Approfondimento

Quando Juncker era Hallstein (e i memorandum sempre gli stessi)

Quando Juncker era Hallstein (e i memorandum sempre gli stessi)

1964: l’Italia si sviluppa e si modernizza. Le tensioni politiche e sociali sono al culmine; il Governo Moro è la prima esperienza di coalizione tra la Democrazia Cristiana e i socialisti di Nenni ed è oggetto di preoccupazione del reazionario Antonio Segni, Presidente della Repubblica che autorizzerà il comandante dei Carabinieri De Lorenzo ad organizzare il Piano Solo, il tentativo di colpo di Stato durante la crisi del primo Governo Moro. I Comunisti sono all’opposizione, gli Stati Uniti osservano da lontano e il sindacato organizza scioperi su tutto il territorio nazionale per rivendicare migliori condizioni di lavoro. L’Italia, tra due passi in avanti, uno indietro e mille contraddizioni, percorre la strada verso un benessere più diffuso. E non può dunque mancare la spinta in senso opposto da parte dell’Unione europea, o meglio dell’allora CEE (Comunità Economica Europea).

Maggio 1964: in piena crisi di Governo, Walter Hallstein, Presidente della Commissione CEE, invia un memoriale ad Aldo Moro che raccomanda la riduzione della spesa pubblica, l’aumento della pressione fiscale, la soppressione o almeno il rallentamento della scala mobile sui salari. È una netta bocciatura della linea economica del Governo Moro, che la CEE vuole contribuire a destabilizzare. Scrive Hallstein

La Commissione è del parere che l’assieme delle azioni intraprese non è sufficiente a ristabilire l’equilibrio desiderato e ad evitare il rischio che i progressi compiuti nella realizzazione del Mercato in comune siano rimessi in discussione.

I Comunisti, in Parlamento, parleranno di un intervento straniero di intromissione nella crisi di Governo.

Ad appoggiare la linea di austerity è Guido Carli, Presidente della Banca d’Italia, che presenta al Governo un piano di risanamento dei conti, dal quale Nenni metterà in guardia rispetto alle conseguenze sociali che potrebbe provocare. Nel 1978 Aldo Moro, nel suo memoriale redatto durante la prigionia ad opera delle BR, parlerà dell’intromissione della Comunità Europea come di un fatto grave sul piano politico.

Nel libro dello storico Mimmo Franzinelli “Il Piano Solo” (Oscar Mondadori), il memorandum di Hallstein (e del Commissario europeo Marjolin) non è il punto centrale. Il libro, di cui consigliamo la lettura, è la ricostruzione storica dei fatti politici precedenti al Piano Solo, il tentativo di colpo di Stato voluto da Antonio Segni e operativamente messo in piedi da De Lorenzo contro il presunto rischio di destabilizzazione delle riforme di ispirazione socialista. Noi citiamo quel fatto come uno dei tanti pezzi di un puzzle il cui disegno è ormai chiaro da tempo: il progetto dell’Unione europea nasce con l’obiettivo di indebolire la forza dello Stato moderno sul libero mercato e le potenzialità in termini di benessere della collettività.

Ma chi era Walter Hallstein? La sua storia ci rimanda agli studi di Alain Parguez sulla genesi della UE. Docente universitario e giurista, Hallstein dal 1942 fu luogotenente nella Wehrmacht, la principale forza bellica tedesca. Venne catturato dagli Alleati nel 1944 e trasferito negli USA sino al 1946, anno del suo rilascio. Nel 1951 fu nominato segretario di Stato e guidò la delegazione tedesca ai negoziati per la creazione della CECA. Nel 1958 fu nominato Presidente della Commissione Economica Europea (l’attuale Commissione europea). L’università di Francoforte ha istituito un premio annuale in suo onore, assegnato a personalità che si distinguono per l’impegno europeista.

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