Il Commento

Draghi è un ex-Goldman Sachs. Il suo QE è contro il lavoro e in favore dei ricchi

(…) Il capo della BCE, Mario Draghi, ha detto che avrebbe fatto tutto ciò che occorre per tenere le banche a galla, e non che avrebbe fatto tutto ciò che occorre per aiutare la ripresa economica, o aiutare l’occupazione. Il compito della BCE è aiutare le banche a fare più soldi. Draghi era vice-presidente di Goldman Sachs dal 2002 al 2005. Il suo punto di vista è quello di Wall Street. Non è un punto di merito aiutare il lavoro o aiutare la crescita dell’economia. Così non è sorprendente che il migliaio di miliardi di euro di moneta che la banca centrale sta creando non siano andati ad aiuti per aiutare la Grecia a sopravvivere, per esempio.

Che non siano andati ad aiutare Grecia, Spagna, Italia o Portogallo ad uscire dalla depressione alimentando la spesa dei Governi. È stato semplicemente dato via alle banche per acquisti di bonds e azioni, inclusi titoli ed azioni americane.

Dietro questa politica c’è la teoria del “trickle-down” per cui se tu arricchisci il settore finanziario, se riesci ad arricchire l’1% e il 10% più ricco della popolazione, tutto questo arricchimento va a “cascata” giù agli strati sociali più in basso. Questo è il punto di vista di Paul Krugman, e il punto di vista dei consiglieri che ha avuto Obama. Ma piuttosto che “gocciolare giù”, i guadagni sui prezzi dei mercati azionari e obbligazionari realizzati dall’1% e 10% piantano un cuneo nell’economia, aumentando il valore di azioni, bond, proprietà immobiliari e ricchezza contro il lavoro. Così il quantitative easing sta in larga parte alla base del fatto che la distribuzione della ricchezza sia peggiorata e non migliorata a partire dal 2008.

 

Originale pubblicato l’11 marzo 2015

Traduzione a cura di Daniele Basciu


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