La Teoria

MMT: un’analisi doppiamente retrospettiva (Seconda Parte)

MMP Special 2: MMT: un'analisi doppiamente retrospettiva (Seconda Parte)

L’economista ortodosso è certo che, se togliessimo semplicemente di mezzo lo Stato, il mercato compirebbe lo sporco lavoro. Equilibrio. Il mercato lo ripristinerà e tutto al mondo sarà giusto.

L’economista eterodosso? Beh, è meno sicuro. Il mercato potrebbe non funzionare. Ha bisogno di un po’ di moine. Gli squilibri possono persistere. Le forze di mercato possono essere alquanto imponenti. La mano visibile dello Stato può accelerare il movimento verso l’equilibrio.

L’equilibrio è piacevole; è intuitivamente invitante. A dire il vero, non l’hanno inventato i fisici. Tutte le culture lo vedono come [una cosa] naturale. È la condizione universale – sia in natura che nella società umana. Riflette un’interiore brama di equità.

Come spiega Margaret Atwood (in Payback [1], tutte le società umane e scimmiesche hanno riconosciuto la legge della reciprocità – ripagherai, in questa vita o nella prossima.

Esiste un’idea innata di valori equivalenti, e pertanto di equilibri. Gli animali possono distinguere il concetto “più grande di”, ed insorgono quando sono privati di qualcosa. Perfino il ratto sa che non è giusto. Sciopera se provi a ridurgli la ricompensa per aver corso nel labirinto. Per il ratto questo viola la nozione di equilibrio.

C’è un modo giusto di fare le cose. Non seguire la tradizione turba l’equilibrio. Chissà quale ira potrebbe causare lo squilibrio, tra gli dèi.

Gabriele, l’Angelo delle scritture, custodisce il libro mastro di Dio – da esibire il Giorno del Giudizio. Troppo disequilibrio durante la tua vita ti condannerà agl’inferi.

E, come sappiamo, Lucifero registra i debiti delle anime che raccoglierà. Ti venderà il divertimento oggi, ma sarà la tua anima a “ripagarlo” [domani]. Compri adesso, paghi per sempre. Un po’ come i prestiti studenteschi in America.

Nella vita, le uniche cose a cui non puoi sfuggire sono la morte e le tasse. Il Diavolo le controlla entrambe. È lui l’esattore delle tasse che fa una visita in punto di morte. Non c’è equilibrio, una volta che la tua anima è venduta. È una trappola – sei entrato, ma non ne uscirai più.

Ma Cristo è il redentore – lui assolve i peccati, ripagando i vostri debiti per ristabilire l’equilibrio, per consentire a voi peccatori di entrare in Paradiso.

I Musulmani fanno riferimento alla bilancia della giustizia – le tue opere buone vengono pesate e comparate a quelle cattive. C’è un bilanciamento – se buono e fortunato, potresti far appena inclinare i piatti della bilancia.

Molto prima, il Dio del Tempo era uno Scriba, così come il Dio della Misura e dell’Ingegneria – in che modo descrivereste quel lavoro? Egli teneva le registrazioni, misurava il valore [delle cose] e costruiva le bilance. Alla morte, pesava il vostro cuore per determinare il vostro valore.

Suppongo che tutti sappiate che il Papa o Pontefice provenne da una stirpe di ingegneri delle Tribù di Roma – le quali costruirono tutti i ponti sul fiume Tevere e seguirono l’esempio degli ingegneri del Nilo divenendo la classe sacerdotale superiore.

Tempo. Misura. Scrittura. Equilibrio. Tutto ciò di cui avete bisogno per la Moneta e la contabilità.

E naturalmente nessuno di voi è libero dal debito – il peccato originale ve lo assicura, sin dalla nascita. Potete redimervi? Probabilmente no. Avete bisogno d’aiuto.

Così, sin dai tempi più antichi, i debiti venivano periodicamente cancellati nell’Anno del Giubileo. Ogniqualvolta cambiava il governante (il quale, naturalmente, era il Dio terreno della Misura) oppure ogni 7 o 30 anni, in base al tipo di peccaminosità, tutti i debiti venivano cancellati.

