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Cronaca di un dibattito speciale: quello con il Mes

Mes vs. Rete MMT: Cosimo Pacciani vs. Alessandro De Salvo

Fra tanti convegni, incontri e dibattiti, ciò che prima o poi sarebbe potuto succedere è realmente accaduto a Tropea, in Calabria, in un anonimo sabato di ottobre.

Di cosa stiamo parlando? Del fatto che un MMTer potesse confrontarsi in un incontro pubblico con un esponente di primissimo piano della tecnocrazia europea, cioè di quella tecnocrazia che sta imponendo ai popoli europei un modello economico fortemente elitario, che avvantaggia esclusivamente i grandi rentier e gli esportatori, e che proprio per tale ragione si trova in assoluto contrasto con la visione della Modern Money Theory.

A trovarsi di fronte per discutere di integrazione europea e di globalizzazione sabato 24 ottobre, Cosimo Pacciani, responsabile rischi del Fondo Salva Stati Europeo (noto anche come Meccanismo Europeo di Stabilità, Mes), ed Alessandro De Salvo di Rete MMT.

Pacciani spiega il funzionamento del Mes, che considera uno strumento che favorisce la stabilità e, quindi, il processo d’integrazione europea. Il Mes, partecipato dagli Stati aderenti all’Eurozona in proporzione al proprio Pil, si finanzia emettendo obbligazioni, dopodiché eroga prestiti a quei Paesi che hanno difficoltà di accesso ai mercati finanziari e che s’impegnano, sottoscrivendo i termini del finanziamento, ad attuare le riforme richieste ritenute necessarie a risanare i conti pubblici. Come sappiamo, tali riforme si traducono in politiche di austerity. Il Paese “aiutato”(usando la terminologia corrente) ottiene così la liquidità necessaria a far fronte ai suoi impegni, evitando il default. Pacciani definisce quindi il Mes il pompiere dell’Eurozona e gli attribuisce un’importanza pari ai componenti della Troika, di cui ritiene costituisca il quarto tassello.

De Salvo fa notare che l’estintore più potente lo detiene, però, la Bce, spiegando che la stessa riveste il ruolo di monopolista dell’emissione dell’Euro, la valuta utilizzata dagli Stati dell’Eurozona e nella quale il debito degli stessi è denominato. Pacciani, prima di trincerarsi, nel vero senso della parola, nel suo ruolo istituzionale, affermando che in quanto componente del Fondo salva Stati non avrebbe parlato della Bce, tiene a puntualizzare, enfatizzando dogmaticamente la correttezza dell’architettura europea, che il ruolo e le funzioni della Bce sono chiaramente definite nel mandato della stessa.

Il confronto tra i due viene, tuttavia, alimentato dagli interventi e dalle domande di un pubblico particolarmente attento, che chiede di saperne di più sull’attuale crisi economica dell’Eurozona e sui possibili rimedi. Emergono tra i relatori differenze di vedute incolmabili, quasi rimarcate da quanto i due stiano seduti distanti. Per De Salvo la crisi economica dipende, senza mezzi termini, dall’austerità, assunta in Europa come modello permanente di politica fiscale. Pacciani invece, focalizzandosi sulla situazione del nostro Paese, punta il dito contro l’evasione fiscale, che in Italia è molto superiore alla media europea. Per quanto riguarda gli stimoli monetari finalizzati ad agevolare la ripresa, De Salvo giudica insufficiente, se non addirittura controproducente, il QE della Bce che, innanzitutto, rimuove dall’economia il reddito da interesse e produce, altresì, un aumento delle riserve bancarie cui non consegue alcuna iniezione di liquidità per l’economia reale. Secondo Pacciani, invece, al QE della Bce è collegabile l’espansione del credito che, a suo avviso, sarebbe in atto.

L’incontro termina con una formale stretta di mano, ma le strade si dividono irrimediabilmente perché l’azione di Rete MMT e degli altri movimenti che sostengono la Modern Money Theory è, chiaramente, in totale contrapposizione con la tecnocrazia europea, di cui il Mes ed i suoi componenti sono parte integrante.

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