Il Commento

Il falso orrore delle pensioni

La moneta esiste per rimuovere i vincoli di assoluta scarsità per tutte le fasce sociali; esiste per creare il futuro che va oltre l’orizzonte del vivere alla giornata; esiste per rimuovere una volta per tutte le antiche economie alla Robin Hood, dove ciò che guadagna uno viene perso da un altro. Può essere provato con facilità che in un’economia che non sia “alla Robin Hood”, il cosiddetto Orrore delle Pensioni non può esistere (Bliek e Parguez, 2006).

Le pensioni sono pagate da imprese e Stato come parte delle loro spese correnti realizzate con la creazione di moneta. Esse generano un equivalente aumento nei consumi che conduce a un aumento nel reddito aggregato sul quale vengono imposte tasse e contributi. Astraendola da dubbie affermazioni sull’incubo della “popolazione che invecchia”, un’eccedenza di reddito pensionistico rispetto ai contributi e tasse inerenti si riflette, in accordo con le identità contabili fondamentali, in un incremento nei profitti netti delle attività produttive.

Chi potrebbe avere dei dubbi su questa conclusione: infine è vero che lo Stato rappresenta l’esistenza della condizione di estrema istanza dell’economia monetaria, ma ciò è vero sia nel bene che nel male.

Lo Stato agisce in armonia con i principi fondamentali come un vero Maestro d’orchestra, o in alternativa può adoperarsi contro di essi, e l’orchestra si trasfigura in un’orrenda cacofonia!

 

Tratto da “Money Creation, Employment and Economic Stability: The Monetary Theory of Unemployment and Inflation” – pubblicato su Panoeconomicus, 2008.1

Originale: https://copy.com/V7vcCXYW9WFcIJtj

Altri scritti su www.alainparguez.tk

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