L'Editoriale

Votare NO il 4 dicembre non basta – Attivati!

Votare NO il 4 dicembre non basta – Attivati!

“A Eudossia, che si estende in alto e in basso, con vicoli tortuosi, scale, angiporti, catapecchie si conserva un tappeto in cui puoi contemplare la vera forma della città. A prima vista nulla sembra rassomigliare meno a Eudossia che il disegno del tappeto, ordinato in figure simmetriche che ripetono i loro motivi lungo rette e circolari, intessuto di gugliate dai colori splendenti, l’alternarsi delle cui trame puoi seguire lungo tutto l’ordito. Ma se ti fermi ad osservarlo con attenzione ti persuadi che ad ogni luogo del tappeto corrisponde un luogo della città e che tutte le cose contenute nella città sono comprese nel disegno, disposte secondo i loro veri rapporti quali sfuggono al tuo occhio distratto dall’andirivieni, dal brulichio, dal pigia pigia. Tutta la confusione di Eudossia, i ragli dei muli, le macchie di nerofumo, l’odore del pesce, è quanto accade nella prospettiva parziale che tu cogli.”

“Sul rapporto misterioso di due oggetti così diversi come il tappeto e la città fu interrogato un oracolo. Uno dei due oggetti – fu il responso – ha la forma che gli dèi diedero al cielo stellato e alle orbite su cui ruotano i mondi; l’altro ne è un approssimativo riflesso, come ogni opera umana.”

Il racconto di Marco Polo, tratto dalle “Città Invisibili” di Calvino, riletto in questo periodo suggerisce una domanda: è la Costituzione che conforma la società e le istituzioni in un certo modo, entro un determinato assetto, o è la società che dà forma alla Costituzione, piegandola ai propri cambiamenti?

Pensiamo che il problema di fondo non sia il cambiamento della Costituzione, ma il cambiamento della società di cui la Costituzione è lo specchio: una società che non crede più nel ruolo fondamentale del Parlamento e che desidera un esecutivo forte, in grado di “fare le riforme” senza gli impedimenti costituiti dalle lungaggini burocratiche.

Ma il problema è costituito dalla lunghezza dell’iter di legge o dalle riforme stesse degli ultimi decenni, di stampo neoliberista, incentrate sulle politiche di austerità di bilancio e sulla svalutazione del lavoro?

Votare NO alla riforma della Costituzione non basta

Crediamo ancora che il Parlamento debba essere il cuore della nostra democrazia.

Crediamo che sia possibile che in tale luogo i partiti si confrontino in una dialettica animata ma rispettosa.

Crediamo che tale istituzione, in cui tutto il Paese è rappresentato, debba essere il luogo in cui le leggi vengono discusse ed elaborate, senza costrizioni e interferenze indebite da parte dell’esecutivo.

Crediamo che il Governo debba continuare ad essere l’organo preposto ad attuare le linee espresse dal Parlamento. Un Governo che sappia negoziare, perché le parti in gioco sono sempre molteplici, ma che non calpesti le minoranze. Un Governo che attui però politiche economiche radicalmente diverse da quelle di oggi.

Le riforme che vogliamo vanno in un’altra direzione: è necessario che la banca centrale finanzi i Piani di Lavoro Transitorio per ridare speranza a tutti i disoccupati, nonché un piano di investimenti pubblici nel welfare e nella cura del territorio.

Per credere che ciò sia ancora possibile non basta votare NO: è necessario cambiare noi stessi e la società che ci circonda, partecipando alla vita politica in tutte le sue forme, investendo nelle relazioni sociali con generosità, apprendendo una forma di confronto e di dialogo rispettosa per costruire insieme il cambiamento che vogliamo nella direzione del progresso, impegnandoci ogni settimana.

Attivati, Rete MMT promuove la proposta dei
Piani di Lavoro Transitorio!

Contattaci se vuoi conoscere gli attivisti presenti sul tuo territorio e discutere insieme di temi quali l’uguaglianza, i piani di lavoro, la Costituzione e l’Europa. Se vorrai aiutarci nel tuo piccolo, spendendo un poco del tuo tempo, c’è molto da fare.

Per qualunque informazione mettiti in contatto con la nostra associazione regionale più vicina. Trovi qui i nostri contatti.

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