Approfondimento

La mia versione dell’era thatcheriana

La mia versione dell'era thatcheriana

Ecco qui come ricordo tutto ciò.

Non mi sono messo a cercare nessun documento, ho lasciato alla memoria decidere cosa fosse importante.

Si diceva che “l’età dell’oro” dopo la 2° Guerra mondiale fosse terminata intorno al 1973. Si ricordavano inflazione e disoccupazione relativamente basse, elevata produttività, e la classe media americana in espansione.

Perché? Keynes aveva un certo seguito. Mi vengono in mente i tagli alle tasse di Kennedy. Ma anche, di conseguenza, è ignorato il fatto che gli USA avevano un eccesso di capacità produttiva di petrolio greggio, con la Commissione Railroad del Texas che fissava le quote di produzione etc. per supportare un livello dei prezzi compresi tra 2.50-3.00$. E i prezzi stabili del greggio, sebbene forse un poco più alti di quanto fosse “necessario”, significavano una ragionevole stabilità dei prezzi, in quanto gran parte della produzione era prezzata sulla base di un ricarico sui costi di produzione, e il prezzo del petrolio era il costo di quasi ogni cosa, direttamente o indirettamente.

Ma nei primi anni ’70 la domanda di greggio superò la capacità estrattiva degli USA, e l’Arabia Saudita divenne l’alternativa come produttore, sostituendo la Commissione Railroad del Texas nel ruolo di “decisore dei prezzi”. E, di certo, la stabilità dei prezzi non era il loro principale obiettivo, visto che essi aumentarono prima a circa 10$, intorno al 1975, cosa che causò un panico globale, quindi dopo una breve pausa lo aumentarono a 20$, e alla fine a 40$, intorno al 1980.

Con il greggio facente parte della struttura dei costi, l’indice dei prezzi al consumo, altrimenti noto come “inflazione”, arrivò alle due cifre nei tardi anni ’70. Le proposte del fronte Keynesiano furono per lo più relative ai prezzi e alla moderazione salariale, che Nixon perseguì per un po’. Ma terminò quando gli elettori mostrarono di preferire l’inflazione al fatto che il Governo stabilisse quanto potevano guadagnare (controlli di moderazione salariale su lavoratori organizzati in sindacati ed altri lavoratori) e quanto potevano ricaricare come prezzi [nel commercio]. Arthur Burns tenne il tasso overnight al 6%, credo. Miller subentrò e rapidamente cadde in disgrazia, seguito dallo spilungone Paul [Volcker, presidente della Fed, NdT], forse era il 1979, che si esibì in quello che potrebbe essere il più grande spettacolo di grossolana ignoranza nelle operazioni di politica monetaria, con la sua politica per i tassi obiettivo delle riserve bancarie prese in prestito. Ad ogni modo, in un anno o giù di lì il prezzo del petrolio crollò e così fece anche l’inflazione [di conseguenza] dando allo spilungone Paul l’impressione di essere stato l’uomo che coraggiosamente aveva stroncato l’inflazione. Non fu preso in considerazione il fatto che Carter avesse permesso nel 1978 la deregolamentazione del mercato del gas naturale, innescando un massiccio incremento dell’offerta, con [la conseguenza di] incentivare le nostre compagnie a spostarsi dal petrolio al gas naturale, e l’OPEC era impegnata disperatamente in un taglio di produzione di forse 15 milioni di barili al giorno in quello che risultò essere uno sforzo senza successo di tenere il prezzo oltre i 30 $, essendo lo shock d’offerta eccessivo per loro e annegarono in una marea di petrolio non richiesto sul mercato, con i prezzi che caddero a circa 10 $ come ordine di grandezza, livello a cui rimasero per quasi 20 anni, fino a che la domanda in crescita pose nuovamente i Sauditi al posto di comando. Nel frattempo, a Greenspan venne tributato il merito di quel periodo “riccioli d’oro” [crescita sufficiente a tenere sotto controllo la disoccupazione e non così sostenuta da causare inflazione, NdT] che ancora una volta fu il prodotto della stabilità nei prezzi del petrolio, non merito della Fed (nella mia storia, almeno).

