La Teoria

MMP Blog #48: È necessario il Piano di Lavoro Garantito?

MMP Blog #48: È necessario il Piano di Lavoro Garantito?

Nel corso degli ultimi 11 mesi circa, abbiamo analizzato la Teoria della Moneta Moderna. Essa costituisce il paradigma appropriato all’analisi di tutti i Paesi moderni che utilizzano la propria valuta.

Qualcuno si è domandato se sia possibile separare la MMT dal Piano di Lavoro Garantito (PLG): è possibile accettare la MMT e rifiutare il PLG?

Onestamente, credo che si tratti di una domanda piuttosto strana. Abbiamo una teoria moderna della Peste Bubbonica. Finché la scienza medica non ha sviluppato una teoria delle malattie che possono essere provocate da microbi troppo piccoli per essere visti ad occhio nudo, è stata proposta ogni sorta di spiegazione circa la causa della peste. La più popolare era la “corruzione dell’aere”. In effetti, le misure preventive attuate (quarantena per le persone infette, evacuazione delle città, incenerimento della proprietà dei deceduti) ed il miglioramento dell’igiene pubblica furono piuttosto efficaci – nei Paesi più ricchi, infatti, la Peste è stata scacciata anche prima che la teoria delle malattie basata sui “germi” fosse sviluppata (certamente ci furono delle false partenze – come uccidere i gatti, che avevano contribuito a mantenere i topi sotto controllo!).

Ora “sappiamo” che a provocare la malattia è il morso di una pulce infetta e che, una volta morsa, la vittima può essere curata con gli antibiotici. Anche se occasionalmente la peste è ancora contratta (specialmente nell’America occidentale), non si scatena un’epidemia perché il trattamento repentino previene la pandemia.

Ok, dovremmo separare la teoria della peste bubbonica dalla risposta politica? Credo che la maggior parte delle persone ragionevoli direbbe che non ci sono molte ragioni per sviluppare una teoria della malattia a meno che non si stia lavorando per la prevenzione ed il trattamento. Credo che quasi chiunque punirebbe qualunque ricercatore che fosse interessato solo a scoprire le cause della peste, ma che poi si opponesse alla risposta politica argomentando che alcuni decessi sono utili a disciplinare la popolazione, eliminare i deboli, essere da avvertimento per gli imprudenti.

Eppure, questa è stata la risposta degli economisti mainstream alla “scoperta” che J. M. Keynes fece nel 1936, che la disoccupazione è causata da una domanda insufficiente. Sappiamo – al di là di ogni dubbio – cosa provoca la maggior parte della disoccupazione. A dire il vero, siamo più sicuri della principale causa della disoccupazione rispetto a quanto lo siamo della principale causa della Peste Nera della metà del 1300 (c’è in effetti un po’ di controversia al riguardo – i resoconti dell’epoca sull’epidemia che ha piegato l’Europa non corrispondono a ciò che sappiamo sulla peste bubbonica, ma questa è una digressione). Quindi abbiamo sviluppato un intero approccio in merito alla risposta politica [da dare] alla disoccupazione – la Curva di Phillips NAIRU – che sostanzialmente dice che va bene ignorare la piaga della disoccupazione che, persino nel momento di picco del ciclo degli affari, affligge circa 200 milioni di persone sul globo.

Pensateci. Dal 1936 abbiamo avuto una folta schiera di economisti e policy maker che hanno sostenuto che la disoccupazione di massa è una buona politica – per disciplinare la forza lavoro, per eliminare i deboli e per minacciare gli imprudenti. Tutto nel nome del mantenimento della stabilità dei prezzi.

Ora, di certo alcuni di questi sostenitori della disoccupazione credevano che davvero lo Stato non potesse farci molto. Come una famiglia, è limitato dal suo reddito. E così, persino se avesse voluto ridurre la disoccupazione, non si sarebbe potuto “permettere” di farlo.