Babilonia scelse 30, come la probabile durata del regno di un governante; la Bibbia scelse 7 – il numero fortunato, un granaio normalizzatore [2] da 7 anni consentiva di sopravvivere ad una siccità.

Cancellazione del debito.

Perché? Non si trattava di belle anime progressiste. No, la cancellazione del debito serviva a ripristinare l’equilibrio. Se tutti i vostri sudditi sono in preda ai creditori, non li potete governare. Quindi cancellate i loro peccati, redimete i loro debiti, liberate loro, le loro mogli e i loro figli dalla schiavitù del debito.

Alleluia!

Ora, perché c’è bisogno di una cancellazione del debito periodica? Il principio di Soddy. L’interesse composto batte la crescita composta. Come dice Michael Hudson, gli esseri umani lo riconobbero anche prima di inventare la scrittura. I primissimi libri di testo mostravano come calcolare l’interesse composto.

Fu il nostro primo squilibrio – la nostra prima violazione della legge naturale.

Porterebbe, inevitabilmente, alla concentrazione della ricchezza – come nel gioco del Monopoly, l’ultimo giocatore in gara vincerebbe tutto. Quindi, da Babilonia a Roma, l’equilibrio fu ristabilito attraverso la cancellazione del debito.

Il tempo era circolare: tempo e conti tornavano a zero quando si dava un colpo di spugna.

Tempo e debito erano intrinsecamente correlati. Il tempo compone i debiti al tasso d’interesse. In Paradiso non esistono né debiti né tempo; all’Inferno tutti i debiti sono composti [al tasso], per sempre.

La redenzione consente al tempo e al debito di ripartire da una condizione di equilibrio.

Ma con la Legge Romana abolimmo il concetto di tempo circolare, in favore della legge sulla proprietà.

Da allora in avanti, il tempo si mosse in un’unica direzione – da un passato ampiamente conosciuto a quello che Paul Davidson chiamerebbe un futuro fondamentalmente incerto. Più nessuna cancellazione dei debiti.

Solo prigioni per debitori – dove il debitore sarebbe stato trattenuto finché la famiglia non avesse potuto redimerlo. Più tardi, utilizzammo le prigioni e l’esecuzione semplicemente come castigo – occhio per occhio, vita per vita, così che i piatti delle bilance tornassero in equilibrio.

Ma le prigioni per i debitori distrussero l’equilibrio tra i creditori e il sovrano – proprio come la schiavitù del debito fece diverse migliaia di anni prima. Con il capofamiglia in prigione, era impossibile ripagarlo. Di nuovo, la bancarotta fu inventata non per via della compassione, ma per riportare l’equilibrio tra i diritti dei governanti e quelli dei creditori.

Eppure, la bancarotta consentì solo un azzeramento parziale [dei debiti]. Era un sostituto povero del Giubileo e dell’Alleluia. E i creditori guidavano lo show. A loro piaceva la disuguaglianza; apprezzavano il disequilibrio.

Com’era solito affermare Kenneth Boulding, le indagini sui ricchi mostrano regolarmente che è impossibile immaginare quanto siano incredibilmente avidi, e quanto siano anche enormemente stupidi. Arrostiranno con gioia la gallina dalle uova d’oro.

Se non ci credete, non avete osservato Wall Street durante il decennio passato. O ciò che la Germania sta facendo alla Grecia e all’Irlanda. Quando hanno un potere eccessivo, i creditori distruggono l’equilibrio.

Vediamo quindi di portare tutto ciò al presente, ossia alla Moneta Moderna.

Credito e debito sono due facce della stessa medaglia. Sia il creditore che il debitore sono peccatori. Si bilanciano. Esattamente. Il peccaminoso equilibrio è assicurato dal sistema contabile in partita doppia.

La redenzione libera sia il creditore che il debitore. Ne consegue un equilibrio differente – privo di peccato. Anche la bancarotta si risolve in un equilibrio, ma un equilibrio che mantiene il potere del creditore sul debitore – almeno se si resta nei limiti di legge.

Ma il punto è che debiti e crediti sono sempre in equilibrio. Nel settore privato, come diciamo sempre, il debito interno netto è pari a zero. Equilibrio.

