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Alain Parguez sui fatti di Parigi

Alain Parguez sui fatti di Parigi

Ivan Invernizzi ha intervistato l’economista circuitista francese Alain Parguez sui fatti di Parigi. Ecco la sua opinione.

(la Redazione)


Ciao Alain. Hai ascoltato le dichiarazioni di Macron? Qual è la tua visione sul movimento dei gilet gialli?

« Mi sono rifiutato di ascoltarlo… sarebbe stato troppo per me.

C’è molto malcontento in generale, ma al tempo stesso il regime ha cercato di schiacciarli con qualsiasi mezzo. Era allucinante vedere così tanti carri della polizia speciale sulle strade di Parigi.

È un movimento che rivela lo stato di collasso sociale e di miseria in cui è finito il Paese e il carattere dittatoriale del regime di Macron. Ma a cosa tutto questo può portare non saprei.

È una cosa senza precedenti nel quadro della Francia repubblicana. Mai visto nulla del genere. Ciò che sta succedendo non ha nulla a che vedere con il maggio del ’68. Un movimento emerso dai social network senza alcun programma e senza alcuna forma di “direttore”.

I partiti sono completamente assenti, estranei a questo movimento. Il partito della Le Pen è spaccato.

Questo movimento senza precedenti è il risultato della politica imprudente che, allo stesso tempo, ha aumento le tasse dappertutto e diminuito la tassa sui grandi patrimoni.

Penso che sia un movimento che continuerà, ma ci vorrebbe un vero dibattito su questo punto. »

Hai l’impressione che ci sia più mobilitazione e supporto popolare rispetto al ’68?

« Sicuramente non c’e mai stata una tale mobilitazione di polizia e un impiego simultaneo e così massiccio di corpi speciali con unità costituite ad hoc per una repressione spietata. »

E per quanto riguarda il Belgio, pensi che la mobilitazione assumerà le stesse proporzioni?

« In Belgio lo sviluppo e l’esito saranno diversi perché il Paese ha un Governo molto debole, quasi dimissionario. È improbabile che vengano mobilitate forze dell’ordine nelle stessa misura e con le stesse modalità adottate qui da noi. »

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