Il credito bancario è come l’olio di un motore: ne lubrifica i componenti per migliorarne le prestazioni, ma non può sostituirsi al carburante, che è necessario per alimentarlo.
La maggior parte dei concetti trattati in questo paper si riferisce ad una specifica area valutaria: l’area del dollaro. Pertanto, il prefisso $- sarà preposto ai termini rilevanti al fine di enfatizzare e ricordare questo aspetto. Cionondimeno, si potrebbero enunciare gli stessi concetti riferendosi a qualsiasi altra area valutaria.
Abstract
Il concetto di Attività Finanziarie Nette – AFN (in inglese Net Financial Assets – NFA) permette di individuare la differenza fra le passività dello Stato e le passività bancarie (attualmente note come “moneta bancaria”). Nei sistemi monetari moderni, i tassi di disoccupazione, espressi in termini di valute specifiche (in questo paper in termini di dollari, dunque si parlerà di $-disoccupazione), costituiscono l’evidenza empirica del fatto che il Settore Privato non è in condizione di risparmiare sufficienti AFN. Solo il deficit dello Stato può soddisfare la volontà di risparmio netto del Settore Privato, mentre il sistema bancario può solamente catalizzare gli scambi di Attività Finanziarie Nette fra gli agenti economici privati.
LA CONTABILITÀ
La contabilità è un insieme di regole convenzionali che permettono di misurare il patrimonio netto degli agenti economici. In Figura 1 è illustrata la struttura usuale di uno Stato Patrimoniale.
Si noti che la differenza fra Attività (totali) e Passività finanziarie è uguale al Patrimonio netto dell’agente economico. In particolare, l’ammontare del Patrimonio netto è dato dalla somma di Attività materiali – i beni di investimento – e Attività Finanziarie Nette. A loro volta, le Attività Finanziarie Nette equivalgono alla differenza positiva fra Attività finanziarie e Passività finanziarie. Qualora le Attività finanziarie fossero inferiori alle Passività finanziarie, parleremmo di Passività Finanziarie Nette.
ATTIVITÀ FINANZIARIE NETTE COME MEZZO DI PAGAMENTO NEI SISTEMI MONETARI
In un sistema monetario, i beni e i servizi non vengono scambiati con altri beni e servizi. Piuttosto, essi vengono scambiati con AFN. In particolare, i pagamenti possono essere eseguiti tramite creazione di moneta endogena oppure tramite transazioni definitive, rispettivamente.
Trasferimenti di Attività Finanziarie Nette tramite creazione di moneta endogena
In primo luogo, è possibile acquistare beni e servizi instaurando una nuova relazione di debito/credito con la controparte. Ad esempio, come mostrato in Figura 2, l’acquirente può decidere di emettere una nota di credito per il venditore.
In particolare, è possibile osservare che:
- nello Stato Patrimoniale dell’acquirente vengono a crearsi nuove passività finanziarie, a parità di attività finanziarie. Quindi, l’acquirente diminuisce di $100 la propria quota di AFN;
- il venditore riceve nuove attività finanziarie in cambio di beni reali. Pertanto, egli aumenta la propria quota di AFN di pari importo;
- la transazione è possibile se e solo se il venditore è disponibile ad accettare la nota di credito dall’acquirente;
- vengono trasferite AFN anche se non viene utilizzata moneta di Stato – nella forma di banconote o riserve bancarie – nel pagamento.
Trasferimenti di Attività Finanziarie Nette tramite transazioni definitive
In secondo luogo, è possibile acquistare beni e servizi tramite pagamenti definitivi. In questo caso, come illustrato in Figura 3, l’acquirente trasferisce passività di un ente terzo (per esempio, banconote emesse dallo Stato o depositi emessi da una banca) al venditore.
In questa circostanza, va sottolineato quanto segue:
- l’acquirente diminuisce la propria quota di AFN di $100, nella forma di banconote;
- il venditore aumenta la propria quota di AFN di pari importo;
- la volontà del venditore di accettare le banconote è garantita dal fatto che esse possono essere utilizzate per pagare le tasse, come verrà mostrato nella sezione 3.
È dunque possibile concludere che le Attività Finanziarie Nette sono il mezzo di pagamento nei sistemi monetari, indipendentemente dalla forma che esse assumono. In questo senso, si può dire che esse siano il carburante dei sistemi monetari.
IL MONOPOLIO DELLE ATTIVITÀ FINANZIARIE NETTE
Il ruolo della tassazione
Finora abbiamo implicitamente assunto che esistesse di una domanda di $-AFN. Di fatto, la condizione sufficiente affinché esista una domanda di $-AFN è la presenza di una tassazione denominata in dollari (Mosler, 1995).