Quando [nel modello] includiamo lo Stato, i suoi ITD sono compensati dai crediti del settore privato. I crediti netti del settore privato sono crediti nei confronti dello Stato. Il deficit dello Stato significa per il settore privato la realizzazione di un surplus. Si bilancia.

E quando includiamo il settore estero, un deficit nazionale dev’essere compensato da un surplus estero. Anch’esso si bilancia.

C’è sempre equilibrio finanziario. Il disequilibrio può sorgere solamente in caso di errori aritmetici. Guardare al nostro caos globale come ad uno squilibrio finanziario – come fanno quasi tutti – è un errore.

Il nostro caos non è dovuto all’eccesso di liquidità che circolava nel globo a metà degli anni 2000. Non è dovuto all’eccessivo indebitamento dell’America nei confronti dei Cinesi. E non è dovuto ad una spesa dissoluta da parte dei Paesi del Mediterraneo con scarso autocontrollo.

Dobbiamo guardare a tutto ciò nello stesso modo in cui lo guardavano i governanti di Babilonia. Il problema è un equilibrio di potere, non un disequilibrio finanziario. E, per capirlo, dobbiamo capire cos’è la Moneta. Dobbiamo tornare al Trattato sulla Moneta di Keynes.

So di avere usato più di metà del mio tempo. Ma va bene così, perché molti di voi mi hanno sentito parlare della Teoria Statale della Moneta di Keynes negli ultimi 20 anni. Non ho nulla di nuovo da aggiungere al riguardo.

Semplificando al massimo, la Moneta è un’unità di misura, in origine creata dai governanti per assegnare un valore a tariffe, multe e tasse. Creando una condizione di debito per i sudditi o per i cittadini in – il peccato originale – sarebbe stato possibile spostare risorse reali al servizio dell’interesse pubblico. Le tasse guidano la Moneta e per questo motivo la Moneta è da sempre legata al potere sovrano – il potere di comandare le risorse.

Raramente quel potere è assoluto. Viene contestato da altri sovrani, ma spesso è più importante la competizione con i creditori nazionali. Un debito eccessivo nei confronti di creditori privati riduce il potere del sovrano – distrugge l’equilibrio di potere necessario a governare.

La Moneta non è una merce né un oggetto. È un’istituzione, forse la più importante istituzione dell’economia capitalistica. La Moneta di conto ha un valore sociale, è l’unità in cui sono denominati gli impegni [tra le persone] in una società.

Io faccio risalire la Moneta alla tradizione del guidrigildo [3] – sarebbe a dire che la Moneta ebbe origine dal sistema penale piuttosto che dai mercati, motivo per cui le parole per debiti monetari o passività sono associate a trasgressioni contro le persone e la società. Un trasgressore doveva pagare una sanzione al ferito; ciò preveniva le faide di sangue del tipo “occhio per occhio”.

Infine, le autorità riuscirono a sovvertire il sistema del guidrigildo così che le sanzioni fossero pagate alle autorità stesse. E svilupparono infine una misura per le sanzioni, un’unità di conto con cui comparare ciò che non poteva essere comparato.

E perché attendere una trasgressione prima che l’autorità possa riscuotere? Ecco che arriva il peccato originale. Dobbiamo pagare le tasse per il semplice fatto di essere nati.

E infine l’autorità imparò che poteva emettere i propri ITD per acquistare ciò che voleva, accettando quegli ITD come mezzo di pagamento delle tasse. Gli ITD, ovviamente, erano denominati nell’unità di conto – la Moneta.

Solo il sovrano può imporre passività fiscali per assicurare che i suoi oggetti-Moneta siano accettati. Altri potranno emettere oggetti-Moneta denominati nell’unità di conto del sovrano – ma, non essendo sovrani, non potranno imporre [a loro volta] passività al fine di assicurare una domanda per i loro oggetti-Moneta.

Ma il potere è sempre un continuum, e non dovremmo immaginare che l’accettazione di oggetti-Moneta non-sovrani sia necessariamente volontaria. Ci ammoniscono di non essere creditori né debitori, ma tutti noi siamo – contemporaneamente – sempre debitori e creditori. È difficile scampare dall’essere simultaneamente un creditore e un debitore di una banca! Sono certo che questa descrizione è adatta a tutti i presenti in questa stanza.