Così torniamo agli anni ’70 e ai continui rialzi del prezzo del petrolio ad opera di un monopolista estero. Tutte le nazioni sperimentarono quasi allo stesso modo l’inflazione. E tutto terminò più o meno alla stessa maniera quando il prezzo del greggio ribassò. Gli “eroi” erano “eroi casuali”. Infatti, il mio punto di vista è che fecero quanto di peggio possibile tra tutte le cose che ci sarebbe stato necessità di fare, ma questo “fece andare le cose meglio” e loro di certo erano al posto giusto nel momento giusto per ottenere i meriti di tutto ciò.

Così torniamo agli anni ’70. Con il prezzo del petrolio tenuto alto da un monopolista estero, io vedo due scelte possibili. La prima è cercare di lasciare che ci sia un relativo aggiustamento dei cambi (come la Fed cerca di fare oggi) e non permettere che quei rialzi di prezzo si riversino nel restante livello dei prezzi, che significa salari, per la maggior parte. Questo è un altro modo di chiamare una posizione declinante in termini di commercio di beni reali. Significava che i Sauditi avrebbero ottenuto più beni reali e servizi in cambio di una stessa quantità di petrolio. L’altra scelta è lasciare che tutti gli altri prezzi si aggiustino al rialzo per tenere i valori relativi stabili, e cercare di salvaguardare dal peggioramento i termini reali di commercio. Interessante notare che io non ho mai sentito allora questo dibattito e ancora oggi non lo sento citato. Ma questo è come è la situazione, nientemeno. E alla fine la risposta va a finire da qualche parte a metà strada. Un po’ di aggiustamento dei prezzi e un po’ di peggioramento dei termini degli scambi commerciali. Ma tutto in modalità piuttosto sgradevoli, nel prendere forma.

Fu deciso che l’inflazione era causata dai sindacati che cercavano di aumentare o conservare benefici per i loro iscritti, per esempio. Venne dimenticato che il potere dei sindacati era una conseguenza del potere sui prezzi delle loro compagnie, e come le compagnie persero potere di controllo sui prezzi verso la concorrenza estera, i sindacati persero potere contrattuale altrettanto rapidamente. E in qualche forma una recessione e un’elevata disoccupazione e perdita di produzione fu la medicina necessaria per impedire a un monopolista estero di aumentare i prezzi??? E ci fu la proposta di lotta contro l’inflazione di Ford: “distruggi l’inflazione ora”, e Carter con la crisi degli ostaggi [oltre 50 ambasciatori USA presi in ostaggio in Iran nel 1978, NdT] che aumentò la sensazione di vulnerabilità. E la deregolamentazione del gas naturale nel 1978, la cosa che in definitiva stroncò l’inflazione due anni dopo, raramente ottenne visibilità, prima o dopo, e fino ad ora.

Come oggi, il problema allora era che nessuno dei politici comprendeva il funzionamento del sistema monetario, inclusi i Keynesiani mainstream che avevano avuto la leadership intellettuale per un lungo periodo di tempo. I monetaristi vennero alla ribalta dopo per accusare del fallimento i Keynesiani, che mai recuperarono le posizioni perse, e fino a oggi io li ho sentiti ancora vivi e vegeti premere per controlli su salari e prezzi, tassi di cambio fisso, etc. etc. in nome della stabilità dei prezzi.

Così in questo scenario l’ascesa dei modelli alla Thatcher, incluso Reagan, ha perfettamente senso. E anche oggi, coloro che criticano le politiche modello Thatcher devono ancora proporre una qualche forma di proposta organica che mi paia aver senso. Tutti ora concordano sul fatto che abbiamo un problema di deficit di lungo periodo, e così come propongono soluzioni in linea con questo convincimento, al tempo stesso stanno distruggendo la nostra civiltà con la loro abietta ignoranza del funzionamento del sistema monetario. O, per qualche motivo ignoto, sono solamente dei sovversivi.

Thatcher?

Era il cieco che guidava il cieco in passato, e ora accade lo stesso.

Ed è come io ricordo tutto questo e lei.

E mi preoccupo molto più di ciò che accadrà in futuro piuttosto che di cosa è accaduto allora.

🙁

 

Originale pubblicato il 10 aprile 2013

Traduzione a cura di Daniele Basciu

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