In particolare, le $-tasse vengono pagate con transazioni definitive in dollari, pertanto possono essere pagate solamente con $-AFN.
I due settori del sistema monetario
Nell’area del dollaro, solo il Governo Federale statunitense può creare, senza vincoli esogenamente imposti, la valuta che esso stesso richiede per il pagamento delle tasse. L’apparato giuridico-militare dello Stato ha il compito di assicurare che la popolazione osservi tale obbligo di pagamento. Queste caratteristiche conferiscono allo Stato una posizione economica privilegiata rispetto agli altri agenti economici. Per questa ragione, possiamo suddividere l’area del dollaro in due settori complementari:
- Il $-Settore Pubblico, che chiameremo anche Stato, dato dalla consolidazione finanziaria fra Banche Centrali e Amministrazioni Pubbliche incaricate di creare i dollari e riscuotere le $-tasse;
- Il $-Settore Privato, composto da tutti gli agenti economici privati [1], sul suolo nazionale o all’estero, che utilizzano i dollari.
Sulla base della precedente definizione, il $-Settore Pubblico è il monopolista delle $-AFN poiché è l’unico fornitore di $-AFN per il $-Settore Privato e, di conseguenza, ha il potere di imporre il prezzo delle $-AFN (Mosler, 1995). Inoltre, esso è caratterizzato da una peculiarità che lo distingue dagli altri monopolisti: può influenzare e controllare la domanda del proprio bene di monopolio cambiando il livello della tassazione.
La domanda di Attività Finanziarie Nette
In questo sistema, il $-Settore Privato esprime una domanda di $-AFN allo scopo di pagare le tasse e risparmiare. Anche se gli agenti economici usano i dollari per comprare beni e servizi, a livello aggregato le transazioni commerciali non producono effetti, poiché la spesa di un agente economico corrisponde sempre al reddito di un altro.
Di conseguenza, una volta che un dollaro è stato speso dal Settore Pubblico nel Settore Privato, esso può essere solamente speso per pagare le tasse oppure risparmiato dagli agenti privati.
Dunque, la domanda netta di $-AFN espressa dal $-Settore Privato è data da:
domanda netta di $-AFN = $-tasse totali + desiderio di $-risparmio netto
A livello aggregato, il desiderio di $-risparmio netto è uguale alla somma algebrica dei desideri di $-risparmio individuali nel $-Settore Privato. Usiamo il termine “netto” perché alcuni privati potrebbero voler investire, spendendo più del proprio reddito – in altre parole, de-risparmiare (Mosler, 1997-98).
Se la quantità totale di $-AFN che gli investitori vogliono investire è uguale alla quantità di $-AFN che i risparmiatori vogliono risparmiare, allora il desiderio di $-risparmio netto del $-Settore Privato è nullo. Tuttavia, ciò accade raramente. Solitamente, i risparmiatori desiderano risparmiare più di ciò che gli investitori sono disposti ad investire, e ciò porta ad un desiderio di $-risparmio netto positivo:
desiderio di $-risparmio netto = desiderio di $-risparmio – desiderio di $-investimento
Se
desiderio di $-risparmio > desiderio di $-investimento
allora,
desiderio di $-risparmio netto > 0
Il mercato privato
Data la domanda netta di $-AFN, il $-Settore Pubblico – in qualità di monopolista della valuta $ – determina il prezzo del dollaro, cioè determina quanti beni e servizi acquisterà in cambio di 1 dollaro. In questo modo è possibile ottenere l’offerta totale di beni e servizi che il $-Settore Privato deve rivolgere al $-Settore Pubblico per ottenere i dollari che desidera:
Offerta di beni e servizi al $-Settore Pubblico = domanda netta di $-AFN / Prezzi pagati dal $-Settore Pubblico
Come sostenuto da Mosler in “Exchange Rate Policy and Full Employment” (1998): “Con qualsiasi valuta guidata dalle tasse, il livello dei prezzi è una funzione dei prezzi pagati dal governo quando spende e dei collaterali richiesti quando presta. In altre parole, il livello dei prezzi è una funzione di ciò che il governo fa fare ai contribuenti per ottenere le unità necessarie di quella valuta”.
Quindi, l’effetto finale della $-tassazione è la creazione di venditori di beni e servizi che richiedono di essere pagati in dollari (Mosler, 1997-98) e il $-monopolista gestisce l’offerta aggregata di beni e servizi modificando il livello della $-tassazione e i prezzi che paga al $-Settore Privato.
