Il Commento

Alain Parguez sulla situazione italiana

Alain Parguez sulla situazione italiana

Nei giorni scorsi abbiamo contattato Alain Parguez per un commento sulla situazione italiana. Una situazione che si evolve di giorno in giorno, ma che ha fatto emergere l’estrema fragilità delle democrazie dell’Eurozona.

(la Redazione)


Cari amici,

Inizia la lotta, il vostro Presidente ha commesso un quasi-colpo di Stato. Per la prima volta un capo di Stato ammette che le elezioni non contano più, conta solo l’opinione dei mercati finanziari. La nomina di un ex-dirigente del FMI è degna della politica del maresciallo Hindenburg dal 1931 al 1933. Sappiamo cosa è successo.

Quindi, cosa fare?

  1. Combattere fino alla morte, abbattere questo Governo presidenziale.
  2. Ci saranno nuove elezioni, urrà! È necessario mobilitare a fondo l’opinione [pubblica] su una questione di vita o di morte per l’Italia. È necessario fare campagna per l’uscita dell’euro; ora o mai più.

L’Italia non è la Grecia, né la Spagna. È la seconda potenza industriale dell’Europa, dietro la Germania. La subordinazione schiavistica all’euro, l’austerità fino alla morte rovineranno il popolo, l’industria e le infrastrutture e l’Italia cadrà al livello dell’Argentina. È necessario mostrare ciò che dimostro nel mio lavoro, che l’Euro non protegge da nulla. Potrebbe essere necessario un controllo dei movimenti di capitali. Ne parleremo di nuovo…

Gli Italiani hanno la scelta tra la dittatura con la miseria e la salvaguardia del Paese in quanto tale. Ecco alcune riflessioni rapide, ho speranza per il futuro dell’Italia.

Alain

 

P.S.: Francia e Germania non stanno andando bene.

Ovviamente dobbiamo abbandonare l’austerità della spesa pubblica per l’interesse generale. Se la Lira si svalutasse… e allora! Un vantaggio per le esportazioni; la svalutazione della Lira detenuta all’estero rovinerebbe i creditori stranieri. Ciò che è necessario (vedete i miei ultimi due saggi) è che la moneta ridiventi sovrana e accreditata da una banca centrale di Stato. E la Lira risorgerà (cfr. le conferenze di Rimini e di Cagliari nel 2012).

Occorre una mobilitazione fino alla morte per elezioni immediate, e quindi affrontare direttamente il Presidente.

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