È qui che entrano in gioco la finanza funzionale di Abba Lerner e la nostra MMT (che ne è derivata). Noi sappiamo che non è vero. Chiunque comprenda la valuta sovrana moderna sa – al di là di ogni dubbio – che lo Stato sovrano si può “permettere” la piena occupazione. Potrebbe scegliere di raggiungerla in modi diversi, ma se li può permettere tutti. Può “avviare il volano”, sovvenzionando l’occupazione nel settore privato o mettendo in atto un PLG.

In questa sede, vorrei chiarire che in questo Primer ho considerato tutti i Paesi che emettono una propria valuta secondo la mia definizione di “Moneta moderna” o “valuta sovrana”. Su questo punto, mi discosto da certe altre esposizioni. Alcune escludono i Paesi che vincolano o gestiscono i propri tassi di cambio. Io non lo faccio. Per me si tratta di posizioni in un continuum – che ad un estremità vede un tasso fluttuante e, all’altra, un tasso vincolato. Chiaramente, il tasso fluttuante concede alla politica nazionale un margine più ampio. Ed è questo il sistema di tasso di cambio che sostengo – anche se molti Stati non si trovano in una situazione politica che gli consenta di adottarlo.

Tuttavia – e questo è il punto importante – vincolare o gestire un tasso di cambio è un vincolo autoimposto. Qualunque Paese sia emettitore della sua valuta può adottare un tasso di cambio fluttuante – sappiamo come farlo tecnicamente; dal punto di vista politico, potrebbe essere arduo. Ma si può fare.

Ed è questo che rende uno Stato che emette valuta sovrana diverso da una famiglia o da un’impresa. La famiglia o l’impresa non possono decidere di adottare un tasso [di cambio] fluttuante. Sono utilizzatori di valuta. Lo Stato, invece, è emettitore di valuta – anche se sceglie di vincolarla. [Lo Stato] può scegliere di lasciarla fluttuare; al contrario dell’utilizzatore.

Pertanto, l’emettitore di valuta può SEMPRE permettersi la piena occupazione, se rimuove i vincoli autoimposti.

Personalmente, credo sia assolutamente riprovevole che chiunque comprenda la MMT scelga di opporsi al PLG. Una volta che si comprende che non è necessario obbligare milioni [di persone] a soffrire la disoccupazione involontaria, la posizione eticamente difendibile si circoscrive. In quel caso la disoccupazione non è necessaria, e chiunque la sostenga come strumento politico deve avere una solida argomentazione a difesa del mantenimento della disoccupazione.

Non accetteremmo nulla di meno se qualcuno si schierasse a difesa di malattie mortali come la peste bubbonica o il vaiolo – eppure la disoccupazione, oggi, è quasi senza dubbio un problema infinitamente più grave di ognuna di queste malattie. Eppure, la maggior parte degli economisti – compresi quelli che si definiscono progressisti – è a favore del fatto che milioni di persone siano mantenute in una condizione di disoccupazione involontaria.

Prima di tornare al PLG, rivediamo rapidamente quello che capiamo dei sistemi che adottano la Moneta moderna.

Abbiamo iniziato dalla logica di una valuta sovrana: lo Stato sceglie un’unità di conto, impone una tassa in quell’unità e, quando spende, emette i suoi ITD nella stessa unità. Lo Stato deve spendere prima che i contribuenti possano ottenere “quello che serve per pagare le tasse”. Questa è la logica [insita nell’affermazione] “le tasse guidano la Moneta”.

Quindi usiamo la MMT come una descrizione – come in realtà spendono e tassano gli Stati moderni. Questo è necessariamente più complicato, e deve riferirsi ad uno specifico Paese. La maggior parte dei Paesi adotta una separazione nominale tra il Tesoro e la Banca Centrale; e molti pongono vincoli ad entrambi. È comune [ai diversi Paesi] proibire alla Banca Centrale di prestare direttamente al Tesoro; e pretendere che il Tesoro tragga assegni sui suoi depositi presso la Banca Centrale. Questi vincoli autoimposti danno quindi luogo a diverse procedure operative, definite per consentire al Tesoro di ottenere i depositi di cui ha bisogno presso la Banca Centrale e minimizzare le interferenze con le riserve del sistema bancario.

