Approfondimento

Il Cartalismo e l’approccio alla moneta come entità guidata dalle tasse (4ª parte)

Il Cartalismo e l'approccio alla moneta come entità guidata dalle tasse (4ª parte)

7. Estensioni politiche

Dopo aver svelato la natura della finanza pubblica, i Cartalisti affermano che gli Stati possono e dovrebbero implementare la “finanza funzionale”. Quest’ultima fu proposta da Abba Lerner, il quale obiettò con veemenza qualsiasi idea convenzionale su cos’è che costituisce una finanza “sana”.

La finanza funzionale può essere ricompresa nell’approccio cartalista, perché riconosce correttamente la moneta come entità creata dallo Stato al quale attribuisce due ruoli politici importanti. Lerner (1947) ha affermato che lo Stato, in virtù del suo potere discrezionale di creare e distruggere la moneta, ha l’obbligo di sostenere la sua spesa a un livello che mantenga (1) il valore della valuta e (2) la domanda di produzione corrente al livello corrispondente alla piena occupazione.

Affinché lo Stato possa raggiungere i suoi due principali obiettivi, Lerner propose due principi di finanza funzionale determinanti per le decisioni sull’ammontare della spesa pubblica necessaria e sul modo di finanziarla. Più in dettaglio, il primo principio richiede che il livello di spesa pubblica totale non dovrebbe essere “né superiore né inferiore al livello che, ai prezzi correnti, consentirebbe di acquistare tutte le merci che è possibile produrre” (1943: p. 39). Spendere al di sotto di questo livello comporta disoccupazione, mentre spendere al di sopra di esse causa inflazione. L’obiettivo è mantenere la spesa sempre ad un livello “appropriato”, in modo da assicurare la piena occupazione e la stabilità dei prezzi. Il secondo principio afferma che la spesa pubblica dovrebbe essere “finanziata” attraverso l’emissione di nuova valuta. Questa seconda “legge” della finanza funzionale è basata sul riconoscimento da parte di Lerner del fatto che la tassazione non finanzia la spesa, ma riduce le riserve di moneta del settore privato (ibid.: pp. 40–41).

La finanza funzionale può essere implementata in ogni Paese in cui lo Stato emetta la valuta domestica (Wray. 2003a: p. 145). Due politiche, virtualmente identiche come concezione, che abbracciano l’approccio della finanza funzionale sono quella relativa al datore di lavoro di ultima istanza (Employer of Last Resort – ELR) (Mosler, 1997–98; Wray, 1998) e il modello di occupazione buffer stock [a] (Mitchell, 1998). Queste indicazioni politiche mirano a stabilizzare il valore della valute eliminando contemporaneamente la disoccupazione. Le proposte sono motivate dal riconoscimento che gli Stati sovrani non hanno nessun vincolo finanziario operativo, possono fissare a loro discrezione un prezzo fondamentale nell’economia e possono fornire una domanda di forza lavoro infinitamente elastica.

I Cartalisti hanno sostenuto simili programmi di occupazione basati sul lavoro di Hyman Minsky e Abba Lerner e che richiamano l’esperienza del New Deal negli USA. Il datore di lavoro di ultima istanza (per usare la terminologia di Minsky) è, molto semplicemente, un programma pubblico che offre un lavoro che offre un pacchetto fisso, di salario e condizioni contrattuali, a chiunque non abbia trovato occupazione nel settore privato ma è pronto, disponibile e in condizione di lavorare.

L’ELR è proposto come un programma universale che non richiede alcun means test [b], che fornisce quindi per definizione una domanda infinitamente elastica di forza lavoro ed elimina la disoccupazione offrendo un lavoro a chiunque lo desideri. Attraverso l’ELR, lo Stato fissa solo il prezzo del lavoro nel settore pubblico, lasciando che tutti gli altri prezzi siano determinati dal mercato (Mosler, 1997–98: p. 175). Fintanto che il salario ELR è fissato, sarà un riferimento sufficientemente stabile per il valore della valuta (Wray, 1998: p. 131). Come è spiegato sopra, il valore della valuta è determinato da quello che è necessario fare per ottenerla e, con l’ELR in funzione, è chiaro cosa questo sia esattamente: il valore della valuta è uguale a un’ora di lavoro ELR secondo il salario ELR contingente.

Inoltre, si può affermare che l’ELR migliori la stabilità dei prezzi a causa del suo meccanismo buffer stock (Mitchell, 1998). In breve, quando arriva una recessione, i lavoratori disoccupati trovano un impiego nel settore pubblico al salario ELR. La spesa pubblica totale aumenta per ridurre le pressioni deflazionistiche. Diversamente, quando l’economia si surriscalda e la domanda privata di lavoro aumenta, i lavoratori ELR sono assunti nel settore privato con un salario superiore a quello del programma ELR. La spesa pubblica si contrae automaticamente, riducendo le pressioni inflazionistiche sull’economia. Così, l’impiego nel settore pubblico agisce come una scorta di riserva che si contrae ed espande in modo anticiclico. Questo meccanismo buffer stock assicura che la spesa pubblica sia (come ha insegnato Lerner) sempre a livello “appropriato”.

Questa proposta suggerisce in modo innovativo che la piena occupazione può ancorare il valore della valuta (all’opposto della convinzione diffusa che la disoccupazione sia necessaria per frenare l’inflazione). Il programma ELR utilizza le estensioni logiche della moneta cartale per raggiungere i due obiettivi dello Stato – l’eliminazione della disoccupazione e la stabilizzazione dei prezzi.

