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Bill Mitchell in Spagna: la MMT a Madrid, Barcellona, Valencia

Bill Mitchell in Spagna: la MMT a Madrid, Barcellona, Valencia

Stuart Medina Miltimore, attivista MMT spagnolo, ha pubblicato sul suo blog un resoconto del tour in corso di Bill Mitchell, in Spagna in occasione della presentazione del libro “Distopía del Euro: Pensamiento Gregario y Negaciòn”. Pubblichiamo una sintesi dell’articolo.

L’economista MMT William (Bill) Mitchell ha presentato in questi giorni, in diverse città spagnole, il suo libro che in spagnolo si intitola “Distopía del Euro: Pensamiento Gregario y Negaciòn”, pubblicato dalla casa editrice Lola Books fondata da Carlos García, attivista MMT dell’associazione spagnola APEEP (Associazione per il Pieno Impiego e la Stabilità dei prezzi). Il libro descrive il processo dell’integrazione monetaria europea a partire dalla crisi del sistema di Bretton Woods ed i tentativi successivi di creare un meccanismo di cambio fisso, che poi finiscono sempre in un fallimento. Mitchell spiega come l’integrazione monetaria europea sia stata segnata dalla intensa rivalità franco-tedesca, e come il progetto si sia involuto da un primo approccio keynesiano ad un altro di tipo monetarista.

Nel libro vengono citati i primi studi commissionati dalla Comunità Economica Europea, raccolti in Werner (1970) e McDougall (1977), che sottolineavano che l’ipotesi di un’unione monetaria senza un’unione fiscale sarebbe stata impraticabile. Sotto la Commissione Delors, le conclusioni delle prime relazioni sono state ignorate ed è stata proposta una unione monetaria senza unione fiscale. Il disprezzo della funzione fiscale è uno dei tratti più caratteristici del monetarismo.

Mitchell analizza il percorso che ha portato alla crisi finanziaria globale, diventata più drammatica nella periferia europea a causa del fallimento della moneta comune e delle ricette ingiuste prescritte dalla Troika. Tra le soluzioni proposte da Mitchell c’è anche la rottura dell’unione monetaria, ad oggi l’unica percorribile.

La prima presentazione del libro di Mitchell è avvenuta a Madrid il 5 maggio scorso, presso la sede del Club degli amici della UNESCO e nella Facoltà di Economia dell’Università di Badajoz, dove è stato presentato da APEEP. Ha partecipato anche l’economista spagnolo Eduardo Garzón.

Mitchell ora viaggia verso Barcellona, dove sarà presentato dal prof. Antoni Soy, professore di Economia Applicata presso l’Università di Barcellona e veterano politico di Esquerra Republicana de Catalunya. Sarà poi la volta di Valencia, dove l’economista australiano sarà presentato da Jorge Amar, presidente di APEEP, e da Raul de Arriba, professore della Facoltà di Economia dell’Università di Valencia. I madrileni avranno un’ultima possibilità di incontrare Mitchell durante la presentazione presso la sede di Attac Spagna, dove sarà presentato da Ricardo Zaldivar, presidente di Attac Spagna, e da Juan Laborda, professore di Economia presso l’Università Carlos III di Madrid. Mitchell spiegherà in quella sede come l’élite europea sia impregnata di pensiero neoliberista, tra cui il tanto amato mito secondo cui l’austerità sarebbe in grado di produrre crescita. Dimostrerà come la politica fiscale espansiva del governo di Madrid, ipocritamente consentita dalla Commissione europea, sia stato il fattore di crescita del Pil a partire dal 2013. Il trionfo ideologico del monetarismo negli anni settanta ha portato all’abbandono delle politiche volte al perseguimento della piena occupazione, e la disoccupazione è diventata uno strumento di politica macroeconomica al servizio della redistribuzione del reddito dal lavoro al capitale.

L’autore, nei suoi discorsi, ha spiegato come la BCE ha salvato l’euro attraverso il suo programma di acquisto di titoli di debito emessi da Stati della periferia europea. Tuttavia, le restrizioni sullo spazio fiscale degli Stati impediscono la ripresa delle nostre economie. L’unione fiscale, completata da una autorità federale in grado di eseguire le decisioni di spesa per compensare il calo della domanda privata nei territori della zona euro colpiti da uno shock asimmetrico, potrebbe essere teoricamente auspicabile, ma di fatto questa soluzione non sembra essere fattibile nell’Unione europea di oggi. Ci sono rivalità nazionali, barriere linguistiche e differenze culturali che impediscono la realizzazione di questa opzione. Mitchell, pertanto, ritiene che la soluzione per Stati come la Spagna sia quella di un’uscita unilaterale dall’euro. Anche se l’uscita ha dei costi, la crescita economica li potrebbe recuperare in modo molto rapido. Il neoliberismo ha fatto il suo corso, provocando una grave crisi che ha eroso la coesione delle nostre società. La MMT sta sviluppando una risposta d’emergenza per riparare i danni causati dalle politiche liberiste. Lentamente ma inesorabilmente, il messaggio della MMT fermenta nella società che, colpita dalla crisi, ha bisogno di un altro paradigma.

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