A questo punto, lo Stato può approvvigionarsi di beni e servizi – come la manodopera – spendendo $-AFN. In particolare, lo Stato spende $-AFN solo in favore di una parte del $-Settore Privato, in maniera discrezionale. Di conseguenza, gli altri agenti economici privati – che sono ugualmente soggetti alla $-tassazione e operano nella restante parte del $-Settore Privato – si trovano costretti ad ottenere le $-AFN che necessitano tramite transazioni private con gli agenti che hanno già ricevuto $-AFN.
È possibile concludere che – nei sistemi monetari moderni – i mercati privati sono prima di tutto sistemi di scambio di Attività Finanziarie Nette, e solo collateralmente sistemi di scambio di beni e servizi.
IL SETTORE PUBBLICO
Nell’area del dollaro, prima il $-Settore Pubblico crea $-AFN tramite la spesa pubblica, e poi gli agenti economici privati possono scambiarsele, così che – alla fine di un periodo di riferimento, ad esempio un anno – siano nella condizione di pagare le $-tasse o $-risparmiare (Mosler, 1995).
Come illustrato dall’esempio in Figura 4, il $-Settore Privato è composto da sistema bancario e sistema non-bancario – vale a dire, tutti gli agenti economici $-privati eccetto le banche.
Quando lo Stato spende in favore del sistema non-bancario attraverso il sistema bancario, la Banca Centrale Nazionale accredita delle $-riserve bancarie nel conto delle banche commerciali. A loro volta, le banche commerciali accreditano i conti dei beneficiari della spesa pubblica, nella forma di $-depositi bancari (Terzi, 2012).
Come si può notare in Figura 4, i $-depositi delle banche commerciali sono attività per il sistema non-bancario, che ha aumentato le proprie $-AFN, ma sono allo stesso tempo passività per il sistema bancario.
Se consideriamo il bilancio consolidato del $-Settore Privato, troviamo che i depositi bancari sono, simultaneamente, sia attività che passività. Pertanto si compensano e la loro somma algebrica è zero. In Figura 5 possiamo osservare lo Stato Patrimoniale così ottenuto.
Da ciò risulta che:
- Da un lato, la spesa pubblica ha aumentato la quantità totale di $-AFN nella forma di $-riserve bancarie;
- Dall’altro, a queste $-AFN corrispondono altrettante passività per il $-Settore Pubblico.
+ $ – Spesa pubblica → + $-AFN
Al contrario, le $-tasse distruggono le $-AFN che il $-Settore Pubblico aveva precedentemente creato con la spesa pubblica.
+ $-Tasse → – $-AFN
A livello aggregato, una volta create nella forma di $-riserve bancarie, le $-AFN possono essere convertite in qualsiasi altro tipo di $-passività del $-Settore Pubblico, come $-titoli di Stato o $-banconote, mentre – per il singolo agente – le $-AFN possono assumere qualsiasi forma finanziaria.
Dall’analisi precedente risulta che:
- il $-Deficit pubblico [2] corrisponde alle $-Attività Finanziarie Nette create dal $-Settore Pubblico in un anno;
- il $-Debito pubblico [3] è uguale al volume di $-Attività Finanziarie Nette accumulate nel sistema economico nel tempo.
IL SETTORE PRIVATO
La disoccupazione
Escludere il deficit pubblico da un sistema monetario significa escludere la possibilità che vengano create Attività Finanziarie Nette a livello aggregato. Infatti, se escludessimo il $-deficit pubblico dall’analisi, gli agenti economici privati potrebbero aumentare la propria quota di $-Attività Finanziarie Nette se e solo se una controparte privata fosse disposta a diminuire la propria quota in una transazione.
In particolare, le aziende possono aumentare le proprie $-AFN vendendo beni e servizi se e solo se ci sono altri privati che desiderano comprare quei beni e servizi diminuendo così la propria quota di $-AFN. Altrimenti, le aziende non possono vendere.
In modo analogo, i $-disoccupati – che offrono forza lavoro per aumentare le proprie $-AFN – possono essere impiegati se e solo se ci sono aziende o altre organizzazioni che desiderano diminuire le proprie $-AFN assumendoli e pagandoli in dollari per il loro lavoro. In tal senso, possiamo dire che la disoccupazione è denominata in una valuta specifica.
