L'Editoriale

Ha vinto la linea del tria%

Ha vinto la linea del tria%

Quando ci si potrà confrontare sull’efficacia delle politiche macroeconomiche invece di restare all’interno di guerre di religione?

Il deficit che il Governo ha preannunciato per il 2019, pari al 2,4% del PIL, non è la cura per un Paese in macerie. È di fatto austerità, anche se meno pesante di quella che la Commissione europea ci vorrebbe infliggere in maniera permanente (ovvero un deficit sotto il 2%). È pur sempre un deficit in linea con gli ultimi 30 anni di avanzi primari [1].

Due boccate d’aria sono meglio di una sola boccata d’aria, ma siamo lontani dall’ampio sforamento dei parametri di Maastricht necessario per rimettere in moto economia, occupazione e civiltà. Siamo lontani dal nostro programma “Proposta Economica MMT per l’Italia in 5 punti”.

Il Governo parla di una manovra espansiva, scordandosi di dire che è espansiva solo rispetto alle feroci intenzioni di Padoan, che prevedeva per il 2019 un saldo strutturale pari a -0,6%, per arrivare al 2020 ad un sostanziale pareggio. Eppure la Commissione europea non tollera neanche quello che è un lieve sforamento travestito da manovra economica espansiva e parte all’attacco a difesa della religione che vuole l’uomo sottomesso ai numeri, senza alcuno zerovirgola in più.

Il rischio è che lo scontro tra UE e Governo si appiani nuovamente su un terreno di negoziazione come il 2,4%, che, nei fatti, non ci sposta dai confini dell’austerità.

Abbiamo un’alta disoccupazione, povertà in aumento, ponti che cadono e la desertificazione dei servizi pubblici. Ci servono Piani di Lavoro Transitorio, investimenti, servizi e ricerca scientifica. Abbiamo bisogno di deficit.

Moscovici tuona: “Italiani ricordino che ogni euro di debito è un euro tolto ai servizi”.

Non è così. Ogni euro speso dallo Stato è un euro in più per i cittadini. Il problema non è il debito pubblico, ma la valuta in cui esso è denominato. L’Italia dovrà pagare ai mercati maggiori interessi sulla valuta presa in prestito perché nell’Eurozona gli Stati non sono monopolisti della valuta.

Il lavoro dell’attivismo MMT in Italia ha contribuito a scardinare il tabù del deficit. Oggi si può dire a voce che senza un deficit adeguato nessun Governo può gestire le problematiche complesse di uno Stato moderno. Oggi va detto con ancora più forza proprio perché il fronte della guerra di religione contro il deficit può essere smascherato per far vedere quello che è: il fronte di una guerra creata ad arte contro un nemico inesistente.

 

Note dell’Autore

1.^ L’avanzo primario rappresenta il saldo statale al netto degli interessi pagati sui titoli di Stato emessi.

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