Approfondimento

I Bitcoin sono uno spreco di energia o qualcosa di peggio?

I Bitcoin sono uno spreco di energia o qualcosa di peggio?

WASHINGTON – Recentemente una start-up del settore manifatturiero ha annunciato il suo piano di spostarsi in una fabbrica di alluminio dismessa a nord di New York, approfittando dell’abbondanza di energia elettrica a basso costo generata dal fiume St. Lawrence.

Invece di fondere alluminio, però, l’azienda ha intenzione di trasformare quell’energia in Bitcoin.

La moneta dovrebbe essere un mezzo per acquistare cose. Al momento, l’investimento che desta più interesse nel Paese è l’acquisto di denaro. E la corsa all’investimento sta sollevando dubbi sul fatto che una delle ragioni della lenta crescita economica negli ultimi anni possa essere che il Paese è occupato a distrarre se stesso. Sebbene estrarre Bitcoin non richieda l’impiego di molta forza lavoro, distoglie tempo, energia e capitali da altre attività più produttive che gli economisti dicono potrebbero alimentare una crescita più veloce.

“Sembra che gran parte delle nostre infrastrutture digitali – in continua evoluzione – sia rivolta ad attività, come la proliferazione delle cyber-monete, che sono peggio che frivole”, dice James McAndrews, ex responsabile della ricerca per la Federal Reserve Bank di New York.

Secondo diversi parametri, l’America ha un problema di produttività. L’economia sta crescendo lentamente e quasi il 20% degli adulti che dovrebbe iniziare a lavorare non sta lavorando né cercando un impiego. Gli Americani che hanno un lavoro creano meno nuove imprese. Perfino la produzione di base è in declino. Gli Americani fanno meno sesso e meno bambini.

Tom Pillsworth installa attrezzatura presso la struttura di estrazione di Bitcoin a Plattsburgh, N.Y. / Credit Jacob Hannah for The New York Times

Tom Pillsworth installa attrezzatura presso la struttura di estrazione di Bitcoin a Plattsburgh, N.Y. / Credit Jacob Hannah for The New York Times

Per alcuni economisti è evidente che le persone giocano ai videogame invece di andare a lavorare, effettuano accessi [sui social] invece di darsi da fare e impiegano una parte crescente del loro tempo, capitale e risorse naturali in prodotti virtuali, come i social media, i giochi e l’ultima moda passeggera: le monete virtuali.

Il Bitcoin, la più importante valuta virtuale, consuma voracemente risorse, perché i nuovi Bitcoin sono distribuiti in una specie di lotteria dove ogni biglietto è acquistato attraverso energia elettrica.

I “minatori” di Bitcoin si contendono le monete inviando risposte a difficili problemi matematici. Invece che risolvere i problemi, i minatori usano computer per inviare un fiume di stime. Questo può essere lucrativo: ogni Bitcoin è attualmente valutato circa 10˙550$.

Chi ci crede insiste dicendo che lo sforzo vale la pena. Descrivono i Bitcoin come una valuta superiore che in futuro entrerà in un uso più generale e prevedono persino un aumento delle applicazioni per blockchain, i libri contabili digitali usati per registrare il possesso di Bitcoin e verificare le transazioni.

Ma i Bitcoin sono ancora così difficili da usare che un grande convegno sui Bitcoina gennaio, ha dovuto smettere di accettare Bitcoin. In pratica, rimangono un investimento speculativo come l’oro. E Tyler Cowen, un economista della George Mason University, sostiene che estrarre oro resta comunque un uso migliore delle risorse perché, anche se l’oro dovesse perdere valore, potrebbe sempre essere usato per i denti.

“Una volta che l’energia dei Bitcoin è bruciata, non tornerà mai indietro”, ha detto.

Colin L. Read, sindaco di Plattsburgh, NY, li vede anche come un fastidio per i cittadini. Alla città era garantita un’offerta fissa di energia elettrica economica, per via della costruzione delle dighe idroelettriche sul St. Lawrence negli anni ’50 del Novecento. Le società che estraggono Bitcoin stanno attingendo a quell’energia come uno sciame di zanzare affamate.

Mr. Read dice che l’estrazione di Bitcoin al momento consuma circa il 10% dell’energia elettrica della città e che questo sta costringendo Plattsburgh a comprare una quantità sempre crescente di energia elettrica sul mercato aperto, a prezzi fino a 100 volte superiori rispetto al prezzo di base.

Mr. Read, che è anche un professore di economia, dice che preferirebbe piuttosto vendere a basso costo l’energia elettrica della città a società che danno lavoro a un grande numero di persone. Anche la Mold-Rite Plastics, che produce tappi per bottiglie, utilizza circa il 10% dell’energia elettrica della città, ma impiega circa 200 persone. E le società che realizzano l’attività estrattiva? “Impiegano una guardia di sicurezza”, dice, “E una persona che arriva se si rompe qualcosa”.

David Bowman, che si descrive come il primo estrattore di Bitcoin di Plattsburgh, dice: “Ho iniziato molto tempo fa, intorno al 2014, con una manciata di computer”. Ora ha 20 macchine.

