L'Editoriale

E se davvero discutessimo seriamente?

Michele Lamanna è un attivista che in Puglia si è adoperato per far conoscere la MMT. Ci ha inviato una riflessione, che pubblichiamo, dopo aver letto reazioni e polemiche nei media sul servizio mandato in onda dalla trasmissione Povera Patria di RAI 2.

[La Redazione]


Il servizio sulle origini del debito pubblico in Italia mandato in onda da RAI 2 il 25 gennaio scorso, nella trasmissione Povera Patria, ha suscitato non poche reazioni da parte dei sostenitori dell’economia mainstream.

Tra le tante, quella pubblicata sul Foglio del 28 gennaio scorso a firma Francesco Lippi “Non c‘è nessun complotto. La verità, vi prego, sul signoraggio” dice:

È raro che un tema per specialisti di economia monetaria, come il signoraggio, entri nel dibattito pubblico. Normale non sapere di che si tratti. Ecco quindi poche cose da tenere a mente per non fare figuracce.

Così esordisce lautore sulla base di un ormai consunto canovaccio alla Mario Monti che, sin dalle prima battute, cerca di inibire il potenziale interlocutore dissenziente dividendo il mondo in due categorie: da un lato quella dei presunti specialisti, che avrebbero il diritto di esprimersi, e dall’altro quella dei non-specialisti (altrettanto presunti), che farebbero bene a tacere per evitare brutte figure.

Si dà il caso, tuttavia, che le ricette propugnate e applicate dai primi, ai quali sembra ispirarsi l’autore, siano quelle che hanno determinato il disastro che è sotto gli occhi di tutti. Inoltre, pur volendo rimanere nel mondo dell’accademia cui il prof. Lippi appartiene, ci sono altri studiosi con opinioni diametralmente opposte rispetto alle sue (magari anche qualche premio Nobel).

Pertanto, lasciando da parte i titoli accademici e limitandoci al merito delle cose, non possiamo non rilevare che per il nostro autore quello del signoraggio sembra rappresentare un semplice pretesto per sventolare, ancora una volta, la bandiera del liberismo a oltranza, e nonostante tutto.

Infatti lobiettivo evidente non è quello di discutere del signoraggio, che, peraltro, presenta diverse accezioni come, ad esempio, quella relativa al signoraggio da interessi delle banche commerciali derivante dalla natura endogena della moneta, ma di cogliere l’occasione per spargere timori circa un’eventuale ripresa dell’inflazione (magari fosse vero!) e su presunti pericoli legati alla riappropriazione della sovranità monetaria.

Anche noi, come l’autore dellarticolo, siamo del parere che dibattere di questi dettagli risulti nocivo, perché distoglie l’attenzione da problemi ben più urgenti per la nostra economia (che comunque non è il caso del servizio trasmesso da Rai 2). Ma per questo, invece di attardarsi a dissertare su uninterpretazione del signoraggio peraltro molto parziale, perché lautore non si è cimentato nell’approfondire, in maniera puntuale e senza retorica propagandistica, i temi economici, come quello dell’inflazione (ancora un volta narrata come spaventapasseri per voraci pennuti) o della sovranità monetaria (banalmente assimilata ad argomento per nostalgici) o della spesa pubblica che non è il debito dei cittadini ma al contrario la ricchezza dei cittadini ma che il nostro autore, invece, in maniera più o meno subliminale, associa all’esperienza venezuelana tradendo un ingenuo tentativo di terrorismo mediatico?

Così facendo forse avrebbe evitato conclusioni, ci sia consentito definire sconclusionate, come quella stucchevole che individua nella bassa produttività del lavoro la causa della crisi economica!

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