La Teoria

MMP Blog #38: MMT per gli Austriaci (seconda parte)

MMP Blog #38: MMT per gli Austriaci (seconda parte)

Sto usando gli Austriaci come un esempio di coloro che hanno un’idea di un interesse pubblico limitata e che credono che il “libero” mercato possa soddisfare la maggior parte dell’interesse pubblico. Pertanto, il ruolo dello Stato dovrebbe essere piuttosto limitato. Ovviamente, gli Austriaci non sono gli unici conservatori ad avere queste opinioni. Tuttavia, essi offrono un’alternativa sia all’approccio ortodosso sia a quello eterodosso, ragionevolmente significativa e coerente.

(Qualcuno include gli Austriaci nell’eterodossia, e ci sono alcune affinità – su argomenti come il tempo, le aspettative e l’incertezza. Anche se riconosco similitudini su questi punti, il resto dell’eterodossia, per la maggior parte, accetta elementi dei pensieri Keynesiano, istituzionalista e/o Marxista che per gli Austriaci suonano come anatemi. Così io posiziono gli Austriaci nel loro gruppo. Ai fini della discussione che segue, questo davvero non è molto importante)

Le opinioni austriache sul [ruolo dello] Stato sono ben note. Inoltre, gli Austriaci fanno frequentemente commenti sui blog MMT, e molti hanno chiesto se gli Austriaci possono accettare la MMT.
Vorrei assicurare agli Austriaci che la MMT non è solo per coloro che sostengono l’interventismo dello Stato. In effetti, sono sempre rimasto sorpreso che tra i critici più veementi della MMT vi siano alcuni liberisti ed Austriaci.

In relazione a questo, spesso quando c’è un blog MMT, i commenti sono dominati da complottisti, nemici giurati dello Stato e gold bug certi del fatto che gli MMTer siano uniti nel loro tentativo di accrescere [il ruolo] dello Stato sino a fargli consumare l’intera economia. Alcuni Austriaci si trovano d’accordo su queste critiche. Questa sezione cercherà di placare questi timori.

Primo, da una parte la MMT è una descrizione del modo in cui funziona una valuta sovrana. Che piaccia o meno, il nostro Governo sovrano spende accreditando conti bancari. Nel corso degli ultimi vent’anni, la MMT ha indagato, analizzato e documentato i sordidi dettagli operativi. Possiamo tenere ore e ore di lezioni sulle manipolazioni del bilancio che coinvolgono il Tesoro, la Fed, i primary security dealer [1], le special depository [2] e le normali banche private ogni volta che il Tesoro compra un taccuino da OfficeMax. Il lavoro l’abbiamo fatto noi e quindi voi, colleghi Austriaci, non avete bisogno di farlo. E, credetemi, non volete farlo. Potete saltare direttamente alla conclusione: “Si, il Governo spende accreditando conti bancari, tassa addebitandoli e vende Titoli per offrire un sostituto fruttifero alle riserve a basso rendimento”.

Ora, pochi liberisti ed Austriaci ci arrivano, anche se – invece di ringraziarci per aver fatto un buon lavoro – alcuni di loro immediatamente attaccano la MMT perché spiega come funzionano le cose. Ora, perché vorrebbero farlo? Perché temono che se spieghiamo come funzionano le cose ai fautori della politica e al pubblico in generale, i processi democratici faranno inevitabilmente saltare il bilancio pubblico, poiché ognuno domanderà di più allo Stato – che è esattamente la ragione per cui Samuelson sosteneva quella “antica religione”, senza la quale ci indirizzeremo verso la terra dello Zimbabwe, con l’iperinflazione che distrugge la valuta.

Ok, capito.

Ma anche gli MMTer temono l’inflazione. Infatti, la “stabilità dei prezzi” è sempre stata una delle due missioni chiave del Center for Full Employment and Price Stability (http://www.cfeps.org/) della UMKC.

(Noto che il mio amico Edward Harrison ha promosso a lungo la MMT sul suo blog, http://www.creditwritedowns.com/, anche se verbalmente non è d’accordo con molti di noi sul ruolo dello Stato. Quindi esistono eccezioni che riconoscono che la MMT è utile agli economisti di ogni credo)

Di certo, molti liberisti e molti Austriaci credono che l’unico modo a prova di idiota per evitare l’inflazione sia di tornare all’oro. Di nuovo, va bene. Ma non criticate il nostro lavoro sullo schema “buffer stock” [3] perché non è fattibile dal punto di vista politico! Tornare allo standard aureo è anche meno probabile (personalmente, scommetterei che la condivisione socialista della lingerie è più verosimile di un ritorno all’oro).