La piena occupazione
Per definizione, solo il $-Settore Pubblico può soddisfare la domanda netta di $-AFN del $-Settore Privato tramite la spesa pubblica. Se la spesa pubblica non è sufficiente a compensare sia la tassazione, sia il desiderio di risparmio netto del $-Settore Privato, allora alcune aziende non riusciranno a vendere i propri prodotti o, allo stesso modo, alcuni lavoratori rimarranno disoccupati (Mosler, 1997-98).
In altre parole, se la domanda netta di $-AFN non è soddisfatta, allora, necessariamente, alcune domande individuali di $-AFN non sono soddisfatte. Ma poiché le $-AFN vengono acquistate in cambio di beni e servizi o forza lavoro, ciò significa che alcuni agenti si sono trovati nella condizione di non poter vendere la propria produzione o la propria forza lavoro.
Al fine di eliminare la $-disoccupazione e la $-sovrapproduzione, l’offerta netta di $-AFN (cioè la $-spesa pubblica) deve soddisfare la domanda netta di $-AFN. In formule, la $-piena occupazione può essere raggiunta se e solo se:
offerta netta di $-AFN = domanda netta di $-AFN
cioè,
$-spesa pubblica = domanda netta di $-AFN
Poiché,
domanda netta di $-AFN = $-tasse totali + desiderio di $-risparmio netto
segue che,
$-spesa pubblica = $-tasse totali + desiderio di $-risparmio netto
che può essere riscritto come:
$-spesa pubblica – $-tasse totali = desiderio di $-risparmio netto
Visto che la differenza fra spesa pubblica e tasse totali è uguale al deficit pubblico, per definizione:
$-deficit pubblico = $-spesa pubblica – $-tasse totali
la condizione per ottenere la $-piena occupazione può essere riscritta come:
$-deficit pubblico = desiderio di $-risparmio netto
Se il deficit pubblico è inferiore al desiderio di risparmio netto, la piena occupazione non può essere raggiunta. Ciò significa che “la disoccupazione è la prova che il deficit pubblico è troppo piccolo” (Mosler, 1997-98).
IL SISTEMA BANCARIO
Il ruolo
Le banche commerciali agiscono come intermediari fra creditori e debitori privati, catalizzando gli scambi di $-AFN nel sistema economico (Innes, 1913).
Ipotizziamo che un’azienda desideri diminuire le proprie $-AFN per assumere lavoratori o acquistare beni d’investimento, ma non abbia a disposizione liquidità per pagare la manodopera o i macchinari. In questa situazione, l’azienda prende in prestito depositi bancari creati da una banca commerciale e li spende per assumere o investire.
In questo modo, è possibile concludere che le banche commerciali permettono agli agenti economici privati di finalizzare le transazioni finanziarie. La Figura 6 mostra le registrazioni contabili facenti capo all’esempio sopra esposto.
Come prima operazione, la banca commerciale concede un prestito all’azienda tramite la creazione di attività finanziarie nella forma di depositi bancari. Tuttavia, la banca non crea mai $-AFN, poiché il prestito implica la creazione contestuale di attività finanziarie e passività finanziarie, in pari quantità.
In un secondo passaggio, l’azienda – diminuendo la propria quota di AFN – può effettuare il pagamento definitivo al lavoratore o al fornitore, che vede aumentare le proprie AFN. In sintesi, la banca commerciale si pone come intermediario fra due soggetti privati: da un lato, l’acquirente prende in prestito passività bancarie; dall’altro, il venditore riceve quelle passività bancarie come mezzo di pagamento.
Infine, la banca è creditrice verso l’acquirente e debitrice verso il venditore.
L’esempio appena discusso aiuta anche a mostrare la differenza fra moneta di Stato e Attività Finanziarie Nette. Gli agenti economici privati possono effettuare pagamenti finali anche senza utilizzare moneta di Stato, ma trasferiranno sempre e comunque Attività Finanziarie Nette. Infatti, il pagamento definitivo è un trasferimento di AFN – sotto forma di depositi bancari – dall’azienda al lavoratore o fornitore. I depositi bancari sono emessi dal sistema bancario e non dallo Stato, che, invece, emette valuta nella forma di banconote o riserve bancarie.
In questo scenario, le AFN del Settore Privato corrispondono esattamente alle Passività Finanziarie Nette del Settore Pubblico solamente a livello aggregato. Infatti, il Settore Pubblico crea AFN per il Settore Privato, per definizione. Poiché il debito pubblico è approssimativamente uguale alle Passività Finanziarie Nette nello Stato Patrimoniale del Settore Pubblico, allora esso deve essere equivalente – per identità contabile – alle AFN nello Stato Patrimoniale del Settore Privato.
