebbero lavoratori a un salario minimo di 15 $ l’ora, con il congedo parentale e l’assistenza medica retribuite, e offrirebbero pensione, assistenza sanitaria, la malattia e le ferie annuali retribuite al pari degli altri lavoratori dipendenti federali.

Circa 2˙500 centri di formazione professionale e uffici dell’impiego esistono già nel Paese e il piano si immagina affidi loro il compito di collegare i lavoratori a questi progetti locali. Nel momento in cui i programmi sono operativi, ciascuno può recarsi in un centro per l’impiego e – almeno in teoria – trovare sia opportunità di formazione professionale sia un posto di lavoro in uno di questi progetti.

Gli autori del piano immaginano che, con questa proposta, milioni di Americani siano impiegati, che il numero di Americani assunti nel settore privato aumenti durante le fasi di recessione economica e diminuisca durante le fasi di espansione. Sostengono inoltre che il piano rafforzerebbe in modo significativo il coinvolgimento del Governo nell’economia americana a un livello mai visto dai tempi della seconda Guerra Mondiale, se non nella storia del Paese.

A parte la modalità di finanziare il piano, molti altri aspetti del piano di lavoro garantito non sono stati specificati.

Non è chiaro cosa accadrebbe a un lavoratore che contravvenga alle condizioni di impiego. Il piano suggerisce di creare una Divisione di Sviluppo Investigativo per “prendere provvedimenti disciplinari laddove necessari”, lasciando l’autorità al capo del Dipartimento del Lavoro. Gli assistenti di Sanders sottolineano che i dettagli politici sono in fase embrionale.

I sostenitori paragonano l’idea all’era del New Deal, quando – nel 1944 – il Presidente Franklin D. Roosevelt lanciò al Congresso una “Seconda Carta dei Diritti”. Primo della lista: “il diritto a un lavoro utile e remunerativo”.

“Questa non è un’idea radicale”, ha detto Hamilton “è stata ben impressa nel programma Democratico, quando era al suo culmine. Sono contento che i Democratici stiano tornando alle loro radici”.

 

Originale di Jeff Stein pubblicato il 23 aprile 2018

Traduzione a cura di Maria Consiglia Di Fonzo

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