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I docenti, la MMT, il progresso, l’educazione finanziaria. Uno è un intruso

L’Ocse lancia l’allarme sulla scarsa educazione finanziaria degli Italiani. Non è chiaramente un allarme fine a sé stesso, ma funzionale a incoraggiare la diffusione degli strumenti finanziari (polizze, previdenza complementare e altri prodotti) in un popolo che ancora si contraddistingue per un elevato risparmio privato. Si tratta dunque di un’educazione finalizzata ad avere nuovi consumatori di prodotti finanziari.

Nella riforma “La buona scuola” (L. 107/15) c’è anche un richiamo diretto alla necessità di inserire nelle scuole i percorsi di educazione finanziaria.

Ci sono però docenti che vogliono capire di più e non si fermano agli allarmi dell’Ocse. Vogliono capire il ruolo dello Stato nell’economia e si fanno domande: da dove si origina il risparmio dei cittadini? Il debito pubblico è un nemico o un alleato? Tutti i sistemi monetari funzionano come l’euro? La piena occupazione è un obiettivo realizzabile?

Rete MMT ha organizzato nell’ultimo anno diverse iniziative di formazione con i docenti delle scuole superiori. Ricordiamo le ultime in ordine di tempo: in Sardegna e in Piemonte.

All’Istituto Tecnico Mossa di Oristano, Daniele Basciu e Stefano Sanna sono stati i relatori di un percorso formativo strutturato in tre incontri (dalle 18.00 alle 20.00) che si sono conclusi il mese scorso:

  • La moneta e il monopolista della valuta,
  • Il sistema bancario,
  • Storia dell’economia italiana e del debito pubblico.

Oltre agli insegnanti erano presenti gli studenti del corso serale. Abbiamo chiesto a insegnanti e studenti di valutare il corso, gli argomenti e l’utilità complessiva. Di seguito una breve sintesi dei risultati dei 49 questionari.

Iniziamo con il dire che ben l’84% dei partecipanti ha seguito tutti e tre gli incontri.

Il 56% dei partecipanti ritiene che le conoscenze del corso sono “in buona parte” di aiuto per leggere in modo più completo la realtà economica e sociale.

Il 59% ritiene che quel percorso formativo così come strutturato possa “in buona parte” essere utile anche per gli studenti.

Per il 53% i relatori sono stati “in buona parte” efficaci relatori, per il 22% sono stati “del tutto” efficaci, mentre un altro 24% sono stati efficaci solo “in parte”.

Per il 74% l’argomento che è piaciuto di più è stato “Storia dell’economia italiana e del debito pubblico”, a seguire “Il sistema bancario”.

Per quanto riguarda la domanda “Quanto ritiene sia importante comprendere gli strumenti monetari per influenzare lo sviluppo dell’economia e della società?”, se sommiamo le percentuali di chi ritiene che sia “in buona parte” importante e chi “del tutto” importante, abbiamo un significativo 84% che ritiene importante il ruolo della conoscenza degli strumenti monetari per influenzare economia e società.

Un ringraziamento particolare va al prof. Sandro Arcais dell’Istituto Mossa, che ha promosso e organizzato l’iniziativa.

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