La Mold-Rite Plastics, un produttore di tappi per bottiglie a Plattsburgh, N.Y., usa la stessa quantità di energia elettrica dei minatori di Bitcoin, ma dà un impiego a circa 200 persone. / Credit Jacob Hannah for The New York Times

La Mold-Rite Plastics, un produttore di tappi per bottiglie a Plattsburgh, N.Y., usa la stessa quantità di energia elettrica dei minatori di Bitcoin, ma dà un impiego a circa 200 persone. / Credit Jacob Hannah for The New York Times

Le aziende di Bitcoin hanno iniziato a spostarsi negli spazi di una vecchia cartiera a Plattsburgh, N.Y. / Credit Jacob Hannah for The New York Times

Le aziende di Bitcoin hanno iniziato a spostarsi negli spazi di una vecchia cartiera a Plattsburgh, N.Y. / Credit Jacob Hannah for The New York Times

Pochi anni fa ha affittato una stanza in un vecchio magazzino di carta, dove fa lavorare le sue macchine specializzate giorno e notte. Fianco a fianco a rack e ventole che ronzano per dissipare il calore. Circa mezza dozzina di altre compagnie d’estrazione, da allora, si sono stabilite nello stesso edificio.

Mr. Bowman che è di Plattsburgh, dice di comprendere le preoccupazioni del sindaco. È l’unico lavoratore della sua società e attualmente è uno studente di medicina a tempo pieno presso l’isola caraibica di Grenada. Ma estrarre Bitcoin gli ha consentito di pagare la sua retta al college e gli sta consentendo di pagare i suoi studi di medicina.

E non vede possibilità migliori a Plattsburgh.

“Questo posto ha bisogno di tutti i posti di lavoro possibili” dice, sebbene la sua compagnia non impieghi nessuno al di fuori di se stesso. Paga l’affitto ad una società di investitori che fa lavorare e manutiene le macchine e non impiega altre persone.

Altri Stati stanno lottando con il valore delle valute virtuali. Enel, la più grande società del settore energetico in Europa, questo mese ha annunciato che non venderà elettricità a minatori virtuali, citando le sue preoccupazioni sull’ambiente.

La società, in parte proprietà dello Stato italiano, dichiara “Enel ha intrapreso una chiara strada verso l’abbandono di combustibili fossili e lo sviluppo sostenibile e vede l’intensivo uso di energia per le criptovalute come una pratica insostenibile, che non è compatibile con il modello di business che la società sta perseguendo.

Alcuni minatori di Bitcoin enfatizzano il loro affidamento all’energia rinnovabile, ma l’energia che usano potrebbe essere utilizzata in altro modo per altri scopi. Si consideri l’esempio del Quebec, uno dei più grandi produttori di energia idroelettrica al mondo. La domanda locale ha subito un arresto, spingendo la provincia a prendere in considerazione l’esportazione verso il Massachusetts, che sta cercando di aumentare la quota di consumo d’energia generata da fonti rinnovabili. Ma il Quebec sta confrontando questa possibilità con una serie di proposte da compagnie d’estrazione.

David Bowman possiede un'azienda che mina Bitcoin chiamata BTC a Plattsburgh, N.Y. / Credit Luvnish Karnani for The New York Times

David Bowman possiede un’azienda che mina Bitcoin chiamata BTC a Plattsburgh, N.Y. / Credit Luvnish Karnani for The New York Times

Anche alcune utilities americane sono affamate di nuovi clienti. La domanda interna di elettricità è in declino, poiché le industrie che utilizzano molta energia – come le fonderie di alluminio – si sono spostate in altri Paesi e le famiglie utilizzano sempre più l’illuminazione a LED.

“Sono grati del fatto che qualcuno voglia ancora usare energia”, dice Robert McCullough della McCullough Research, società di consulenza energetica dell’Oregon.

E molti posti hanno bisogno di lavoro. Perfino dei relativamente pochi posti di lavoro apportati dall’attività di estrazione virtuale.

Massena, la città delle imposte in alluminio, è a circa due ore da Plattsburgh. Anch’essa può godere di una fonte garantita di elettricità a basso costo, ma ha perso molti dei suoi principali clienti, inclusa la fonderia e la fabbrica General Motors.

L’authority per l’energia di New York dedica 490 megawatt di energia a basso costo alle utenze industriali nelle contee di Franklin, Jefferson e St. Lawrence, la fascia a nord che include Massena. Il declino dell’industria locale ha fatto sì che solo il 52% di quell’energia è attualmente utilizzata. È per questo che i suoi funzionari sono stati felici quando una società chiamata Coinmint ha proposto di installare 16˙000 computer nel vecchio edificio della fonderia di alluminio.

La società, che sta ancora negoziando i contratti, ha comunicato all’authority per l’energia che assumerebbe 150 persone. Secondo l’authority per l’energia, i datori di lavoro storicamente hanno creato 30,5 posti di lavoro in cambio di un megawatt di elettricità a basso costo, mentre Coinmint sta proponendo di creare solo 10 posti per megawatt. Ma 10 è meglio che nessuno.

“Il piano è di portare qui chiunque si possa portare”, ha detto Steven D. O’Shaughnessy, il supervisore della città di Massena. “L’ho sempre detto, prenderò qualsiasi cosa possa”.

Il sindaco di Plattsburgh, N.Y., Colin L. Read, ha detto che minare Bitcoin consuma circa il 10 percento della potenza elettrica cittadina. / Credit Jacob Hannah for The New York Times

Il sindaco di Plattsburgh, N.Y., Colin L. Read, ha detto che minare Bitcoin consuma circa il 10 percento della potenza elettrica cittadina. / Credit Jacob Hannah for The New York Times

 

Originale di Binyamin Applebaum pubblicato il 28 febbraio 2018

Traduzione a cura di Luca Giancristofaro, Supervisione di Maria Consiglia Di Fonzo

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