Forse è quello che ci rende Umani – o almeno cugini degli Scimpanzé, che apparentemente tengono a mente accurate registrazioni delle passività, e si rifiutano di cooperare con coloro che non ripagano i debiti – è chiamato altruismo reciproco: se io ti aiuto a mandare al tappeto Scimpanzé A, sarà meglio che tu ripaghi il tuo debito quando Scimpanzé B mi attaccherà.

Il nostro unico passo in avanti rispetto agli Scimpanzé è stato lo sviluppo della scrittura – così da non dover avere una memoria elefantiaca per tenere traccia di crediti e debiti.

La Moneta è antecedente ai mercati, e così pure lo Stato. Come affermò Karl Polanyi, i mercati non nacquero mai dalle menti di venditori di strada e di approfittatori, ma furono piuttosto creati dalle autorità.

Il sistema monetario in sé fu inventato per mobilitare le risorse per quello che il Governo percepiva essere l’interesse pubblico.

È ovvio che solo in una democrazia gli interessi della popolazione e quelli del governo hanno elevate probabilità di essere in linea. Ad ogni modo, il punto è che non possiamo immaginare una separazione dell’ambito economico da quello politico – e qualunque tentativo di separare la Moneta dalla politica è esso stesso un tentativo politico.

Possiamo pensare alla Moneta come alla valuta della tassazione, e le passività sociali sono denominate nella Moneta di conto. Per soddisfare l’interesse pubblico, devo consegnare [una quantità di] materie prime – includendo la forza lavoro – per il valore di un dollaro.

Spesso è la tassa che monetizza un’attività – che vi assegna un valore monetario allo scopo di determinare la quota da restituire a Cesare.

Lo Stato sovrano indica quale oggetto denominato Moneta può essere distribuito per adempiere l’obbligazione sociale di una persona o il dovere di pagare le imposte. Esso può quindi emettere l’oggetto-Moneta attraverso i suoi pagamenti.

Quell’oggetto-Moneta dello Stato è, come tutti gli altri, una passività denominata nella Moneta di conto dello Stato. E come tutti gli oggetti-Moneta, dev’essere redento, cioè accettato dal suo emettitore.

Non è la Moneta ciò che il sovrano vuole – egli vuole risorse reali. L’incasso in Moneta è lo strumento, non il fine. Se fossero i creditori privati a gestire l’economia, semplicemente non vi sarebbe abbastanza capacità produttiva disponibile per il sovrano – per l’interesse pubblico.

Se il Governo emette, nei suoi pagamenti, più di quanto incassa come tasse, il settore privato accumula la valuta come ricchezza finanziaria.

Non abbiamo bisogno di entrare nel dettaglio di tutte le ragioni (razionali, irrazionali, produttive, feticistiche) per cui si vorrebbe accumulare valuta, eccetto notare il fatto che gran parte delle passività non-sovrane denominate in Moneta sono convertibili in valuta (su richiesta o sotto determinate condizioni). Pertanto, molte unità economiche hanno bisogno di valuta perché hanno accettato di riscattare con essa gli ITD che hanno emesso.

Poiché lo Stato è l’unico emettitore di valuta, come ogni monopolista esso può stabilire i termini in cui è disposto ad offrirla. Se avete qualcosa da vendere che lo Stato desidera avere – un’ora di lavoro, una bomba, un voto – lo Stato offre un prezzo che voi potete accettare o rifiutare.

Il vostro potere di rifiutare, tuttavia, non è poi così grande. Quando state morendo di sete, il fornitore monopolista dell’acqua ha un potere sostanziale nel determinarne il prezzo.

Lo Stato che impone una tassa pro-capite può stabilire il prezzo di qualunque cosa gli venderete al fine di ottenere i mezzi di pagamento della tassa, così che possiate mantenere la vostra testa sulle spalle. Poiché lo Stato è l’unica fonte della valuta necessaria al pagamento delle tasse e, almeno qualcuno, le tasse le deve pagare, lo Stato ha il potere di determinare il prezzo.