Non occorre ripetere qui tutte le analisi – voglio solo distinguere tra le spiegazioni che esplicitano solo la logica e quelle che spiegano come “funziona davvero” la Moneta moderna, cioè le descrizioni del funzionamento delle valute sovrane del mondo reale.

Infine, sappiamo che a rigor di logica lo Stato non è soggetto a limiti finanziari e che spende prima di tassare o di vendere Titoli. Tuttavia, lo Stato può imporsi vincoli di spesa (ad esempio vincoli di pareggio di bilancio o limiti al debito) e normalmente adotta un processo di definizione del bilancio che richiede l’approvazione del Congresso e del Presidente.

Ma, logicamente, questi vincoli li può modificare, o li può persino ignorare. A rigor di logica, si può “permettere” qualunque cosa sia in vendita nella sua valuta. Il problema non è la solvibilità, quanto piuttosto l’inflazione e il deprezzamento del tasso di cambio. Sotto certe condizioni, una spesa eccessiva potrebbe causare una di queste eventualità.

Di nuovo, non è questo il luogo adatto ad indagare le condizioni in cui una spesa pubblica più elevata potrebbe provocare inflazione o deprezzamento della valuta.

Le conclusioni importanti sono due: a) le tasse o altre obbligazioni creano una domanda di valuta; b) il valore della valuta dipende da ciò che si deve fare per ottenerla.

Come ci hanno sempre detto le nostre mamme: “se solo i Soldi crescessero sugli alberi” – allora il loro valore sarebbe pari allo sforzo che occorre per coglierli. Con una valuta sovrana non si tratta proprio di “raccolta”, ciò che importa è lo sforzo che occorre fare per ottenerla. Quando l’economia oltrepassa la piena occupazione, è probabile che l’espansione continuata della spesa pubblica spinga al rialzo salari e prezzi.

Se lo Stato aumenta la sua offerta per un’ora di lavoro da 10$ a 20$, è possibile che i salari ed i prezzi più in generale aumentino. La “facilità” con cui si ottiene la valuta aumenta e possiamo attenderci che il suo valore diminuisca. La misura in cui questa relazione (inversa) si realizzerà dipenderà dall’utilizzo della capacità produttiva e dal contesto istituzionale (capacità di imprese e lavoratori di determinare i prezzi).

E così torniamo al PLG. Come ora sapete, abbiamo formulato il PLG come un buffer-stock per la stabilizzazione dei salari. Con il suo salario fisso, il pacchetto di benefit e l’offerta di posti di lavoro infinitamente anelastica, dà luogo alla piena occupazione senza innescare una spirale al rialzo delle offerte [salariali] ai lavoratori. “Vende” lavoratori ad un prezzo appena superiore al compenso del programma. Logicamente, non può applicare una pressione sui salari una volta che il livello del compenso è stabilito come compenso di base del Paese.

Si tratta di un modello a “prezzo fisso, quantità variabile” – proprio come gli schemi buffer-stock per le commodity. Stabilizza il “prezzo” del lavoro – il salario. E la forza lavoro è “pienamente occupata”, nel senso che chiunque desideri lavorare può ottenere un lavoro al salario PLG.

Qualcuno invoca, al posto del PLG, uno stimolo alla domanda.

D’accordo, spiegatemi in che modo incentivare la domanda di lavoratori più qualificati ed istruiti – determinando una guerra al rialzo per la loro assunzione – farà sì che derivino a cascata posti di lavoro per i lavoratori meno qualificati ed istruiti, SENZA provocare un aumento dei salari e dei prezzi.

Altri preferiscono un RMG (reddito minimo garantito – sussidio di welfare a tutti, pagamenti che non stabiliti secondo criteri di reddito).