Lo spazio a disposizione non consente una discussione dettagliata di questa proposta; quello che importa è evidenziare le sue caratteristiche istituzionali di tipo cartale. L’approccio ELR/buffer stock riconosce che:

  1. Lo Stato è la sola istituzione che può separare “l’offerta di lavoro dalla profittabilità di assumere lavoratori” (Minsky, 1986: p. 308) e può perciò fornire una domanda infinitamente elastica di lavoro, senza preoccuparsi di come finanziarla.
  2. Lo Stato può creare un’ancora per il valore della valuta che emette fissando in modo esogeno il salario dei lavoratori ELR.
  3. Lo Stato può utilizzare un meccanismo buffer stock per assicurare che la spesa sia sempre ad un livello appropriato – né più, né meno.
  4. La responsabilità per la piena occupazione e per la stabilità dei prezzi è del Tesoro, non della Fed. L’espressione “sana gestione finanziaria” assume un significato nuovo: è quella che assicura la piena occupazione e la stabilità dei prezzi.

I Cartalisti evidenziano che la realizzazione di un programma di occupazione del genere è una scelta politica solo per i Paesi che hanno controllo sovrano sulla propria valuta. Non è una proposta praticabile per Paesi dollarizzati o che operano in regime di currency board o di altri regimi di tasso di cambio fisso. Questo è dovuto al fatto che l’importante legame tra l’autorità che emette moneta e l’agente fiscale è stato reciso, riducendo così drasticamente il ventaglio di possibili opzioni politiche di stabilizzazione. Goodhart ha evidenziato che, allo stesso modo, l’attuale disegno istituzionale dell’Unione Monetaria Europea evidenzia un “divorzio senza precedenti tra le principali autorità monetarie e quelle fiscali” (1998: p. 410). Kregel (1999) ha presentato un’innovativa proposta per correggere questo difetto istituzionale e permettere all’Unione Monetaria Europea di implementare un programma di tipo ELR. Raccomanda che la Banca Centrale Europea agisca come agente fiscale per conto dell’Eurozona e implementi la finanza funzionale per assicurare elevata occupazione e stabilità dei prezzi.

Allo stesso modo, l’analisi cartalista può essere applicata allo studio di questioni attuali di politica interna, come l’erogazione universale di pensioni, l’assistenza sanitaria e l’istruzione. Il dibattito corrente sulla “crisi” della sicurezza sociale negli USA, ad esempio, e praticamente tutte le discussioni retoriche sulla pianificazione del bilancio governativo, si basano su convinzioni fittizie relative alle limitazioni alla spesa fiscale.

Il Cartalismo insiste sul fatto che l’attenzione su problemi inesistenti impedisce adeguate risposte politiche a questioni pressanti come la crescita economica, lo sviluppo e la stabilità della valuta e dei prezzi. Solo dopo aver spostato l’attenzione dagli ostacoli immaginari alla politica fiscale possiamo cominciare a indirizzare problemi relativi alla erogazione di assistenza sanitaria e di istruzione adeguate, opportunità di occupazione esperibili e beni e servizi necessari dall’invecchiamento della popolazione.

8. Conclusioni

Questo capitolo è cominciato con le proposizioni generali e specifiche del Cartalismo, che delucidano in modo costruttivo la natura della moneta come entità guidata dalle tasse e il potere sovrano degli Stati moderni. Nonostante il Cartalismo non sia legato ad una singola proposta politica, esso riconosce la finanza funzionale come uno strumento logico utile per la stabilizzazione economica. La prospettiva cartalista può essere applicata a molte aree differenti, dalla comprensione dei diversi regimi valutari agli aspetti quali la previdenza sociale e la disoccupazione. Il Cartalismo è adatto specialmente per lo studio della politica monetaria e di quella fiscale contemporanee.

Per concludere, è appropriato ricordare la convincente osservazione di Lerner che “il problema della moneta non può essere separato dai problemi dell’economia proprio come i problemi dell’economia non possono essere separati dai più importanti problemi della prosperità, della pace e della sopravvivenza umana” (1947: p. 317).

Lerner ha avvertito, inoltre, che in regimi di valuta sovrana “la finanza funzionale funzionerà indipendentemente da chi aziona le leve [e che] coloro che non usano la finanza funzionale, … non avranno nessuna possibilità rispetto a quelli che la useranno nel lungo periodo” (1943: p. 51). Il Cartalismo è in grado di contribuire al dibattito pubblico sulle azioni politiche praticabili nell’interesse pubblico, in modo costruttivo.

 

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Note del Traduttore

a. ^ Il modello buffer stock (scorta di riserva) prevede che un operatore (in genere lo Stato) accumuli una scorta di una merce (in questo caso di forza lavoro) e la usi per stabilizzare il suo prezzo: quando è presente una sovrapproduzione (che ne farebbe crollare il prezzo) compra la merce in eccesso, e quando c’è scarsità (che ne farebbe aumentare il prezzo) la rivende.

b. ^ Means test: indagine basata sull’analisi del reddito personale, intrapresa per determinare se una persona (o una famiglia) possa essere destinataria di benefici o sussidi pubblici.

 

Originale pubblicato nel 2006

Traduzione a cura di Carlo Vittoli, Supervisione di Maria Consiglia Di Fonzo

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