I limiti
Il credito bancario crea moneta orizzontale (Mosler e Forstater, 1999) – anche detta moneta endogena – sotto forma di depositi bancari, che agevolano i pagamenti degli agenti economici privati.
D’altro canto, il credito bancario non può creare AFN: ne catalizza solamente gli scambi. Per questa ragione, il credito bancario è analogo all’olio di un motore, che ne lubrifica i componenti al fine di migliorarne le prestazioni. Tuttavia, esso non può sostituirsi al carburante che lo alimenta.
Inoltre, le banche commerciali non possono prestare senza che esista a priori una domanda privata di attività finanziarie. Di fatto, se i privati non desiderano spendere, cioè diminuire le proprie AFN, non può esserci alcuna espansione del credito. In aggiunta, oltre che della volontà di spesa degli agenti privati, l’espansione del credito dipende anche da fattori come la valutazione del merito creditizio dei clienti.
CONCLUSIONI
Nell’area del dollaro, la presenza della $-tassazione induce la creazione di una domanda di $-AFN e di una proporzionale offerta di beni e servizi reali, posti in vendita in cambio di $-AFN. In tale sistema monetario, il monopolista delle $-AFN – lo Stato – può controllare sia l’offerta che la domanda di $-AFN tramite la $-spesa pubblica e le $-tasse, rispettivamente.
Inoltre, l’analisi ha provato che la $-disoccupazione è la manifestazione empirica del fatto che il $-deficit pubblico è inferiore al desiderio di $-risparmio netto. Poiché il $-deficit pubblico è sotto il controllo dello Stato, la $-disoccupazione non può che essere una variabile esogena, che origina dalle politiche fiscali del Governo. Di conseguenza, solo il Governo può eliminarla attraverso congrue politiche fiscali (Tcherneva, 2016).
Al contrario, il volume del credito bancario è una variabile endogena. Per questo, esso non può modificare una condizione esogenamente determinata. Più precisamente, se una politica fiscale restrittiva provoca l’aumento del tasso di $-disoccupazione e la volontà di $-spesa complessiva del $-Settore Privato diminuisce, il credito bancario non potrà contribuire a migliorare la situazione. Più probabilmente, collasserà con essa.
A tale riguardo, l’approccio monetarista ha fallito. Di fatto, le politiche monetarie espansive non hanno assicurato l’espansione del credito, che non è aumentato neppure quando i tassi di interesse sono stati abbassati e quando sono state attuate operazioni di Quantitative Easing.
Il credito bancario non può mai sostituire il deficit dello Stato: un’espansione del credito può avvenire solo a posteriori di un aumento della volontà di spendere Attività Finanziarie Nette da parte degli agenti economici privati.
Da ciò segue che la politica monetaria non può mirare a sostenere la piena occupazione in modo efficace. La piena occupazione può essere raggiunta solo se la politica fiscale garantisce che il deficit pubblico sia sufficiente a soddisfare il desiderio di risparmio netto del Settore Privato.
Note dell’Autore
1.^ $-agenti economici privati: persone, aziende, Istituzioni nazionali o estere e Stati esteri che utilizzano i dollari.
2.^ $-Deficit pubblico: è una variabile di flusso uguale alla differenza fra $-spesa pubblica e $-tasse in un anno.
3.^ $-Debito pubblico: è una variabile di livello che, ai fini di questo paper, è uguale alla somma dei deficit pubblici annuali nel tempo. Tuttavia, la sua definizione esatta è influenzata da regolamenti e aggiustamenti nazionali specifici.
Bibliografia
Innes, A. M. (1913), What is Money?, Banking Law Journal May, pp. 402-403.
Mosler, W. B. (1995), Soft Currency Economics, Adams, Viner and Mosler.
Mosler, W. B. (1997-98), Full Employment and Price Stability, Journal of Post Keynesian Economics 20(2), pp. 167–182.
Mosler, W. B., & Forstater, M. (1999), General Framework for the Analysis of Currencies and Commodities. In J. Kregel, & P. Davidson, Full Employment and Price Stability in a Global Economy (pp. 166-177), Cheltenham, UK: Edward Elgar.
Tcherneva, P. (2016), Money, power, and monetary regimes, p. 21. Annandale-on-Hudson, NY: Levy Economics Institute of Bard College.
Terzi, A. (2012), Appunti di Economia Monetaria, p. 64. Milan, Italy: EDUCatt Università Cattolica.









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