La Teoria

Teoria monetaria moderna: incontrare gli economisti che combattono l’economia

L’editore di Morning Star, Ben Chacko, parla con BILL MITCHELL della nuova ipotesi che smentisce i presupposti fondamentali del neoliberismo.

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Per i marxisti, sfidare l’ideologia dominante è sempre stato l’elemento centrale della lotta per liberare le persone dal capitalismo.

Marx ha rimarcato nell’ideologia tedesca che “le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti”.

Il potere che ha un’idea dominante, è stato dimostrato dal corso della politica britannica dopo la crisi dei banchieri del 2008. I Tories si sono mossi rapidamente per affermare che gli elevati livelli di debito pubblico erano dovuti all’eccessiva spesa pubblica e che avremmo dovuto ripagare il debito. E seguirono il feroce programma di tagli ai servizi pubblici e le privatizzazioni, conosciuti come “austerità”.

Molti economisti hanno sottolineato che il ragionamento era fuorviante. Ma ciò ha catturato l’immaginazione popolare e ha giocato il suo ruolo nelle vittorie elettorali della destra del 2010 e 2015.

Il debole mantra laburista dei tagli che andavano “troppo avanti e troppo velocemente” ha commesso l’errore fatale di accettare le premesse dominanti dei Tories e, solo quando Jeremy Corbyn è arrivato a guidare il partito dei Labour, il contrattacco politico su questi argomenti ha trovato voce in parlamento.

Ciò è stato accompagnato da un contrattacco intellettuale che ha visto la rinascita di idee socialiste. Ma le idee chiave sbagliate, basate sull’accettare un approccio neoliberista e egoistico all’economia, dominano ancora l’opinione pubblica.

La Gower Initiative for Modern Monetary Studies è un’organizzazione senza fini di lucro che cerca di sfidare quell’ortodossia economica e ho incontrato l’economista Bill Mitchell per scoprire cosa fosse la Modern Monetary Theory (MMT).

Per Mitchell, le idee errate sulla creazione del valore sono al cuore delle incomprensioni che rafforzano i valori economici capitalistici.

La ragione per cui Marx è il punto da cui penso dovreste iniziare” (se volete comprendere più approfonditamente l’economia)  “è perché lui sottolinea la differenza tra le relazioni fondamentali del capitalismo e le relazioni di scambio che si manifestano di conseguenza“, egli dice.

Per comprendere valore e profitto non si può semplicemente guardare a ciò che accade al livello dello scambio. È necessario approfondire la relazione tra il capitale e il lavoro, come viene creato il plusvalore. 

“Quindi, potrebbe sembrare che stiamo lavorando otto ore al giorno e veniamo pagati una tariffa oraria, ma in realtà stiamo lavorando – diciamo – solo tre ore per noi stessi e le altre cinque per loro, stiamo producendo un plusvalore per il capitalista molto maggiore del valore del lavoro per il quale siamo pagati.

Durante il feudalesimo, il plusvalore e il valore di sussistenza erano separati nello spazio e nel tempo: il servo lavorava sulla terra del signore per un tempo definito e anche sulla propria. Era chiaro comunque quale lavoro eseguisse per se stesso. In regime di capitalismo, invece, questo aspetto è completamente sfocato“.

 

Quindi la MMT accetta la teoria del valore del lavoro?

Nulla di ciò che abbiamo fatto nella MMT, una teoria macro, è in contrasto con essa. Questo non per dire che la MMT sia marxista o di origine marxista: coloro che vi hanno contribuito in misura maggiore non hanno derivazione marxista, sono l’unico che la ha. Loro sono per lo più di derivazione keynesiana. Ma la MMT non è in contrasto con Marx.

 

Né Keynes né Marx, tuttavia, fanno presa sugli economisti tradizionali. Mitchell sostiene che

il paradigma dominante, ancora insegnato nei corsi di economia, si basa sulla teoria della produttività marginale la quale afferma che diversi fattori produttivi – come terra, lavoro, capitale, know-how e altri – al margine contribuiscono al profitto e“il rendimento è commisurato al contributo marginale – il lavoro contribuisce e ottiene uno stipendio, il capitale contribuisce e ottiene un profitto – il che suona come un concetto giusto”.

