L'Editoriale

Tutta la flessibilità che c’è (ma nel Patto)

Come la maggioranza delle cose, anche la generosità può essere misurata. Misuriamo quella dell’Unione europea ragionando sull’Italia; sbandierata da Ursula von der Leyen come un gesto straordinario, assicura all’Europa un fondo da 25 miliardi rivolto a imprese, lavoro e sistema sanitario!

L’Italia ha chiuso il 2019 con un rapporto deficit/PIL dell’1,6%. Se invece avesse raggiunto quota 2,9%, nel 2019 avrebbe speso 25 miliardi in più, esattamente la misura della generosità della istituzioni europee se tutto il fondo fosse destinato all’Italia.

Ursula von der Leyen: “Le nostre economie europee hanno bisogno di maggiore flessibilità e maggiore liquidità e per questo la Commissione si avvarrà della piena flessibilità del Patto di stabilità e crescita”.

La “piena” flessibilità è in realtà una mera deroga temporanea agli obiettivi del rigore, e comunque all’interno del recinto del 3%.

Anche il Governo Italiano si sta muovendo all’interno di un territorio che ha come confine la sottile linea rossa dell’ideologia; questo gli garantirà di evitare il conflitto con le istituzioni europee, ma non di rilanciare il Paese.

I giornali esultano per la dichiarazione di Angela Merkel che invita l’Italia a spendere di più nella sanità e che aggiunge:
“Il Patto di Stabilità va usato con la sua flessibilità”.

È ora il momento di avere il coraggio di dire: “il Patto di stabilità non va usato”.

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