L'Editoriale

Volare, oh oh

Volare, oh oh

In Sardegna continua la lotta dei lavoratori della compagnia aerea Meridiana che si oppongono alla ristrutturazione aziendale; la consueta retorica mistificatrice dell’efficientamento cela la distruzione di centinaia di posti di lavoro ed il taglio dello stipendio per chi rimane.

In questi giorni, la stampa locale riporta la notizia che la direzione aziendale di Meridiana, dopo aver convinto i sindacati che il licenziamento di 400 dipendenti è un sacrifico necessario, ha due nuovi alleati: Confcommercio e Federalberghi, i quali si scagliano contro i lavoratori perché la protesta crea disagio ai turisti e ostacola il lavoro degli albergatori.

Confcommercio e Federalberghi ci tengono a ricordare, ai 400 dipendenti che stanno per essere licenziati, che sono i clienti degli alberghi a pagare loro lo stipendio. È irrealistico pensare che i lavoratori interrompano la protesta quando sanno che non ci sarà alcuno stipendio da portare a casa, anche fosse pagato direttamente dai turisti.

Confcommercio e Federalberghi vogliono strappare i turisti alla concorrenza delle altri Paesi europei, ma sono proprio le politiche di austerità e di deflazione salariale volute dall’Unione europea che hanno distrutto i consumi e, a valle, anche il turismo, riducendo il numero di persone che possono spendere per viaggiare.

È difficile capire come un Governo che sottoscrive il piano di smantellamento di Meridiana perché non ci sono soldi metta a disposizione miliardi di euro per salvare la banca del Monte dei Paschi di Siena dal fallimento.

Rimettiamo in ordine i pezzi del problema.

L’Unione europa impone le politiche di austerità, che generano povertà, che è la causa della diminuzione dei consumi, la quale a sua volta genera disoccupazione. A farne le spese sono i lavoratori, che perdono reddito e lavoro, e gli imprenditori, che perdono i clienti. Purtroppo, alcuni imprenditori (e le loro associazioni di categoria) cadono nella trappola tesa dai tecnocrati e dai governi: la guerra dei poveri contro i poverissimi; e, invece di rivolgere l’accusa all’Unione europea, la rivolgono ai lavoratori che protestano.

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