 

Ma una serie di dibattiti, noti come le controversie di Cambridge, hanno dimostrato che il fatto che

il profitto derivi dal capitale marginale produttivo non può essere dimostrato dal punto di vista matematico o logico“.

 

La discussione è molto tecnica per un laico e, mi chiedo, cosa abbia a che fare con il rovesciamento del capitalismo.

L’intero corpus della teoria della distribuzione nell’economia ortodossa, che giustifica tagli ai salari per ridurre la disoccupazione e tutta quella roba, avrebbe dovuto essere demolito. È sbagliata. Ma è ancora insegnata.

Questo dice come le informazioni scomode vengano rimosse, perché se dovessero ammettere che il plusvalore viene creato ed espropriato, non starebbe bene”.

Si inizia con l’ignoranza sul funzionamento della moneta, attivamente promossa dalle élite. Perché?

Perchè hanno un programma che sanno che sarebbe profondamente impopolare: ridistribuire il reddito da noi a loro. Questo è il neoliberismo.

Per rendere operativa una serie impopolare di politiche devono avere una copertura.

Nel libro Reclaiming the State si parla di strategie di depoliticizzazione. I Governi consapevoli del fatto che le politiche sarebbero impopolari adducono la colpa a forze esterne. Fanno eseguire tagli da parte del Governo locale e poi dicono: “Oh, i parlamenti locali dovrebbero gestire meglio i loro soldi.

Rendono le banche centrali indipendenti, quindi non responsabili, e le incolpano.”

 

Una delle macchine di depoliticizzazione più potenti nel mondo moderno è l’Unione Europea.

I trattati europei sono progettati perché le decisioni siano prese fuori dal regime democratico.

Va oltre le mie convinzioni pensare che qualsiasi persona di sinistra potrebbe essere un sostenitore di un qualsivoglia collegamento con l’UE“,

sostiene.

L’anatema di qualsiasi posizione progressista di sinistra è incarnato nell’architettura giuridica dell’UE. Non è una preferenza politica fugace che può essere cancellata via, il neoliberismo è nei trattati, a partire dall’Atto Unico Europeo e poi Maastricht e Lisbona.

Quindi ciò che chiamo la sinistra eurofila dice che tutto ciò di cui abbiamo bisogno sono poche riforme, che non elimineranno lo spirito neoliberista. Richiede a tutte e 28 le nazioni, si spera che presto siano 27, di concordare qualsiasi riforma.”

Vedo che le persone sostengono che la Brexit è guidata dalla destra. Per me dimostra solo una mancanza di leadership della sinistra“.

 

Il Meccanismo di Stabilità Europeo della UE è un classico esempio di pensiero economico ortodosso che Mitchell è così desideroso di detronizzare, quel pensiero che dice ai Governi di frenare la loro spesa e di limitare il deficit. La MMT sostiene che non è necessario che i Governi facciano questo.

Nel mondo immaginario che hanno creato e che ci hanno venduto, il Governo è in qualche modo come una famiglia che non può spendere troppo o andrà in rovina.

Ma un Governo che emette una propria valuta non può rimanere senza soldi. Non ha vincoli finanziari diversi da quelli che si crea da sé. Un Governo che emette valuta può acquistare tutto ciò che è in vendita nella propria valuta, compreso tutto il lavoro inattivo. Quindi è il Governo a scegliere davvero il tasso di disoccupazione, non il mercato.

Ciò significa che non c’è bisogno che la politica fiscale raggiunga una certa percentuale, come un deficit del 2% o un surplus dell’1%. È lì per fare cose che noi non possiamo fare.”

Il Governo è il nostro agente e, poichè emette valuta, ha un’enorme capacità di far progredire il nostro benessere: creare piena occupazione, assistenza sanitaria adeguata, istruzione e acqua, energia, trasporti e protezione del reddito per le persone svantaggiate o malate o anziane“.

 

Sta dicendo che un Governo può spendere quanto vuole?

No. Il Governo può comprare tutto ciò che è in vendita nella valuta che emette. Qualunque cosa sia in vendita. Il neoliberismo guarda ai vincoli finanziari, noi diciamo che i Governi che emettono valute non ne hanno, sebbene abbiano un vincolo, sì, perché c’è solo una certa quantità di risorse reali che possono essere utilizzate in modo produttivo”.