Ancora, spiegatemi in che modo questo creerà posti di lavoro per i lavoratori meno qualificati ed istruiti SENZA provocare un aumento dei salari e dei prezzi.

(A dire il vero, i sostenitori di entrambe le strategie semplicemente cambiano SEMPRE argomento – non rispondono MAI a questa domanda. Il che suppongo vada bene, ma in tal caso non possono criticare legittimamente il PLG sulla base della giustificazione che si suppone provocherà inflazione – perché le loro stesse strategie sono molto più inflazionistiche, infatti creano posti di lavoro per i disoccupati SOLO provocando un aumento dei salari e dei prezzi, così che le imprese cercheranno di sostituire i lavoratori con altri meno qualificati ed istruiti.)

Qualcuno dice che l’effetto inflazionistico del PLG non proviene dal salario, ma piuttosto dal “moltiplicatore della domanda”, perché i nuovi lavoratori possono consumare. Pensateci. Quest’idea è persino più crudele di quella per cui abbiamo bisogno di tenere milioni di persone disoccupate per contenere i prezzi. Perché, secondo quest’idea, abbiamo bisogno di assicurare che milioni di persone non si possano permettere di mangiare, altrimenti spingerebbero i prezzi ad aumentare.

Dunque questi critici non vogliono solo la disoccupazione – vogliono abietta povertà! Serve una classe inferiore e affamata in modo permanente, così che i più abbienti possano godere dei prezzi più bassi che provengono da una domanda aggregata insufficiente. Anche questa rappresenta una posizione politica riprovevole (e non è coerente nel tempo [rispetto agli obiettivi che si pone] – un punto che non tratterò in questa sede).

Nel corso di questa discussione sul PLG, ho sempre presentato quest’ultimo come un'”aggiunta”. Possiamo conservare (e persino aggiungere) qualsiasi rete di sicurezza vogliamo. Possiamo conservare (e persino aggiungere) qualunque altra politica (monetaria o fiscale) di stabilizzazione macroeconomica vogliamo. Si tratta sempre di opzioni politiche, [disponibili anche] una volta che abbiamo aggiunto il PLG. Possiamo avere il RMG e avviare il volano – se li troviamo in qualche modo necessari. Personalmente, non credo che ne avremo bisogno. Ma possiamo implementare il PLG e stare a vedere se abbiamo ancora bisogno di combattere l’inflazione o la scarsità di domanda aggregata o l’instabilità del tasso di cambio, così sia. Abbiamo a disposizione tutte le opzioni politiche.

L’uso della disoccupazione involontaria come strumento politico è l’unica cosa che eliminiamo. Con l’aggiunta di un PLG, possiamo ancora usare tutte le altre opzioni politiche a nostra disposizione ma, in termini di occupazione, tutto ciò che faranno sarà variare la consistenza del bacino di lavoratori PLG: una politica restrittiva amplia il bacino, una politica accomodante lo riduce. Ma, quale che sia la politica adottata, chiunque può avere un posto di lavoro PLG al posto della disoccupazione.

Potremmo dunque avere la MMT senza il PLG? Certo! Abbiamo già sistemi che usano la Moneta moderna con valute sovrane privi di PLG. La MMT è il modo corretto di analizzarli. Io credo che far funzionare un sistema monetario moderno senza un PLG sia un errore politico – ma è quanto fanno quasi tutti i Paesi. La MMT ci consente di analizzarli e di offrire raccomandazioni politiche.

Ma, se dalle nostre raccomandazioni estromettiamo il PLG, il nostro consiglio è gravemente negligente.

Mi rendo conto che probabilmente non ho esplorato appieno questo punto; lasciate che legga i commenti e deciderò se è necessaria una seconda parte.

 

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Originale pubblicato il 29 aprile 2012

Traduzione a cura di Andrea Sorrentino, Supervisione di Maria Consiglia Di Fonzo

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