Il Commento

Tutti sanno cosa è il debito pubblico. Cui prodest?

Oggi 1º novembre 2019 Paolo Gentiloni entra in carica come Commissario europeo per gli affari economici e monetari. Un riconoscimento che “premia” l’abnegazione nell’aver applicato le politiche neoliberiste di austerità su cui si fonda l’architettura europea. In piena continuità con il passato l’ex Presidente del Consiglio dei ministri lo scorso 3 ottobre ha rimarcato la personale fedeltà al dogma dell’austerità: il suo operato si focalizzerà sulla riduzione del debito pubblico.

È da sprovveduti pensare che un politico di rilievo come Gentiloni non sappia cosa sia nella realtà il debito pubblico. Per quale motivo dunque questo accanimento?

Il debito pubblico, come non manchiamo mai di ricordare, è la contropartita del risparmio netto in mano ai privati. Se lo Stato lo riduce di fatto sta perseguendo l’obiettivo, più o meno consapevole, di ridurre il risparmio netto dei cittadini. Cosa muove uno Stato a farlo? Uno dei motivi è che i cittadini si troveranno sollecitati a dirottare il proprio risparmio verso alcuni investimenti come azioni societarie, bancarie, assicurative, pensionistiche, fondi, ecc. Lo Stato si trasforma da garante costituzionale del risparmio in promoter finanziario!

La riduzione del debito pubblico rientra all’interno di uno “sforzo” più generale, promosso dalle politiche neoliberiste mainstream, di spostare grandi quantità di soldi verso settori finanziari, a vantaggio dei grandi gruppi bancari e finanziari.

Ogni giorni i media sono popolati da opinionisti che non si sottraggono mai dall’occasione di offrire spassionati suggerimenti.  È il caso di De Bortoli che qualche giorno fa, ricordando che siamo in tempi di coperta corta, incoraggia il ricorso alle forme assicurative dei fondi previdenziali per sostenere i costi della non autosufficienza degli anziani.

È sempre bene ricordare i motivi che hanno portato alla distruzione del sistema pensionistico e allo smantellamento progressivo del sistema sanitario. Le politiche economiche neoliberiste costringono il cittadino a dirottare risparmi e redditi verso un’offerta del privato a svantaggio dello sviluppo dell’intera collettività in nome dell’equità e del progresso.

Noi ci adoperiamo per illustrare i meccanismi economici che regolano l’economia senza mai dimenticarci di tenere alta l’attenzione anche sul tema degli interessi che hanno promosso le politiche di austerità ancora oggi, dopo evidenze e dibattiti sulla loro fallacia.

Cui prodest?

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