Approfondimento

Uno scrigno prezioso: la Costituzione della Repubblica Italiana

A partire da oggi Rete MMT pubblicherà, con cadenza periodica, articoli e documenti a sostegno della posizione del NO al referendum per la riforma costituzionale. Le riforme, come questa, hanno l’obiettivo di completare l’opera iniziata con l’austerità: lo smantellamento dello Stato moderno a tutela dell’interesse pubblico.

(la Redazione)


Ultimamente si sente parlare spesso di Costituzione e se ne parla, per lo più, da un punto di vista strettamente – oserei dire – negativo. Infatti la nostra “Carta fondamentale”, frettolosamente definita vecchia, obsoleta, non in linea con i tempi moderni, è venuta alla ribalta delle cronache negli ultimi tempi in quanto oggetto di una potenziale ulteriore modifica testuale. Ma in pochi si sono fermati a riflettere veramente sulla sua importanza in quanto tale, ossia in quanto documento che enuclea le preziose regole della nostra democrazia.

Ma cos’è e a cosa serve la Costituzione?

Innanzitutto è un documento, anzi è IL Documento più importante che abbiamo. È un documento descrittivo, scritto e rigido, tre caratteristiche per nulla scontate.

Descrittivo

La Costituzione descrive gli elementi fondamentali che costituiscono – da qui appunto la parola Costituzione – un sistema politico. Indicando come esso – di fatto – è organizzato, come funziona, a quali principi si ispira e quali ideali persegue.

La potremmo paragonare alla colonna vertebrale di un organismo vivente: la struttura portante all’interno di cui la democrazia si esplica

Scritto

La Costituzione come documento scritto è un fenomeno relativamente recente, frutto di un movimento politico e filosofico, il “Costituzionalismo”, che fece della Costituzione scritta un obiettivo imprescindibile, una battaglia per la libertà. Non tutti i Paesi sono dotati di una Costituzione scritta: per esempio il Regno Unito, a cui si è paradossalmente ispirato lo stesso Costituzionalismo moderno. Nel Regno Unito, per via della sua straordinaria continuità politica nei secoli, si sono stratificate regole e consuetudini su cui si è stabilizzato l’assetto costituzionale del potere, senza che fosse necessario cristallizzarle in un apposito documento scritto.

Rigido

Si è soliti distinguere, giuridicamente parlando, tra Costituzioni flessibili e Costituzioni rigide. Che differenza c’è? Le prime non prevedono un procedimento particolare per la loro modifica, ma consentono che questa avvenga seguendo l’iter legislativo ordinario (come lo Statuto Albertino). Viceversa, le seconde stabiliscono, per la propria revisione, un procedimento particolare, più gravoso rispetto a quello previsto per la formazione delle leggi ordinarie – cd. procedimento rinforzato.

Ma torniamo alla nostra Costituzione. A che cosa serve?

Direzione: Democrazia

Immaginiamo di navigare in mezzo al mare senza bussola, di guidare nel buio senza fari e senza navigatore in una città sconosciuta e deserta: la Costituzione è la nostra mappa, la nostra cartina geografica, il navigatore, la bussola. È lo strumento che ci serve ad orientarci e a non perdere mai di vista la rotta principale, la democrazia. È il documento che ci ricorda chi siamo, da dove siamo venuti – da una sanguinosa guerra civile nata nell’alveo di un conflitto mondiale – e dove vogliamo andare. È un manifesto politico, frutto di un lungo e duro lavoro di un gruppo di uomini, una Commissione di 75 Deputati, incaricati di elaborare e predisporre il testo costituzionale della nuova forma di governo scelta dal popolo italiano in occasione del referendum popolare del 2 giugno 1946. I lavori che condussero all’approvazione del testo finale si conclusero il 22 dicembre 1947: furono 453 i voti favorevoli, 62 i contrari.

Fu così che, il 1° gennaio 1948, entrò ufficialmente in vigore la nostra Costituzione. Frutto del compromesso tra le eterogenee forze politiche che si erano opposte alla dittatura e che, pur essendo tra loro fortemente contrapposte, riuscirono a raggiungere un accordo sui valori fondamentali della neonata Repubblica.

Fonte di diritto

Quando si parla di Costituzione non si può prescindere da un suo inquadramento più tecnico, in senso strettamente giuridico. Dal momento che nella nostra democrazia l’ordinamento giuridico è basato sul sistema delle fonti del Diritto (ossia l’insieme di ogni atto o fatto abilitato dall’ordinamento giuridico stesso a produrre norme giuridiche, cioè a innovare l’ordinamento giuridico stesso) e si ispira a vari criteri, tra cui quello gerarchico, la Costituzione occupa una posizione preminente rappresentando il vertice delle fonti di produzione del diritto italiano.

Essa è, quindi, il fondamento della validità delle fonti primarie, di cui detta la disciplina, ed è il limite invalicabile delle fonti ad essa subordinate. Per rendere più comprensibile la questione, immaginatevi una piramide: al vertice ponete la Costituzione, unitamente ai principi fondamentali supremi dell’Ordinamento e alle Leggi costituzionali che negli anni sono state approvate ed hanno affiancato la Carta stessa, implementandola; a seguire, si collocano le fonti primarie del Diritto italiano, che comprendono ormai regolamenti e direttive UE, le leggi formali ordinarie (quelle approvate dal Parlamento e promulgate dal Presidente della Repubblica), gli atti aventi forza di legge (decreto legislativo e decreto-legge, per intenderci), le leggi regionali ed il referendum abrogativo; a queste seguono le fonti secondarie (regolamenti governativi, ministeriali, regionali e delle autonomie locali); in ultimo, si colloca la consuetudine.

Questione di riforma

Alla luce di tutto quanto sin qui illustrato, appare chiaro come la questione della riforma della Costituzione sia molto più complessa ed articolata di quanto possa apparire o di quanto sia mostrato agli occhi dell’opinione pubblica. La questione coinvolge direttamente le nostre vite, in quanto cittadini e in quanto detentori di quella sovranità che la stessa Costituzione è tesa a proteggere e a custodire.

È dunque uno scrigno prezioso che, se aperto arbitrariamente e manipolato in modo superficiale, potrebbe compromettere irrimediabilmente il nostro futuro di cittadini liberi

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