L'Editoriale

Lo chiamano “il coraggio dell’impopolarità”, dovremmo invece chiamarlo “l’impopolarità del coraggio”

Senza un supporto su larga scala del Governo non ottieni le cure contro il cancro, ma il Viagra. Qualcosa che è facile da commerciare e una manna per le società private. - Mike Norman

Alla radio stamattina tra una canzone e l’altra i due deejay dicono

Finalmente si è avuto il coraggio di tagliare la spesa pubblica iniziando dalla sanità.

Finalmente? Coraggio? Tagliare? La sanità?

I giornali plaudono all’iniziativa di Yoram Gutgeld di procedere ai tagli alla sanità per un totale di 10 miliardi. Il deputato del PD tiene a precisare

che l’idea è di offrire servizi di migliore qualità non macelleria sociale

ma in genere i servizi migliori si fanno con gli investimenti e la macelleria sociale con i tagli.

Ma la propaganda invece deve far passare come giuste le scelte economiche che altro non sono che altra austerità. Non può dire apertamente

taglieremo i servizi essenziali per rispettare un parametro di rigore dei conti pubblici del tutto teorico e infondato, al quale voi avete finito per credere e che ci consente di indebolire la sanità pubblica per far spazio ai privati

non può farlo perché (forse) si ribellerebbero le professioni della sanità pubblica, le associazioni dei consumatori, i semplici cittadini. Funziona di più far credere che la sanità per tutti costa e che costare sia sinonimo di inefficienza e spreco.

La propaganda pro austerità parla di coraggio dell’impopolarità di Gutgeld ma se per un attimo riuscissimo a vedere le cose dal punto di vista dei tanti, della collettività, dell’interesse pubblico, dovremmo parlare della scelta del governo Renzi come l’impopolarità del coraggio: è impopolare, cioè a svantaggio del popolo, quel “coraggio” di indebolire ancora di più la sanità. Meno sanità non è mai un vantaggio per chi può contare solo sulla sanità pubblica, lo è ancora meno in una crisi come questa dove quella fascia è destinata ad aumentare. Ma l’Eurozona è una costruzione economica e sociale incompatibile con la sanità pubblica.

Ma se abbassi la spesa puoi abbassare le tasse è l’arma con cui i nuovi liberisti conquistano i cuori di molti. La tua sola arma contro il liberismo è la conoscenza; è possibile abbassare le tasse anche senza abbassare la spesa pubblica. Anzi, di più, è possibile abbassare le tasse anche aumentando la spesa pubblica ma a due sole condizioni: lo Stato deve essere emettitore monopolista della moneta e non si deve vincolare ad astratti parametri di rigore dei conti. Uno Stato dotato di sovranità monetaria e orientato all’interesse pubblico può risolvere lo spreco più grande: avere medici, ricercatori, infermieri inattivi o sotto utilizzati a fronte di un bisogno tangibile di cura e prevenzione.

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