Se si spende a un ritmo più veloce di quanto un’economia produttiva può espandersi, allora si sta spendendo troppo e questo porta all’inflazione“.

 

La capacità del Governo di acquistare tutto il lavoro inattivo è al cuore del programma di lavoro garantito, una richiesta chiave dell’Iniziativa Gower che sostiene che i partiti dovrebbero impegnarsi per garantire il pieno impiego.

Questo è parte del motivo per cui Mitchell si oppone a una delle idee più alla moda della sinistra moderna, il reddito di base universale, che il cancelliere ombra John McDonnell afferma che sarà messo in atto in certe aree se il partito labourista otterrà il potere.

Come regola generale, se gli amministratori delegati di alcune delle peggiori aziende del mondo iniziano a sostenere qualcosa, allora sono profondamente sospettoso“, sorride.

Quello che fa l’UBI [Universal Basic Income = reddito di base universale, NdT] è ammettere che il Governo non può fare nulla per la disoccupazione. Ma la MMT invece afferma che il Governo può impiegare tutto il lavoro inattivo. Cioè, non è una scelta politica.

Quindi l’UBI sta aderendo alla storia neoliberista secondo cui la disoccupazione è inevitabile, quindi miglioriamo un po’ le cose per i disoccupati. La storia neoliberista considera le persone come unità di consumo, quindi noi distribuiamo poche sterline a settimana in modo che possano continuare a consumare.”

Quello che ignora completamente, la storia neoliberista, è il più ampio concerto delle cose che emergono dal lavoro retribuito: i benefici sociali, il senso di identità che è sviluppato grazie al lavoro, le reti sociali che nascono che nei luoghi di lavoro, dove le persone incontrano i colleghi e ottengono un senso di autostima dal lavoro“.

 

Un passo ulteriore che permetterebbe di superare la fissazione neoliberista – dei posti di lavoro che forniscono solo profitto – consentirebbe di adottare un approccio più razionale. Nel suo libro degli anni ’80 sul cammino lungo la costa britannica, The Kingdom by the Sea, Paul Theroux rileva la determinazione del Governo Thatcher di chiudere le linee ferroviarie perché non erano redditizie, prima di osservare “sebbene non lo fossero nemmeno le autostrade”.

Il fatto che uno paghi per le cose perché sono utili, anzichè redditizie, è l’intera logica con la quale vengono realizzati i servizi pubblici, dai vigili del fuoco alle forze di polizia, ma scompare non appena i servizi sono commercializzati. Da qui, l’impegno del Governo a rimuovere le guardie dai treni nonostante i benefici sociali quali quello di garantire l’accesso ai trasporti alle persone con disabilità o proteggere chi viaggia da solo da molestie o aggressioni.

 

Il programma di lavoro garantito ha il vantaggio cruciale, rispetto al reddito di base universale, che incoraggia l’impiego delle persone a svolgere un lavoro che deve essere svolto in quanto utile e, di questo, non c’è carenza.

Esistono tutta una serie di attività che rispondono a bisogni insoddisfatti della Comunità e che il mercato non soddisferà mai perché non possono essere ricostruite in attività a scopo di lucro“, sostiene Mitchell.

Si pensi solo ai bisogni di tutela ambientale che non vengono soddisfatti. In Australia il 40% delle terre agricole è ora inutilizzabile per l’aumento del contenuto di sale causato dall’utilizzo di fosfato e dalle bonifiche. Per questo ci sono enormi lavori di pulizia che devono essere svolti”.

 

La MMT è principalmente tecnica e forse non adatta a ispirare slogan sulle dimostrazioni. Ma il focus del Gower Institute e di Mitchell è sull’uso della loro analisi economica per costruire una società migliore e più giusta.

In tal senso, stanno rispondendo alla richiesta fatta da tutti noi a Marx: mentre

i filosofi hanno solo interpretato il mondo secondo vari punti di vista, il problema principale, tuttavia, è quello di cambiarlo.


Intervista pubblicata su Morning Star il 3 giugno luglio del 2019

Traduzione di Pierfranco Luciani, Supervisione di Maria Consiglia Di Fonzo


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