Certo, di solito non ne è consapevole, poiché crede di dover pagare i prezzi “determinati dal mercato” – qualunque cosa questo possa significare.

Ma, proprio come un monopolista dell’acqua non può lasciare che sia il mercato a determinare un prezzo di equilibrio per l’acqua, il monopolista della Moneta non può davvero lasciare che sia il mercato a determinare le condizioni a cui la Moneta viene offerta.

Al contrario, il modo migliore di gestire un monopolio della Moneta consiste nello stabilirne il “prezzo” e lasciare che la “quantità” fluttui – proprio come fa il monopolista dell’acqua.

Il mio esempio preferito è quello del programma del posto di lavoro garantito di tipo buffer-stock elaborato da Bill, nel quale lo Stato nazionale si offre di pagare un salario minimo ed un pacchetto di benefit (diciamo 15$ l’ora più i soliti benefit), ed assume poi tutti coloro che sono pronti e disposti a lavorare per tale compenso.

Il “prezzo” (il compenso per il lavoro) è fisso, e la “quantità” (il numero di occupati) fluttua in maniera anticiclica.

Con tale programma otteniamo la piena occupazione (come normalmente definita) insieme ad una maggiore stabilità dei salari e, siccome la spesa pubblica in tale programma varia in maniera anticiclica, otteniamo anche una maggiore stabilità del reddito (e pertanto di consumo e produzione).

Come disse Minsky, chiunque può creare (oggetti-) Moneta. Io posso emettere ITD denominati in Dollari, e forse posso rendere i miei ITD accettabili concordando di redimerli su richiesta, in cambio di valuta del Governo USA.

La paura comune è che emetterò una quantità di Moneta così elevata da causare inflazione, perciò gli economisti ortodossi sostengono [l’adozione di] una regola sul tasso di crescita della Moneta.

Ma è molto più verosimile che, se emetto una quantità eccessiva di ITD, questi verranno presentati per essere redenti. Presto esaurirò la valuta [a mia disposizione] e sarò obbligato a fare default sulla mia promessa, mandando in rovina i miei creditori.

Il che, in breve, è la storia della maggior parte della creazione di moneta privata. Se avete sentito parlare di Bear, Lehman [Brothers] o Northern Rock, sapete cosa intendo.

Ma abbiamo sempre consacrato alcuni istituti con una relazione speciale, consentendo loro di agire come intermediari tra lo Stato e il settore privato. Cosa più importante, attraverso essi lo Stato effettua e riceve pagamenti.

Pertanto, quando ricevete il vostro pagamento dalla Previdenza Sociale, esso assume la forma di un credito sul vostro conto in banca; pagate le tasse attraverso un addebito a quel conto.

Le banche, a loro volta, effettuano la compensazione dei conti con lo Stato e tra di loro utilizzando i conti di riserva (valuta) presso la Banca Centrale, la quale assicura una compensazione alla pari. Per rafforzare quella promessa, abbiamo introdotto l’assicurazione sui depositi così che, per la maggior parte dei fini, la Moneta bancaria funzioni come la Moneta dello Stato.

 

Note del Traduttore

1.^ Payback: Debt and the Shadow Side of Wealth è un libro sulla natura del debito, che esamina l’indebitamento ed il prestito dai punti di vista finanziario, psicologico, teologico, letterario ed ecologico; fonte: Wikipedia.org

2.^ Ever-normal granary: Granaio in cui erano accumulate le eccedenze di grano nelle annate di raccolto abbondante, rese poi disponibili nei periodi di scarsità; in questo modo era possibile stabilizzare sia la fornitura che il prezzo del grano, che sarebbe altrimenti stato molto variabile in base all’andamento del raccolto. Questo sistema è alla base dell’attuale concetto di buffer-stock per la stabilizzazione dei prezzi; fonti: Britannica.com, Jstor.org

3.^ La quantità di beni che l’offensore doveva dare all’offeso per riscattarsi dalla vendetta di lui o dei suoi parenti si chiamava guidrigildo, quando si trattava dell’uccisione di un uomo libero; fonte: Treccani.it

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Originale pubblicato l’11 dicembre 2011

Traduzione a cura di Andrea Sorrentino, Supervisione di Maria Consiglia Di Fonzo

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