La Teoria

MMP Blog #52: Conclusione: la natura della Moneta (3)

MMP Blog #52: Conclusione: la natura della Moneta (3)

La Moneta è Debito

Nel corso di questo Primer abbiamo sostenuto che la Moneta non è una merce, piuttosto è un’unità di conto. Un’unità di misura è qualcosa che non si può mai ottenere attraverso una vendita. Nessuno può toccare o possedere un centimetro di lunghezza o un grado centigrado di temperatura. Potremmo dire che compriamo Moneta vendendo merci, ma è chiaro che se la Moneta è solo un’unità di conto – il Dollaro, l’Euro, lo Yen – questo è impossibile.

Possiamo comprendere un po’ meglio se ricordiamo l’analogia che abbiamo fatto col tabellone segnapunti elettronico in una partita di calcio. Nel corso della partita, i punteggi delle due squadre vengono modificati. I punti non hanno consistenza fisica, al di là di quella di qualche elettrone iperattivo; riflettono semplicemente una registrazione della prestazione di ciascuna squadra sulla base delle regole del gioco. Analogamente, nel gioco che chiamiamo “economia”, la vendita di merci in cambio di Moneta porta all’accredito di “punti” sul “tabellone” che è in mano (principalmente) agli istituti finanziari.

Anche se il gioco della vita è un po’ più complicato di una partita di calcio, l’idea che tenere i conti in termini di Moneta sia molto simile a tenerli in termini di punteggi ci può aiutare a ricordare che la Moneta non è una “cosa”, ma un’unità di conto in cui teniamo traccia di tutti i debiti e i crediti – o “punti”.

Abbiamo già detto che i “punti” sul bilancio di una banca sono passività, mentre i suoi ITD sono i punti accreditati ai giocatori. Avremo molto altro da dire sul ruolo che giocano gli istituti finanziari nella prossima sezione. Qui vogliamo solo concentrarci sulla natura “duale” di debito [propria] dei “punti” Moneta.

Innanzitutto, come abbiamo detto poc’anzi, la produzione deve iniziare con la Moneta; e quella Moneta è un “punteggio” che rappresenta un ITD. Tipicamente è una passività della banca sotto forma di deposito a vista. È compensata, sull’altra colonna del bilancio della banca, da un prestito, che rappresenta il debito del titolare a nome del quale è stato emesso l’ITD della banca. In altri termini, chi vuole intraprendere una produzione di merci (attraverso l’acquisto di merci) deve emettere un ITD nei confronti della banca (un “prestito” che la banca detiene come asset) ed ottenere in cambio un deposito bancario (la passività della banca).

Le merci da usare come mezzi di produzione sono quindi acquistate trasferendo il deposito (la banca addebita il conto deposito del produttore e accredita quelli dei venditori dei mezzi di produzione). Quando il produttore conclude il processo produttivo e vende le merci che ha prodotto, il suo conto deposito viene accreditato e gli acquirenti delle merci vendute vedono addebitati i loro conti.

A questo punto, se il produttore lo desidera, può usare il suo deposito per “rimborsare” il prestito (contemporaneamente, la banca addebita il deposito a vista e il prestito). Tutto ciò si può fare elettronicamente e somiglia abbastanza al nostro segnapunti che toglie i punti dal tabellone.

Vediamo dunque che il debito del produttore viene eliminato attraverso la vendita delle merci prodotte (“realizzando” il [relativo] valore monetario), ed il prestito con la restituzione dei depositi che ha accumulato grazie alle vendite. La banca cancella il suo debito (deposito a vista) nello stesso momento in cui cancella l’ITD del produttore (prestito).

Il secondo senso in cui il produttore si indebita è schumpeteriano (dal famoso economista, Josef Schumpeter): l’imprenditore destina parte dei mezzi di produzione della società all’attivazione del processo produttivo, prima di contribuire effettivamente alla società [stessa]. L’ITD del produttore (detenuto dalla banca) rappresenta la sua promessa verso la società di privarla temporaneamente di alcune merci, a condizione che in futuro gliene offrirà altre.

Tutta la produzione di merci può essere vista come [un fenomeno] sociale, che inizia con merci che la società ha già prodotto e le combina in qualche modo per produrre (di solito) un insieme di merci differente. Nel momento in cui le merci appena prodotte trovano un mercato (Moneta che le compra), il debito dell’imprenditore nei confronti della società si estingue.

Quindi, se ha successo, il debito dell’imprenditore è ripagato su entrambi i fronti: il produttore può estinguere del tutto il suo debito con la banca e con la società. Fare impresa è essenzialmente una questione di debiti e crediti, se tutto va come previsto debiti e crediti si annullano compensandosi.

La Moneta è debito (di nuovo!).

Concludiamo: la Moneta è debito. Non serve che abbia alcuna consistenza fisica al di là di qualche forma di registrazione – principalmente una voce elettronica su un computer. La Moneta coinvolge sempre almeno due voci: il debito dell’emettitore e l’asset del creditore. Riconsegnare un ITD al debitore ha come risultato l’estinzione del debito: il debito si estingue, e lo stesso succede all’asset del creditore.

In pratica, la creazione di Moneta richiede solitamente quattro voci: un potenziale produttore emette un ITD nei confronti di una banca e ne riceve, come asset compensativo, un deposito a vista; la banca detiene come asset l’ITD del produttore e come sua passività emette il deposito a vista. Per convenzione, diciamo che il produttore è “colui che prende a prestito” e che la banca è un “prestatore”; chiamiamo “prestito” l’accettazione dell’ITD del titolare da parte della banca, e “Moneta” l’ITD della banca. Si tratta però di qualcosa di abbastanza arbitrario, perché entrambi si sono indebitati ed entrambi hanno prestato, nel senso che entrambi sono sia debitori sia creditori.

Se la Moneta è debito, allora – come disse Minsky – chiunque può creare Moneta emettendo un ITD denominato nell’unità di conto sociale. Il problema è farlo accettare, ossia far sì che qualcuno detenga un ITD di qualcun altro. Per diventare un debitore è necessario trovare un creditore disposto a detenere il debito. Ma sono due i lati dell’equazione: ognuno dev’essere disposto a “creare Moneta” (emettere un ITD) e ognuno dev’essere disposto a “possedere Moneta” (detenere l’ITD dell’altro).

Nella prossima sezione affrontiamo due questioni relative alla volontà di possedere ITD in Moneta: la liquidità e l’inadempienza. Questo riguarderà la nostra terza ed ultima affermazione sulla natura della Moneta: l’inadempienza rispetto agli impegni monetari è possibile.

 

Originale pubblicato il 27 giugno 2012

Traduzione a cura di Andrea Sorrentino, Supervisione di Maria Consiglia Di Fonzo

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