Ad ogni modo, non vogliamo (neppure) che neri elicotteri volino in giro lanciando borse di contanti; e ci opponiamo (anche) allo Stato che stimola la domanda – liberisti ed Austriaci, e persino Milton Friedman, ritengono giustamente che questo genererebbe inflazione.

Pensandoci, gli MMTer hanno più in comune con gli Austriaci [4] che con il “Keynesismo militare”, il quale presume che una spesa sufficientemente elevata nel settore della difesa produca “a cascata” la piena occupazione. La maggior parte degli MMTer pensa che si arriverebbe ad un livello d’inflazione intollerabile prima che i posti di lavoro arrivino fino ad Harlem.

In ogni caso, è vero che esiste un secondo livello di MMT: usiamo la nostra comprensione del modo in cui funziona la Moneta per apportare all’attività politica del Governo l’analisi razionale.

Poiché il default involontario è letteralmente impossibile per uno Stato sovrano, superiamo rapidamente i timori sui deficit pubblici, sui rapporti del debito e su tutte le altre assurdità che attualmente bloccano Washington.

Possiamo “permetterci” la piena occupazione? Si. Possiamo “permetterci” la Previdenza Sociale? Si. Possiamo “permetterci” di far scorrere il vino in tutte le fontanelle? Si.
Il problema NON È, NON PUÒ ESSERE la sostenibilità [finanziaria]. Il problema riguarda le risorse.

[Risolvere il problema del]la disoccupazione è facile: per definizione, qualcuno che è disoccupato è disposto ad essere assunto. Quindi lo Stato lo può impiegare (per un piano, leggere la prossima serie di blog).

[La questione del]la Previdenza Sociale è un po’ più difficile: possiamo destinare agli anziani (e a coloro che sono a loro carico, e alle persone con disabilità) risorse sufficienti affinché godano di uno stile di vita confortevole, uno stile Americano? Secondo ogni ragionevole proiezione sulla demografia e sulla capacità produttiva statunitense, la risposta è si. [Ma] le proiezioni potrebbero dimostrarsi errate. In tal caso, il problema ancora una volta non sarà la sostenibilità [finanziaria] – si tratterà di un problema di risorse.

Infine, il vino in tutte le fontanelle? Probabilmente non esiste abbastanza buon vino, ma potremmo riempire tutte le fontanelle con vino francese economico. Se finisce, quello che manca lo può fornire il Missouri (per chi non vive nel Midwest statunitense, prima del proibizionismo, il grande Missouri era, in quanto a produzione di vino, secondo solo a New York).

Di nuovo, si tratta di un problema di risorse e, se convertissimo alla produzione vinicola le praterie americane e canadesi, potremmo anche risolverlo.

Forse, la più importante politica promossa dagli MMTer è la proposta del Lavoro Garantito [JG] / Datore di Lavoro di Ultima Istanza [ELR]. Questa offre un posto di lavoro finanziato dal Governo federale a chiunque voglia lavorare, in cambio di un compenso di base ed uniforme (salari e benefit).

Molti dei nostri compagni di viaggio liberisti/Austriaci sembrano odiare questo programma, di nuovo per motivi imperscrutabili. Io sospetto che lo abbiano erroneamente interpretato, come se fosse un qualche tipo di programma [diretto da] uno Stato Interventista/Grande Fratello e basato su una bizzarra combinazione di forza e welfare.

Sostengono che allo stesso tempo esso “obblighi” tutti a lavorare e paghi tutti per non lavorare.

In realtà si tratta di un programma puramente volontario, solo per coloro che desiderano lavorare. Non vi possono partecipare quelli che non lavoreranno.

Liberisti ed Austriaci dovrebbero amarlo. Non si tratta del Grande Fratello. Non si tratta neppure di uno Stato Interventista. I posti di lavoro non devono affatto essere offerti dal Governo.

Nessuno deve accettare [per forza] un lavoro. Io penso sia coerente con le norme più care a liberisti e Austriaci amanti della libertà.

