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Seconda Conferenza MMT a New York: un resoconto che incoraggia l’azione

Ivan Invernizzi, Daniela Corda e Gianluca Campo hanno partecipato alla seconda Conferenza Internazionale MMT a New York (28-30 settembre). Daniela ci racconta come è andata.

(la Redazione)


Negli stessi giorni in cui in Italia le testata giornalistiche prefiguravano scenari apocalittici per un mero 2,4% di deficit annunciato, Bloomberg negli USA pubblicava l’articolo Gli economisti che vogliono che tu ripensi il deficit a New York per parlare della seconda Conferenza Internazionale MMT.

È il segnale del crescente interesse verso la MMT, sottolineato da Stephanie Kelton nel suo intervento a New York sullo stato dell’arte del rapporto tra MMT, mondo dell’informazione e politica. I tre slogan della conferenza #PublicMoney, #PublicPurpose e #PublicPower evidenziano il ruolo che la MMT ha e avrà come antidoto alle politiche liberiste. Stephanie Kelton ha anche ripercorso le tappe che hanno permesso di misurare i progressi fatti in questi anni dalla MMT citando le parole di Gandhi:

Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono, infine vinci.

Tra gli uditori a New York tanti attivisti, impegnati a orientare l’agenda politica verso i temi della piena occupazione, della sanità universale e dell’abbattimento del debito degli studenti. Una menzione speciale la merita Real Progressives, associazione molto attiva e vivace con cui abbiamo scambiato esperienze e idee. Il suo fondatore, Steven D. Grumbine, è padre di nove figli, ha conseguito un master in Business Administration e uno in Science and Technology Management. Attivo in politica, prima con i Repubblicani (partecipando attivamente alla campagna elettorale di Ron Paul), poi con il partito dei Verdi, ha successivamente abbracciato la MMT per collaborare quindi alla campagna elettorale di Bernie Sanders. Grumbine ha accolto con entusiasmo i contributi dei vari attivisti MMT e ritiene che i problemi degli Usa in fondo siano gli stessi problemi che si trovano ad affrontare gli altri Paesi. Per questo è importante collaborare per far crescere l’attivismo MMT in tutto il mondo.

A dare il via all’iniziativa un video di Warren Mosler, che non ha potuto essere presente. Nella sessione di apertura, Where MMT Came From and What It Is (relatori: L. Randall Wray, William Mitchell, Mathew Forstater), gli economisti hanno spiegato il lavoro di sviluppo del corpo teorico della MMT, durato più di 25 anni e orientato a chiarire i molteplici aspetti della macroeconomia.

Il Job Guarantee è stato il tema centrale del primo giorno, nelle due sessioni Building The Job Guarantee Coalition (relatori: Raúl Carrillo, Sarah Treuhaft, Shawn Sebastian) e The Future of Job Guarantee Advocacy (relatori: Pavlina Tcherneva, Donatella Alessandrini, Kate Aronoff, Vicki Schultz), sessione che ci ha dato l’opportunità di conoscere Donatella Alessandrini, professoressa italiana presso l’Università del Kent, ricercatrice attenta al tema della connessione tra produzione economica e produzione sociale. In un periodo in cui viene proposto il reddito di cittadinanza come soluzione alla disoccupazione, Pavlina Tcherneva ha ribadito il valore del lavoro garantito come unico strumento in grado di dare opportunità agli “invisibili” della società.

La composizione eterogenea dei relatori dei panel ha evidenziato come la MMT sia in grado di integrarsi e completarsi con le altre scienze sociali.

Di particolare importanza è stato l’intervento di Bill Mitchell nell’ultima giornata della conferenza, che ha chiarito che il Job Guarantee è un costrutto tecnico progettato per sostituire la tradizionale curva di Phillips (il trade-off tra disoccupazione e inflazione), sottolineando le caratteristiche tecniche della proposta che la rendono coerente con l’importazione dell’impianto MMT.

Il lavoro garantito è un meccanismo che serve per mantenere la stabilità dei prezzi evitando lo spreco di risorse inutilizzate (come i disoccupati). Non va quindi confuso con l’impegno morale per il diritto al lavoro. La MMT non è un movimento per il diritto al lavoro. Considera il concetto di “diritto al lavoro” in termini di efficienza dell’uso delle risorse produttive, a prescindere dagli atteggiamenti individuali nei confronti degli aspetti morali e filosofici del concetto. I programmi di lavoro garantito sono finalizzati a creare piena occupazione e stabilità macroeconomica.

Ha inoltre annunciato che nel 2019 partiranno alcuni corsi rivolti al pubblico, diversificati per livello: dai corsi base di macroeconomia ai corsi specialistici universitari.