Quindi, riassumendo:

  1. La MMT è coerente con qualunque livello di intervento dello Stato nell’economia. Può essere uno Stato liberista poco interventista, se lo si desidera. Ma esso emette una valuta sovrana [con regime di tasso di cambio] fluttuante. Sostiene la valuta imponendo una tassa che può essere pagata [esclusivamente] in quella valuta.
  2. Anche [la proposta] JG/ELR è coerente con qualunque livello di interventismo dello Stato. Se desiderate un settore privato ampio ed un settore pubblico ridotto, tenete basse tassazione e spesa pubblica. Questo libera risorse, che possono così essere usate dal settore privato. Ma avrete bisogno del JG/ELR per assumere le risorse lavorative che il settore privato non può impiegare pienamente.
  3. Il JG/ELR può essere decentralizzato a piacere. Io penso che vi siano problemi di incentivazione notevoli nel caso in cui uno Stato paghi i salari delle imprese private profit. Quindi vorrei che il Governo federale pagasse i salari del programma, ma che i posti di lavoro siano in effetti creati e gestiti da [enti] no-profit, amministrazioni locali, forse amministrazioni statali e, magari solo come ultima possibilità, dal Governo federale. L’Argentina [lo] ha sperimentato con le cooperative, e mi è parso abbiano avuto molto successo.
  4. Con un’economia monetaria (potete chiamarlo capitalismo, se volete), il problema è che – sin dall’origine – l’imposizione delle tasse crea disoccupazione (persone che cercano Moneta per pagare le tasse). Estendiamo questo fatto fino all’economia moderna in cui viviamo, quasi completamente monetizzata (avete bisogno di Moneta [anche] solo per mangiare, guardare la TV, giocare sui telefoni cellulari, ecc.), e capiamo che tutti sono in cerca di Moneta (e non solo per pagare le tasse). È quindi completamente folle obbligare il settore privato a risolvere il problema della disoccupazione creata dalla tassazione del Governo. Il settore privato, da solo, non porterà mai (non l’ha mai fatto) la piena occupazione. [Il programma] ELR/JG è una necessità logica ed empirica per sostenere il settore privato. È un complemento, non un sostituto dell’occupazione nel settore privato.
  5. Come si può chiamare socialismo l’idea che tutti dovrebbero lavorare, contribuire alla società, anziché bighellonare e incassare sussidi pubblici? Come si può chiamare schiavitù, o fascismo, l’offerta di un lavoro retribuito? [Un programma JG/ELR] offre semplicemente un lavoro retribuito a coloro che desiderano lavorare e contribuire alla società. Accresce la [possibilità di] scelta e la libertà.

 

Note del Traduttore

1.^ Primary security dealer: banche o altre istituzioni finanziarie che – di fatto – creano il mercato per i Titoli di Stato, acquistandoli direttamente dallo Stato, per poi rivenderli ad altri

2.^ Special depository: istituzione legittimata dalla legge a ricevere particolari depositi di fondi fiduciari o fondi pubblici in cambio dell’emissione di un titolo per la custodia e la restituzione dei fondi, sui quali possono maturare anche interessi ad un tasso talvolta fissato dalla legge; fonte: Teachmefinance.com

3.^ In economia, il “buffer stock” (scorta tampone) è uno strumento che consente di stabilizzare il prezzo di un bene, tipicamente una commodity: quando sul mercato ve n’è una quantità eccessiva, ed il prezzo tenderebbe a scendere, il bene viene accantonato e mantenuto in buone condizioni; quando viceversa la quantità sul mercato è insufficiente, la scorta viene gradualmente messa in vendita così da ovviare alla carenza ed evitare un aumento dei prezzi.
Analogamente, l’utilizzo di uno schema buffer stock di occupazione consente di stabilizzare il livello di occupazione ed il costo del lavoro: quando il settore privato è in contrazione, i lavoratori licenziati verrebbero assunti dallo Stato in appositi “piani di lavoro di transizione” (PLT), che li accoglierebbero garantendo loro una retribuzione adeguata ed una continuità lavorativa; in fase di espansione il settore privato potrebbe invece liberamente attingere da essi forza lavoro. Il saldo del bilancio pubblico, se manovrato in direzione anticiclica, permette di compensare le contrazioni e le espansioni del settore privato, stabilizzandolo. I PLT agirebbero cioè da stabilizzatori automatici, aumentando la spesa in deficit del settore pubblico nelle fasi di contrazione e riducendola in quelle espansive.
Per assicurare la stabilità dei prezzi, la politica attuale prevede invece l’utilizzo di un buffer stock di disoccupazione; in questo caso, tuttavia, la forza lavoro che entra nel buffer in condizioni di crisi difficilmente ve ne esce nelle fasi di espansione, perché il settore privato assume più facilmente chi ha maturato una continuità lavorativa.

4.^ Il testo originale riporta “Austerians”, il termine che l’Autore usa per identificare i “sostenitori dell’austerità”, ma dal contesto riteniamo che in questo caso si tratti di un refuso

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Originale pubblicato il 26 febbraio 2012

Traduzione a cura di Andrea Sorrentino, Supervisione di Maria Consiglia Di Fonzo

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