Mitchell ha tenuto a specificare che gli economisti MMT devono dialogare con gli attivisti MMT. Non sono né eroi né rock star, come alcuni media li hanno definiti. Non esiste alcun solco tra accademici e attivisti, e ha specificato che solo negli USA si rivolgono a lui chiamandolo signore o professore, mentre in Australia nessuno si rivolge a lui in questo modo. Mettere le persone su ipotetici piedistalli fa sì che poi vengano percepite come inavvicinabili malgrado non sia così.

Siamo tutti lavoratori che fanno il proprio lavoro. Non riteniamo che il lavoro che svolgiamo sia di livello superiore rispetto ad altri lavori. Penso ad esempio che gli spazzini che percepiscono un basso reddito stiano facendo un lavoro più importante del nostro e debbano essere pagati di più, perché impediscono la diffusione di disastri sanitari.

I lavori di Rete MMT sono stati esposti nel secondo giorno. Ivan Invernizzi ha esposto il suo paper MMT Theory of Exchange Rate, orientato a spiegare come il tasso di cambio tra valute di Paesi diversi sia primariamente guidato dal livello dei prezzi pagati dagli Stati. Ivan ha anche presentato il paper di Daniele Busi Role and Limits of the Banking System, per l’occasione stampato e rilegato per la distribuzione agli interessati.

Stuart Medina Miltimore di Red MMT España ha illustrato il paper di Esteban Cruz sulla relazione tra la MMT e la teoria del valore di Marx. Le nostre due associazioni sono anche intervenute nel dibattito del terzo giorno sulle realtà nazionali e internazionali dell’attivismo MMT. Negli USA l’attivismo MMT sta trovando una concreta risposta nell’ambito progressista di Bernie Sanders, dove si moltiplicano gli esponenti che parlano apertamente di lavoro garantito. Stuart ha ricordato alla platea le caratteristiche peculiari della struttura dell’Eurozona, che ci vede vittime di scelte economiche e sociali scellerate, a causa di vincoli di spesa auto-imposti e arbitrari. Daniela Corda ha illustrato i diversi contesti di lavoro di Rete MMT, e in tanti sono rimasti colpiti dalla nostra attività con le scuole superiori.

Nei diversi workshop Stream Topics, di cui abbiamo seguito da vicino le quattro sessioni del filone PowerComunicare la MMT: giornalismo e narrativa, Governare con la MMT: funzionari pubblici, Investire con la MMT: professionisti del mercato e Vincere con la MMT: politica elettorale, si è discusso del lavoro da mettere in pratica per smentire la narrazione mainstream sui falsi miti dell’economia. È di fondamentale importanza comunicare correttamente i contenuti della MMT al fine di tradurli in programmi politici. È stata evidenziata l’importanza di confrontarsi e dialogare con le comunità, sviluppando solide relazioni sociali con il territorio: il dialogo con le persone vale più di tanti tweet.

Curioso e per certi versi inaspettato l’intervento di Bold Sandagdorj, ex capo-economista e consulente del governatore della Banca Centrale della Mongolia, che ha spiegato come le politiche economiche adottate in Mongolia per fronteggiare la crisi finanziaria globale del 2008 abbiano prodotto risultati negativi sulla crescita economica del Paese. Per questo, successivamente, hanno deciso di invertire la rotta, autorizzando investimenti attraverso grandi iniezioni monetarie per favorire lo sviluppo del settore privato. Questa scelta ha permesso di prevenire significative perdite, di ridurre l’inflazione e di migliorare la salute del settore bancario. Le politiche sono state implementate in modo intuitivo e solo in seguito si è compresa la coerenza con i concetti della MMT. Bold Sandagdorj ha spiegato come le politiche del Governo fossero volte a ridurre la dipendenza dalle materie prime minerali, diversificando l’economia tramite lo sviluppo di settori più competitivi, tecnologicamente avanzati e sostenibili, come l’agricoltura.

Rohan Grey, dello staff degli organizzatori della conferenza, ha sottolineato l’importanza di pensare a ciò che può unire tutti i movimenti MMT nel mondo. Quel comune denominatore può rappresentare il motore di una preziosa rete internazionale. I piani di lavoro garantito rappresentano l’obiettivo comune a tutte le realtà. Chiara Zoccarato, dell’italiana Patria e Costituzione, ha sottolineato l’urgenza di avere politici MMT per cambiare il paradigma economico. Ivan Invernizzi, intervenendo al dibattito, ha inserito il tema della piena occupazione domestica come pre-condizione all’apertura dei confini nazionali.

Siamo infine orgogliosi di riportarvi un commento di Bill Mitchell:

L’esperienza degli attivisti italiani rappresenta un progetto per lo sviluppo dell’attivismo MMT. Hanno sviluppato una complessa infrastruttura e azione rimanendo sempre rigorosi nei contenuti


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